Museomix: Museo di storia naturale di Ferrara tra i tre italiani selezionati per il 2017

Entro domenica 16 luglio 2017 è possibile candidarsi per proporre un’idea creativa di rilancio del Museo di storia naturale di Ferrara attraverso Museomix, un laboratorio per reinventare i musei mettendo in campo idee innovative, che possono essere legate a design, comunicazione, interazione con gli utenti o programmazione con sviluppo di codici informativi. Lo scopo di Museomix, spiegano gli organizzatori, è di permettere alle persone di appropriarsi del museo, incoraggiare i visitatori a vedere i musei e le loro collezioni in modo diverso e di fare in modo che i partecipanti con varie passioni e lavori possano incontrarsi e collaborare. Professionisti con diverse capacità potranno quindi aderire alla ‘call’ per sperimentare nuove tecniche per la fruizione di contenuti culturali. Il Museo di storia naturale di Ferrara è stato selezionato  tra 3 i musei italiani che verranno ‘remixati’: il laboratorio di rilancio si terrà dal 10 al 12 novembre 2017 in via De Pisis 24 a Ferrara.

Ecco la scheda dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo:

“La creatività a Ferrara è di casa. Il Museo Civico di Storia Naturale ha superato la selezione per partecipare alla seconda edizione italiana di Museomix, il format che intende remixare gli spazi museali di tutto il mondo, dal Brasile alla Spagna – le new entry di quest’anno – dal Messico all’Italia, passando per Francia, Paesi Bassi, Svizzera e Austria. La maratona che radunerà qui professionisti, ricercatori e giovani curiosi, sarà un’opportunità per riscoprire alcuni punti di forza del museo stesso, come l’ampliamento degli spazi espositivi in modi inimmaginabili, permettendo alle collezioni di essere ancora più valorizzate. La tecnologia apre tante strade, ma anche la coesione è costruttiva. «È volontà dell’amministrazione rimanere all’interno dei percorsi museali internazionali – afferma il vicesindaco Massimo Maisto – specie se vanno incontro al mondo dell’imprenditoria e dell’innovazione. In tutti i sensi, dalle contaminazioni tra gli addetti ai lavori alla scoperta di nuove professioni in campo culturale. L’anno scorso è stata un’esperienza nuova, ma anche divertente. Il fatto di essere selezionati per la seconda volta è una dimostrazione di credibilità, senza tralasciare che quest’anno abbiamo la responsabilità di rappresentare la regione, perciò ci aspettiamo che aumenti il numero dei mixer dalle province vicine. Il Museo di Storia Naturale è particolarmente indicato per un format del genere perché, grazie alla collaborazione dell’Università, rappresenta una delle antenne scientifiche di Ferrara, un punto di riferimento. Non è solo uno spazio dove conservare le collezioni, ma anche un luogo di tutela dell’ambiente locale, della flora e della fauna autoctone. È un polo di ricerca e di sperimentazione tecnologica, che accoglie e indirizza sul campo tanti studenti provenienti da tutta Italia». Ferrara è l’unica candidata dell’Emilia-Romagna a poter raccogliere la sfida di Museomix. Tutto è cominciato alla fine del 2014, quando l’IBC-Istituto regionale dei Beni Culturali ha creduto nella proposta di una giovane coop di Bologna, BAM! Strategie Culturali, e si è messo in gioco a sua volta per importare l’approccio fuori dagli schemi scaturito in Francia, facendosene carico e primo promotore. Il progetto ha avuto un partner d’eccezione sin dall’inizio, Aster, la società consortile della regione che promuove la ricerca industriale come motore principale di sviluppo economico sostenibile, in armonia con la crescita e il benessere sociale e collabora con le associazioni imprenditoriali per lo sviluppo di strategie e azioni congiunte tra ricerca e impresa. «La sperimentazione di nuove forme di interazione dei musei con il pubblico e con le comunità di creativi digitali (e non) va avanti – conferma Margherita Sani, referente per l’IBC – Per l’Istituto è motivo di soddisfazione vedere come nell’arco di pochi mesi i musei della nostra regione si siano inseriti a pieno titolo in questo circuito mondiale. Per la seconda volta la città di Ferrara è la protagonista, segno inequivocabile di vivacità, apertura e voglia di misurarsi». Da appena quarantotto ore è stata aperta la prima call per iscriversi: le richieste di partecipazione accolgono qualsiasi contributo che porti alla creazione condivisa di una nuova esperienza dentro i musei. Dal venerdì 10 a domenica 12 novembre saranno 6 i profili che andranno a comporre le diverse equipe: maker, mediatori, esperti dei contenuti, comunicatori, programmatori e designer. Le formazioni lavoreranno senza sosta per produrre i prototipi che cambieranno il domani del Museo di Storia Naturale, come del Caos di Terni e del Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino. I mixer vivranno letteralmente dentro i musei tre giorni per progettare e creare strumenti di mediazione da far testare al pubblico. Il direttore Stefano Mazzotti e il suo collaboratore, Marco Caselli, si sono messi in moto per coinvolgere il tessuto urbano più a fondo possibile. «Tramite la community Museomix Italia e alcune startup – conclude Caselli – ho avuto modo di parlare a fasce sensibili e a potenziali mixer in più occasioni, dal Salone del Restauro a un seminario per tecnici del marketing turistico presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara». Ed è solo l’inizio. Ecco il link per avere maggiori informazioni e iscriversi: http://www.museomix.it/call-museomixer-2017”.

 

Alessandro Zangara

Swan Lake e Notte Gitana nel Festival Internazionale di Danza a Genova

Il primo appuntamento del GENOVA OUTSIDER DANCER 2017, presentati dal Teatro Carlo Felice in Piazza delle Feste – Porto Antico sarà Giovedì 13 luglio alle ore 21.30 con Swan Lake, un balletto in due atti creato dal Coreografo Giorgio Azzone su commissione di Andrea Volpintesta e Sabrina Brazzo, Direttori Artistici della JAS ART Ballet Company. La drammaturgia del Balletto creato originariamente dai Coreografi M.Petipa e L.Ivanov, viene resa da Azzone più reale e moderna, utilizzando come idea principale della storia il tema della “violenza sulle donne”, mantenendo quel velo di magia che rende questo balletto un masterpiece della Storia della Danza.

Martedì 18 luglio – ore 21.30 – sarà la volta di Notte Gitana, uno spettacolo musicale, tutto dal vivo, scritto e diretto da Carlo Tedeschi, ricco di calore e fascino della terra di Spagna.

12-16 luglio 2017  

Teatro Carlo Felice

STAGE INTERNAZIONALE GENOVA IN DANZA

Spazio danza

Partecipazione a pagamento

13 luglio 2017 (21.30)  

Piazza delle Feste Porto Antico

SWAN LAKE

Jas Art Ballet

Teatro Carlo Felice

Ingresso 15 €

18 luglio 2017 (21.30)  

Piazza delle Feste Porto Antico

NOTTE GITANA

Spettacolo musicale di Carlo Tedeschi

Ragazzi del Lago

Teatro Carlo Felice

Ingresso 15 €

 

Marina Chiappa

Frontiera USA-Messico, il “limbo pericoloso” dei rifugiati secondo Amnesty International

Il viaggio già di per sé pericoloso di decine di migliaia di rifugiati è stato reso più mortale dal decreto del presidente Usa Trump su immigrazione e controlli alla frontiera e dalle irresponsabili politiche adottate dal Messico.

Lo ha denunciato Amnesty International in un rapporto intitolato “Di fronte a un muro: violazioni dei diritti dei richiedenti asilo da parte di Usa e Messico”.

Il rapporto descrive il catastrofico impatto delle politiche e delle prassi che determinano respingimenti illegali di richiedenti asilo alla frontiera e che minacciano la detenzione illegale di migliaia di altre famiglie, compresi bambini e neonati, nei centri per immigrati degli Usa. “Usa e Messico sono complici in un reato, quello di dar luogo a una grave catastrofe dei diritti umani. Gli Usa stanno edificando un sistema a tenuta stagna per impedire che le persone ricevano la protezione internazionale di cui hanno bisogno. Il Messico è fin troppo contento di avere il ruolo di guardiano”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. “Con la sua strategia del muro, il presidente Trump non si rende conto che si tratta di persone che, se vogliono vivere, non hanno altra scelta che quella di lasciare le loro case. Il muro, i discutibili decreti e l’espansione dei centri di detenzione per migranti non impediranno alle persone di cercare riparo negli Usa ma renderanno i loro viaggi attraverso il deserto, il mare o i fiumi ancora più mortali”, ha proseguito Guevara-Rosas. “In questo triste gioco al gatto e al topo, gli unici a perdere sono le centinaia di migliaia di persone che cercano disperatamente scampo dai livelli estremi e mortali di violenza di El Salvador, Guatemala e Honduras. Invece di spingerle verso una morte probabile, gli Usa dovrebbero annullare il decreto sulla sicurezza della frontiera e adottare politiche in materia d’immigrazione del tutto nuove”, ha aggiunto Guevara-Rosas.

Respingimenti e detenzioni illegali Dopo aver svolto un’estesa ricerca sul campo ai due lati della frontiera sin dal mese di febbraio, Amnesty International è giunta alla conclusione che le misure adottate dal presidente Trump per “fermare l’immigrazione” violano il diritto internazionale. Tra queste figurano il decreto del 25 gennaio sul rafforzamento della sicurezza alla frontiera e una serie di misure che consentono sia il ritorno forzato di persone in luoghi nei quali rischiano la morte che il crescente e illegale ricorso alla detenzione automatica di richiedenti asilo, in alcuni casi intere famiglie, per mesi. Richiedenti asilo incontrati da Amnesty International lungo la frontiera hanno denunciato che le nuove misure li hanno esposti al rischio di violenze ed estorsioni da parte di contrabbandieri propostisi per portarli negli Usa. Nelle zone desertiche dell’Arizona, dopo l’elezione di Trump, le morti di migranti sono raddoppiate. Secondo numerosi avvocati, migranti ed esponenti di organizzazioni non governative e per i diritti umani, i funzionari della Dogana e della Protezione della frontiera seguono la prassi illegale di rifiutare l’ingresso negli Usa ai richiedenti asilo. Un uomo che era fuggito dall’Honduras con moglie e figlia dopo che era stato aggredito e ferito da una banda criminale locale, ha raccontato ad Amnesty International che nel gennaio 2017 la famiglia è stata respinta sei volte in tre giorni al varco di McAllen, Texas, nonostante ogni volta avesse dichiarato di voler chiedere asilo. Nicole Ramos, un’avvocata statunitense che tra dicembre 2015 e aprile 2017 ha accompagnato 71 richiedenti asilo al punto di confine tra Tijuana e San Diego ha riferito ad Amnesty International che in quasi tutte le occasioni la polizia di frontiera ha cercato di negare l’ingresso o ha fornito informazioni sbagliate, ad esempio quella di tornare indietro e rivolgersi ai consolati statunitensi in Messico. Il decreto del 25 gennaio prevede l’aumento della capienza dei centri di detenzione per migranti e richiedenti asilo. Secondo il dipartimento per la Sicurezza interna, si prevedono fino a 33.500 letti in più, ossia quasi il raddoppio di quelli finora esistenti e in contrasto con la quota fissata dal Congresso di un massimo di 34.000 letti occupati al giorno. Quello che è già il più ampio sistema di centri di detenzione per migranti del mondo sarà dunque ancora più crudele. Amnesty International ha documentato casi di famiglie con bambini e neonati in detenzione per oltre 600 giorni. Nei prossimi mesi il Congresso discuterà il finanziamento di questo regime di crudeltà per il 2018. Tenere una persona nei centri di detenzione costa al governo Usa da 126 a 161 dollari al giorno, mentre misure alternative alla detenzione costano appena sei dollari al giorno.

Messico: il guardiano degli Usa? Secondo Amnesty International, il Messico non adempie alla sua responsabilità di dare protezione al numero sempre maggiore di persone provenienti dagli altri paesi dell’America centrale. Secondo dati ufficiali, nel 2016 in Messico sono state presentate 8788 domande d’asilo rispetto alle 1296 del 2013. Al 35 per cento dei richiedenti è stato riconosciuto lo status di rifugiato. Il 91 per cento delle richieste proveniva da cittadini del “Triangolo settentrionale” ossia da El Salvador, Guatemala e Honduras, paesi piagati dalla violenza. L’agenzia Onu per i rifugiati stima che nel 2017 le richieste potrebbero arrivare a 20.000. Invece di fornire protezione a queste persone, il Messico le sta respingendo indietro verso situazioni di estremo pericolo. Nel 2016, secondo l’Istituto nazionale messicano per l’immigrazione, sono stati posti in detenzione 188.595 migranti irregolari, l’81 per cento dei quali provenienti da altri paesi dell’America centrale, e di questi ne sono stati rimandati indietro 147.370: il 97 per cento veniva da El Salvador, Guatemala e Honduras. Molti non erano neanche stati informati del diritto di chiedere protezione attraverso la domanda d’asilo. Un 23enne fuggito dall’Honduras cinque anni fa è stato rimandato indietro 27 volte. Dopo essere rimasto orfano a 13 anni, era stato obbligato a entrare in una banda criminale che poi, quando è scappato, ha iniziato a cercarlo per ucciderlo. “Ai messicani non interessa perché lasci il tuo paese. Si fanno beffe di te!” Un funzionario dell’Istituto nazionale per l’immigrazione dello stato meridionale del Chiapas ha detto ad Amnesty International: “Facciamo in modo da rendere il ritorno nei loro paesi il più rapido possibile”.
Amnesty International Italia

 

A Moena, l’8 luglio, la Val del Vent

La macchina organizzativa della Val del Vent è già a pieno ritmo per l’organizzazione della gara di corsa in montagna in programma sabato 8 luglio a Moena con una grande novità: da questa edizione la Val del Vent fa parte del nuovo circuito Vertical Events Fiemme e Fassa che comprende 6 manifestazioni sportive della Val di Fassa e della vicina Val di Fiemme unite da sincera amicizia e grande passione per gli sport outdoor di montagna. La Val del Vent costituisce il secondo appuntamento di questo circuito, dopo la Vertical Saslench andata in scena già domenica 18 giugno. Seguiranno la Vertical Vulcano Buffaure di sabato 15 luglio, la Cermis Vertical Run di domenica 10 settembre, la Vertical Costolina di sabato 30 settembre e la Scaldagambe di sabato 28 ottobre. Il Trail Running è una pratica sportiva estremamente affascinante perché consente di correre a stretto contatto con la natura tra panorami mozzafiato, non ci sono limiti di età, basta essere allenati e aver voglia di vivere un’esperienza appagante sotto ogni punto di vista. Chi si iscrive alla Val del Vent ha la possibilità di scegliere tra due diversi percorsi: il TOP di circa 4 km su 1020 m di dislivello (per gli atleti della categoria ASSOLUTA M/F e gli ESCURSIONISTI) e il JUNIOR TRACK di circa 2,5 Km su 570 m di dislivello (per la categoria RAGAZZI – anni 2000/2004). Partenza come sempre dal centro di Moena e arrivo al Sas da la Crous (2.206 metri). Obbligatorio per tutti il certificato medico rilasciato dal medico di base o equivalente (certificato medico sportivo) da esibire al momento del ritiro pettorale, esclusi gli ESCURSIONISTI a cui non viene rilevato il tempo. Come da regolamento ufficiale, la partecipazione alla Val del Vent è consentita anche i minori di anni 18, purché con delega di un genitore (oltre che al certificato medico) e i bambini anno 2005 e successivi senza certificato, senza pettorale e senza riscontro cronometrico. Le iscrizioni online alla Val del Vent si chiuderanno venerdì 7 luglio alle ore 19.00, ma il giorno stesso della gara sarà possibile iscriversi presso l’Ufficio Moena Perla Alpina. La quota d’iscrizione di € 15,00 per gli adulti e € 10,00 per i ragazzi, comprende il servizio ristoro e l’assistenza in gara più il buono pasto presso la Festa di Ciajeole che avrà luogo proprio nel weekend dell’8 e 9 luglio nel rione più antico di Moena con chioschi gastronomici, specialità locali, musica folk e l’incredibile opportunità per turisti e appassionati delle tradizioni dolomitiche di visitare gli interni di antichi tabià adibiti a mostre.

ATC (anche per credit fotografico)

Concorso Writers-Street Art “Coloriamo Verona”. Le opere

 I tre vincitori della quinta edizione del concorso Writers-Street Art “Coloriamo Verona”, promosso dall’Amministrazione comunale ed Agsm in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, hanno realizzato le loro opere su ulteriori tre tratti della cinta muraria dell’ex Scalo Merci in Stradone Santa Lucia, per 260 metri complessivi. Il concorso prevedeva l’ideazione e la successiva realizzazione di murales o immagini di street art sul tema dell’amore. Sulla base della proposta formulata sono stati valutati dall’apposita commissione giudicatrice i 39 lavori presentati, da cui sono risultati vincitori: Andrea Tarli di Ascoli Piceno, con il disegno “Red Shoes”; Davide D’Angelo di Colli del Tronto (AP), con il disegno “Love Air Force”; Michele Vicentini di Valeggio sul Mincio (VR), con il disegno “We Love Graffiti“. Come previsto dal bando di concorso, ai vincitori sarà assegnato un premio di 3.000 euro ciascuno, comprensivo delle spese per l’acquisto dei colori e materiali necessari.

“Questa iniziativa è nata per offrire spazi di espressione agli appassionati di ‘street art’ e per svolgere al contempo una funzione educativa nei confronti degli artisti che, attraverso la partecipazione ad una operazione legale e autorizzata, si possono sentire parte attiva della comunità e direttamente coinvolti nell’abbellimento della città” ha sottolineato l’assessore al Decentramento Antonio Lella”. “L’obiettivo, come per altre iniziative già sostenute in questi anni da Agsm – ha precisato il presidente di Agsm Fabio Venturi – è quello di rendere maggiormente gradevoli esteticamente alcuni siti presenti sul territorio comunale. Un’idea di riqualificazione apprezzata dai cittadini e dai cultori della “Street Art”, che attraverso queste iniziative divengono gli artefici di recuperi urbani innovativi ed interessanti”.

Roberto Bolis (anche per credit fotografici)

Vette viste dal cielo

Le vette della catena alpina sono le protagoniste della stagione di volo in parapendio.

Due eventi d’importanza internazionale procedono appaiati lungo le Alpi nei giorni a cavallo tra fine giugno e metà luglio: la Red Bull X-Alps, corsa biennale di hike & fly, cioè volo ed escursionismo, e il campionato mondiale di parapendio.

La prima si snoderà per 1138 km, da Salisburgo a Montecarlo. Partenza il 2 luglio dalla piazza dedicata a Mozart. Non si sa quando arriveranno alle sponde del Mediterraneo i 32 atleti di 21 nazioni scelti dall’organizzazione. L’Italia sarà presente con due piloti di Bolzano, Aaron Durogati, vincitore di due coppe del mondo, e Tobias Grossrubatscher. Nell’edizione 2015 il pilota svizzero Christian Maurer ce la fece in 8 giorni, 4 ore e mezza sui 1030 km di allora, la sua quarta vittoria consecutiva in otto edizioni.

Il tragitto va percorso volando, oppure a piedi lungo strade e sentieri, scalando i monti per trovare un buon punto di decollo e spiccare il volo verso uno dei sette punti che i piloti sono obbligati a toccare. Volare, se la meteo lo consente, è più veloce e meno faticoso che arrancare.

I turnpoint sono disposti nei sette paesi che la maratona attraverserà: il monte Gaisberg in Austria, il Triglav in Slovenia, Aschau sopra il lago di Chiemsee in Germania, il monte Lermoos in Austria, il monte Baldo sul lago di Garda, il versante svizzero del Cervino ed infine Peille in Francia, dove il tempo si ferma. L’ultimo tratto verso la zattera galleggiante al largo del Principato di Monaco è per la gioia dei fotografi. Tra un punto d’aggiramento e l’altro distanze tra i 150 ed i 250 km.

Prima di tutto ciò, il 29 giugno, prologo alla maratona alpina lungo un percorso sui monti attorno a Fuschl am See, in Austria, per stabilire chi avrà due permessi per camminare anche di notte invece che uno. Di norma si cammina solo di giorno.

Nel frattempo al Monte Avena (Feltre – Belluno) tutto è pronto per il 15.th FAI Paraglinging Word Championship. Il 2 luglio cerimonia di apertura e dal 4 una gara al giorno fino alla chiusura, il 15, meteo permettendo.

Delle 59 nazioni che hanno chiesto di partecipare ne sono state scelte 48 per un totale di 150 piloti, un successo di partecipazione per gli organizzatori, AeC Feltre e Para & Delta Club Feltre.

L’Italia sarà rappresentata da Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Joachim Oberhauser (Termeno, Bolzano), Luca Donini (Molveno, Trento), Biagio Alberto Vitale (Bologna), Christian Biasi (Rovereto, Trento) e dal CT della nazionale, Alberto Castagna (Cologno Monzese, Milano).

Tra gli eventi di contorno concerti, serate gastronomiche ed altro ancora. In particolare, l’1 e il 2 luglio presso il Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena, si terrà la MonteAvena Dolomiti Expo, esposizione dedicata al volo libero ed agli sport outdoor.

Durante tutto il periodo qualunque pilota può decollare da un qualunque sito di volo ed atterrare a Boscherai, una prova di distanza libera per fare del mondiale una festa aperta a tutti.

Nel frattempo nelle storiche stanze di palazzo Guarnieri in Feltre è stata inaugurata la mostra ad ingresso libero Leonardo da Vinci “Il Genio e l’Ingegno”. Si chiuderà il 10 agosto. Le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 95 centesimi, che consegna questo mondiale, il primo disputato in Italia, alla storia ed agli appassionati di filatelia di tutto il mondo.

 

Gustavo Vitali

La MaMa Umbria International in festa!

Festeggia i 50 anni di attività in Italia della fondatrice Ellen Stewart, ma anche la sua nona edizione il festival La MaMa Umbria International, che quest’anno, nell’ambito del sessantesimo Festival di Spoleto, proporrà – dall’1 al 16 luglio – una serie di interessanti incontri, performance e residenze, tutte fondate sui linguaggi contemporanei dello spettacolo, con numerose parentesi indirizzate a scenari internazionali.

Si comincia, i primi due giorni del mese, con una doppia serata dedicata al Mediterraneo, in cui i coreografi Eden Weiseman (Israele) e Jadd Tank (Libano), rispettivamente con le performance La fuga e Liberté toujours, danno vita a studi sul corpo in relazione alle regole e alla possibilità di liberarsi dai loro vincoli. Tank è tra i sei protagonisti arabi del progetto Focus Young Arab Choreographers, circuito itinerante tra spettacoli e incontri, patrocinato dal MIBACT, che girerà fino a settembre l’intera penisola italiana all’interno di ben 11 festival; Weiseman e Tank saranno invece insieme protagonisti di una settimana di residenza per preparare un nuovo lavoro coreografico.  Coniugare l’estetica coreana con musica dal vivo, uso di media e interattività attraverso una performance non verbale è l’obiettivo del programma di Global Players che il prestigioso Seoul Institute of the Arts presenterà il 5 luglio al Cantiere Oberdan.

Nello stesso luogo, il 6 luglio alle ore 18 saranno organizzati i festeggiamenti per il mezzo secolo dalla prima volta che Ellen Stewart, storica fondatrice del gruppo Teatro La MaMa E.T.C. di New York nonché della omonima filiale umbra, partecipò a Spoleto al Teatrino dei Sei con lo spettacolo Tom Pain diretto da Tom O’Horgan: in tale ambito verrà effettuato un collegamento in diretto con gli Stati Uniti per un brindisi in suo onore.

Il 7 luglio andrà invece in scena The book of Thel, produzione italo-americana La Mama sull’omonima opera lirica di Rolando Macrini tratta dal poema di William Blake; i disegni sono di Jacopo Maran, la direzione musicale di Claudio Scarabottini.

Rivolto ad un pubblico misto e bambini dagli otto anni in su sarà invece lo spettacolo dell’indomani, Preludes (La capra ballerina), progetto di Puppet Theatre tratto dal libro “L’anatra, la morte e il tulipano” di Wolf Herlbruch: un’operazione a cura di Laura Bartolomei con regia, video e scalte musicali di Damiano Privitera.

L’uso dell’unità di misura metro quadro è l’interrogazione della performance M2, in scena il 9 luglio con spettatori volontari per decifrare i confini tra umano e disumano, e tra superficie e persona, nelle declinazioni della nostra quotidianeità, il tutto a partire da alcuni casi di naufragio nel Mediterraneo. Lo spettacolo “partecipativo”, nato da un resoconto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite sulle stragi del Mare nostrum, è stato ideato e realizzato da Dynamis.  A Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua ucciso a Bologna nel 1977 durante una manifestazione da un colpo d’arma da fuoco sparato accidentalmente da un carabiniere poi rilasciato, è dedicato lo spettacolo firmato da Andrea Adriatico il 10 e l’11 luglio: scritto da Grazia Verasiani, Chiedi chi era Francesco è una produzione Teatri di Vita che vede interpreti Olga Durano, Francesca Mazza, Gianluca Enria e Leonardo Bianconi, con il sostegno del Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna e il Mibact.  Il Gruppo Nanou mette poi in scena, il 12 e 13 luglio, Senza titolo per uno sconosciuto, un lavoro sul corpo – con coreografie di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci – che innesca uno spaesamento molecolare nello spazio, attraverso un corpo deterritorializzato che sprigiona azioni transitive e centrifughe per afferrare e restituire la spazialità che lo circonda.  Triplice finale del festival, il 14-15 e 16 luglio, con La cura, secondo capitolo della trilogia di Gherardo Vitali Rosati, questa volta proiettato sul rapporto tra donna, malattia e dolore, nella risoluzione con i rapporti umani di chi vive le stesse patologie. Protagonista è Elena Arvigo, insieme ad Alberto Giusta, Dalila Reas e Luca Tangenalli; le musiche sono di Tommaso Tarani, le proiezioni di Stefano Fake, uno dei più noti video-maker italiani, che creerà una vera e propria scenografia digitale capace di ricreare spazi reali e immaginari.  Dal 30 giugno al 16 luglio sarà anche in mostra Oro puro. Cercatori di Talenti/Talent Scout, esposizione a cura di Lorenzo Mango e Moreno Cerquetelli dedicata al critico militante Beppe Bartolucci e a La Mama di N.Y. Numerose, infine, le attività collaterali che La Mama Umbria International presenterà fino a settembre. Dal 12 al 21 giugno sarà di scena Next Generation, incubatore dedicato a giovani creatori di danza e teatro Under 35 per dare sostegno a progetti ancora in fase embrionale. Alla residenza parteciperanno i seguenti artisti: Leonie Bell (Germania/Usa), Malcolm-X Betts e Andy Kobilka (New York), Tugce Futaci (Turchia), Flavia Gallo (Italia), Rosanna Lindmarker (Svezia/Usa), Francesca Mari (Italia/UK), Margherita Peluso (Australia, Usa, Italia), Zoe Ni Riordain (Irlanda).  Dal 17 luglio al 12 agosto il Cantiere Oberdan ospiterà invece Rigenerazioni, laboratori artistici per una città viva, creativa e giovane che vedrà interagire un gruppo di artisti coreani del Seoul Institute of the Arts con altri 4 diversi artisti: Yoshiko Chuma (Giappone) e i gruppi italiani Opera, Dynamis Teatro e La Società dello spettacolo.

Spazio anche ai registi con un Symposio a loro dedicato dal 17 luglio al 17 agosto: al programma di alta formazione prenderanno parte Tamara Rogoff  e Cade Manson (Usa), Andrea Adriatico e Chiara Guidi (Italia) nella prima sessione (fino al 31 luglio), mentre Enrico Casagrande, Daniela Nicolò, Moisés Kaufman (Venezuela/Usa), Lee Brock (Usa) e Sam Turubridge (Nuova Zelanda) saranno i protagonisti di quella successiva.  Dal 18 al 28 agosto La Mama presenterà un workskop di scrittura creativa con Erik Ehn per chiudere poi il suo lungo programma estivo, dal 29 agosto al 10 settembre con La pedagogia dell’espressione, corso di Gilberto Scaramuzzo (MimesisLab, Università Roma Tre) che intende fornire competenze che rispondano in maniera creativa alle emergenze educative contemporanee, alla ricerca e alla riscoperta del proprio potenziale espressivo.

La MaMa Umbria International, residenza artistica e centro studi internazionale è attiva nel territorio dal 1990, anno in cui fu fondata da Ellen Stewart, già fondatrice e direttrice artistica del Teatro La MaMa E.T.C. di New York.  La MaMa Umbria è da sempre impegnata nella promozione di scambi e collaborazioni tra singoli artisti e gruppi di varie nazionalità e provenienze. Nel corso di quasi 27 anni di attività, La MaMa Umbria ha presentato e organizzato moltissimi eventi culturali: numerosi spettacoli di teatro e danza, concerti, mostre, conferenze, corsi e Festival.

Negli ultimi 20 anni una delle attività principali è la realizzazione di corsi e Master di alta formazione, con il Symposio per Registi, e il corso per scrittori e drammaturghi, coinvolgendo docenti e artisti di fama e caratura internazionale, Diversi gruppi hanno usufruito delle strutture de La MaMa Umbria per svolgere dei periodi di residenza artistica, mirati alla preparazione di nuovi progetti artistici.

Negli ultimi 10 anni, ha avviato una collaborazione con il Festival dei 2Mondi per la realizzazione de“La MaMa Spoleto Open”, un evento speciale inserito all’interno del cartellone del Festival di Spoleto, presentando sia i risultati delle Residenze artistiche, sia progetti internazionali, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità locale e dare visibilità a realtà emergenti nel panorama artistico internazionale.

Dal 2015 La MaMa Umbria è riconosciuta come Residenza artistica nazionale tramite l’art. 45 promossa e finanziata dal MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) e dalla Regione Umbria.

La MaMa Umbria è membro fondatore del Centro Italiano ITI – International Theatre Institute (organismo dell’UNESCO) e del network europeo PAIRS, Performing Arts in Residence, e membro del network Res Artist.

IL PROGRAMMA 

30 giugno – 16 luglio 2017 al Cantiere Oberdan  Mostra di Paolo Liberati a cura di Lorenzo Mango e Moreno Cerquetelli   ORO PURO   Cercatori di Talenti/Talent Scout  Dedicata al critico militante Beppe Bartolucci e a La Mama di N.Y.  Ellen Stewart

IL FESTIVAL

1 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   In una serata due spettacoli di danza contemporanea di giovani coreografi del Mediterraneo, per facilitare la mobilità e il dialogo interculturale.  h.21.30   “LA FUGA” – EDEN WEISEMAN (Israele)   “LIBERTE TOUJOURS” – JADD TANK (Libano)

2 luglio 2017 al Cantiere Oberdan  dalle 11.00 alle 14.00   L’EDUCAZIONE CHE NON C‘È  Una Maratona di Pedagogia dell‘Espressione  a cura degli studenti del Master Mimesis Lab- Università Roma Tre   h. 18.00  “LA FUGA” – EDEN WEISEMAN (Israele)     “LIBERTE TOUJOURS” -JADD TANK (Libano)  h. 22.00 “RESULT OF RESIDENCY” EDEN WEISEMAN (Israele) + JADD TANK (Libano)

5 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h.21.30  “Global Players 2017”  Seoul Institute of the Arts (Corea del Sud)

6 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 18.00  “50°  ANNIVERSARIO ELLEN STEWART A SPOLETO”

7 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 18.00  e h. 22.00  “THE BOOK OF THEL” – ROLANDO MACRINI

8 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 18.00 e h. 22.00  “PRELUDES” – LAURA BARTOLOMEI

9 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 16.00 – h. 18.00 – h. 21.30  “M2” – DYNAMIS

10 e 11 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 21.30  “CHIEDI CHI ERA FRANCESCO”  TEATRI DI VITA

12 e 13 luglio 2017 al Cantiere Oberdan   h. 19.00 e h. 22.00   “SENZA TITOLO PER UNO SCONOSCIUTO” – GRUPPO NANOU

14 e 15 luglio 2017 al Cantiere Oberdan  h. 21.30  “LA CURA” – Gherardo Vitali Rosati

16 luglio 2017 al Cantiere Oberdan  h. 18.00  “LA CURA” – Gherardo Vitali Rosati

ALTRE ATTIVITÀ E WORKSHOP DE LA MAMA UMBRIA INTERNATIONAL

dal 17 luglio al 12 agosto 2017 al Cantiere Oberdan RIGENERAZIONI laboratori artistici per una città viva, creativa e giovane un progetto a cura de La MaMa Umbria International

dal 17 luglio al 17 agosto a La MaMa Umbria International SIMPOSIO PER REGISTI Programma di alta formazione per registi professionisti, coreografi e attori.  Artisti Docenti I° SESSION  17 – 31 LUGLIO Tamara Rogoff (USA),  Andrea Adriatico (Italia)   Chiara Guidi (Italia),  Cade Manson (USA)  II° SESSION 02 –16 AGOSTO Enrico Casagrande, Daniela Nicolò (Italia),  Moisés Kaufman (Venezuela/USA)  Lee Brock (USA),   Sam Trubridge (New Zeland) dal 18 al 28 Agosto a La MaMa Umbria International SCRITTURA TEATRALE    Erik Ehn (USA) dal 29 agosto al 10 settembre LA PEDAGOGIA DELL‘ESPRESSIONE Gilberto Scaramuzzo, MimesisLAB – Università Roma Tre
Elisabetta Castiglioni

Alambicco d’Oro a due grappe Mazzetti d’Altavilla

Quale Ruchè e Arneis sono i due vitigni tipicamente piemontesi con i quali Mazzetti d’Altavilla (Distillatori dal 1846, la più storica grapperia del Nord-Ovest), si è aggiudicata due medaglie all’edizione 2017 dell’Alambicco d’Oro, prestigioso concorso promosso dall’ANAG.

Alla sua prima candidatura alla nota competizione, la Grappa Riserva 7.0 Ruchè 100% Cru si è aggiudicata la Medaglia Gold, un risultato che premia lo sforzo di valorizzazione del vitigno autoctono Ruchè sul quale l’azienda situata in cima alla collina di Altavilla Monferrato ha avviato dallo scorso anno un’intensa attività di rivalutazione e promozione come “chicca” del tutto “made in Piemonte”. Con i suoi intensi profumi floreali e il suo gentile invecchiamento la “7.0” è la Grappa portabandiera del territorio, capace di parlare “responsabilmente” alle nuove generazioni e di esprimere concetti significativi attraverso un packaging nuovo e strabiliante e mediante il linguaggio dei numeri (7 sono i comuni nei quali si produce il Ruchè, ma anche le generazioni della Famiglia Mazzetti, mentre lo 0 evoca il basso impatto ambientale della distillazione e la brevissima distanza delle vinacce di Ruchè dall’impianto dei “Distillatori dal 1846”).

Medaglia d’argento per la Grappa di Arneis, distillato altrettanto piemontese, al centro di una sua valorizzazione anche attraverso abbinamenti moderni e azzeccati.

 

Claudio Galletto

 

 

 

 

 

Women Value Company 2017 premia Mazzetti d’Altavilla

 Elisa Belvedere Mazzetti, responsabile Comunicazione delle Distillerie Mazzetti d’Altavilla, recentemente eletta presidente dell’associazione Donne della Grappa, è stata premiata a Torino a nome dell’azienda di famiglia nell’ambito del premio “Women Value Company 2017 – Intesa Sanpaolo”, istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo. Il riconoscimento, quest’anno alla prima edizione, è riservato alle piccole e medie imprese che si distinguono nel campo della parità di genere, in virtù dell’attuazione di politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e carriere. Fra le 15 aziende piemontesi è stata selezionata anche Mazzetti d’Altavilla. Nel suo intervento presso la sala situata al trentunesimo piano della Grattacielo Intesa Sanpaolo di Corso Inghilterra a Torino, Elisa Belvedere Mazzetti ha ricordato i valori femminili tramandati nell’azienda dalle rappresentanti della Famiglia, a cominciare dalla bisnonna Emilia, per continuare con le attuali sesta e settima generazione al femminile. Ha inoltre parlato delle strategie di valorizzazione delle capacità femminili in azienda (oltre il 75% dello staff di Mazzetti d’Altavilla è costituito da donne) soprattutto in merito all’attenzione sensoriale verso il prodotto e alla cura estetica del packaging senza dimenticare il valore dell’accoglienza, fondamentale nel Monferrato Unesco. 

 Claudio Galletto (anche per credit fotografico)

 

 

 

Rifugiati siriani necessitano assistenza, secondo Amnesty International

Amnesty International ha accusato le autorità marocchine di non adempiere ai loro obblighi internazionali di dare protezione ai rifugiati. Il caso riguarda 25 rifugiati siriani intrappolati in un’area desertica al confine tra Marocco e Algeria, cui viene negato l’accesso alla procedura d’asilo e la sempre più urgente assistenza umanitaria.
I 25 siriani, tra cui 10 bambini, sono bloccati da due mesi in una zona cuscinetto in territorio marocchino, a un chilometro dall’oasi di Figuig e a cinque chilometri dal Beni Ounif, in Algeria. Finora sono riusciti a sopravvivere grazie a forme di assistenza informali favorite dalla polizia di frontiera del Marocco, che avrebbe però cambiato atteggiamento a partire dal 2 giugno e che finora non ha consentito l’ingresso nella zona alle organizzazioni per i diritti umani e di assistenza umanitaria, compreso l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).
“Negando all’Unhcr di incontrare i rifugiati, le autorità marocchine stanno venendo meno ai loro obblighi internazionali. Si tratta di rifugiati fuggiti dal bagno di sangue e dai bombardamenti della Siria cui il governo del Marocco deve garantire il diritto di chiedere asilo”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice delle ricerche sull’Africa del Nord di Amnesty International.
Il 30 maggio l’Unhcr ha espresso preoccupazione per “le condizioni in rapido deterioramento di questo gruppo di vulnerabili rifugiati siriani”, chiedendo ai governi del Marocco e dell’Algeria di garantirgli un percorso sicuro.
Il governo marocchino ha finora smentito che i rifugiati siriani si trovino nel suo territorio. Amnesty International ha esaminato mappe e immagini satellitari e, anche grazie alle coordinate Gps, ha potuto accertare che i 25 rifugiati siriani si trovano effettivamente all’interno del Marocco.
L’Unhcr non opera in quella zona e può solo registrare i richiedenti asilo in un ufficio di Rabat, la capitale marocchina. I rifugiati che si trovano in Marocco possono registrarsi presso un piccolo numero di partner locali in altre zone del paese ma nessuno di loro si trova nell’area di confine.
Due dei 25 rifugiati siriani soffrono di pressione alta e uno ha problemi ai reni ma le autorità marocchine non hanno fornito loro alcuna cura medica né hanno consentito l’accesso ai medici delle organizzazioni per i diritti umani che hanno provato a raggiungerli. I rifugiati dormono in rifugi improvvisati che non li preservano da temperature che arrivano anche s 45 gradi e dalla minaccia di attacchi dei serpenti.
Il gruppo si era inizialmente mosso dal Libano verso il Sudan, poi si era diretto in Libia e in seguito in Algeria con l’intenzione di entrare in Marocco. Dopo un primo tentativo, fallito, di raggiungere Figuig, il 17 aprile erano stati respinti nella zona cuscinetto. Il 22 aprile le autorità marocchine hanno accusato l’Algeria di aver costretto un gruppo di rifugiati siriani a entrare in Marocco. Il giorno dopo le autorità algerine hanno accusato quelle marocchine di aver respinto il gruppo in territorio marocchino.
Il 5 giugno, 10 dei 25 rifugiati siriani sono riusciti ad arrivare a Figuig ma sono stati bloccati e costretti a tornare nella zona cuscinetto.
“Invece di rimandare i rifugiati siriani nella zona cuscinetto, blindata e desertica, in condizioni sempre peggiori, le autorità marocchine dovrebbero fornire assistenza umanitaria d’urgenza e permettere alle agenzie di soccorso umanitario di raggiungerli per rendersi conto delle loro necessità. Non può esservi alcuna giustificazione per negare ai rifugiati l’accesso al cibo e all’acqua”, ha sottolineato Morayef.
Il 2 giugno le autorità algerine hanno annunciato che avrebbero accolto i rifugiati siriani per motivi umanitari, consentito all’Unhcr di fornire assistenza e facilitato i ricongiungimenti familiari di coloro che hanno parenti legalmente residenti in paesi europei. I 25 rifugiati siriani preferirebbero tuttavia registrarsi in Marocco, dato che quattro di loro hanno parenti in questo paese e vorrebbero trasferirvisi. Gli altri 21 desiderano ottenere il ricongiungimento familiare in Svezia, Belgio e Germania dove hanno stretti legami di parentela.
Il 5 giugno una delegazione algerina comprendente rappresentanti della Mezzaluna algerina, di Unhcr Algeria e di autorità locali ha raggiunto la zona cuscinetto nei pressi di Beni Ounif per cercare di fornire assistenza umanitaria. Queste persone sono rimaste sul lato algerino del confine e hanno invitato i rifugiati ad attraversare il confine, promettendo loro che avrebbero potuto registrarsi in Algeria. I rifugiati hanno deciso di rimanere nella zona cuscinetto dal lato marocchino della frontiera.
Amnesty International ha sollecitato le autorità marocchine a non mettere in pericolo la vita dei 25 rifugiati lasciandoli nella zona cuscinetto in condizioni durissime e senza assistenza umanitaria. Il governo del Marocco dovrebbe farli entrare nel suo territorio e consentire loro di esercitare il diritto a chiedere asilo presso l’ufficio dell’Unhcr in Marocco.

Amnesty International Italia