Festival della Mente, XIII edizione, a Sarzana

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La tredicesima edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività, si svolge a Sarzana dal 2 al 4 settembre con la direzione scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet e la direzione artistica di Benedetta Marietti. Il festival è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana (http://www.festivaldellamente.it).

Tre giornate con 61 relatori italiani e internazionali e 39 appuntamenti tra incontri, workshop, spettacoli e momenti di approfondimento culturale dedicati ai processi creativi. Filo conduttore dell’edizione 2016 è lo spazio, indagato con un linguaggio accessibile per un pubblico ampio e intergenerazionale da grandi scienziati, scrittori, artisti, fotografi, architetti, filosofi, psicologi, storici, in relazione ai cambiamenti, alle tematiche e ai problemi del vivere contemporaneo.

La sezione per bambini e ragazzi, quest’anno curata da Francesca Gianfranchi, è un vero e proprio festival nel festival con 30 ospiti e 22 eventi (45 con le repliche) ed è realizzata con il contributo di Carispezia Crédit Agricole.

Quest’anno sono più di 500 i giovani volontari, anima del festival, che contribuiscono con il loro impegno ed entusiasmo a creare il clima di accoglienza che ha sempre decretato l’unicità del Festival della Mente.

«Il festival sarà come sempre dedicato all’indagine dei processi creativi, e quest’anno abbiamo scelto come filo conduttore la parola “spazio”» dichiarano Gustavo Pietropolli Charmet e Benedetta Marietti «Dallo spazio urbano allo spazio interstellare, dallo spazio delle relazioni allo spazio geometrico, “spazio” è un concetto molto attuale, che racchiude molteplici significati e può essere letto in molti modi. Attraverso il concetto di spazio è possibile così indagare i più importanti temi della contemporaneità e affrontare campi diversi del sapere, “spaziando” dalle più recenti scoperte scientifiche agli ambiti di pensiero artistico e umanistico, in linea con la vocazione multidisciplinare e divulgativa del Festival della Mente».

PROGRAMMA

Apre l’edizione 2016 la lezione inaugurale del filosofo Salvatore Veca: “Un’idea di spazio pubblico”. Uno dei tratti distintivi di una democrazia è l’ampiezza e la ricchezza del suo spazio pubblico: uno spazio sociale e non istituzionale. Lo spazio in cui possono emergere potenzialità altrimenti non espresse, bisogni altrimenti non visibili. Quando i confini di questo spazio sono vietati o ristretti la qualità di una democrazia mostra un deficit significativo.

LO SPAZIO DELL’ATTUALITÀ

Che cosa oggi possiamo chiamare “casa”? Nel mondo globalizzato che ha abbattuto confini e distanze, dov’è il posto cui sentiamo di appartenere? Interrogativi che diventano drammatici per uno scrittore della diaspora ebraica come Jonathan Safran Foer, che racconta la fine della stabilità dei rapporti familiari, in una conversazione con il giornalista Ranieri Polese sulla paternità, l’identità ebraica, il rapporto con Israele, gli affetti, la memoria.

Dei confini della famiglia parla anche la sociologa Chiara Saraceno: in un’epoca caratterizzata da forte mobilità geografica, le singole famiglie hanno confini mobili non solo dal punto di vista relazionale, bensì anche dal punto di vista geografico e nazionale.

In Italia vivono oggi cinque milioni di stranieri: la convivenza con l’immigrazione è al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico. L’esperto di demografia Gianpiero Dalla Zuanna ne fa una lettura con numeri e dati aggiornati.

Nuovi confini si stanno disegnando nelle geografie globali: popoli in fuga si espandono dal sud del mondo verso il nord. Ma non sono questi gli unici confini esistenti: la saggista Gabriella Caramore esplora anche i confini dell’anima, interrogandosi sul perché del bene e sulla linea sottile che lo divide dal male.

Cosa intendiamo quando parliamo di innovazione? Dietro questa parola abusata vi sono percorsi concreti, tortuosi e affascinanti. Massimiano Bucchi, docente di scienza e tecnologia, ripercorre alcune delle intuizioni che hanno cambiato le nostre vite e che emergono da processi collettivi, non da geni isolati: dalla forchetta al kalashnikov, dal mouse allo spaghetti western.

I mondi digitali raccolgono le nostre tracce e le nostre azioni in rete e con queste producono calcoli che orientano e governano sempre più la nostra vita: come mai certe informazioni hanno la precedenza su altre? Come si possono indovinare i comportamenti futuri dell’utente sulla base dei suoi comportamenti passati? Risponde a queste domande il sociologo francese Dominique Cardon. L’incontro ha il sostegno dell’Institut Français Italia.

Il posto di lavoro non c’è più. L’esperto di nuovi media Riccardo Staglianò spiega le radicali contromisure da prendere per evitare che web, robot e macchine rimpiazzino il lavoro dell’uomo.

La scuola è un organismo vivo: Christian Raimo e Marco Balzano, entrambi docenti e scrittori, considerano lo “spazio-classe” un laboratorio politico permanente, dove educare – con la letteratura, la storia, la filosofia – al pensiero critico e al confronto.

Il romanziere Bruno Arpaia e il giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri dialogano sul tema dei rifiuti e delle scorie: il primo immagina un futuro nel quale l’Europa è stata consegnata al deserto; il secondo esplora gli usi narrativi e artistici della spazzatura.

Che cosa si nasconde dietro il successo delle fiction? Ne parlano il poeta Valerio Magrelli e il giornalista Andrea Gentile nella conferenza “Un continente emerso: le serie tv”.

Diamo spazio alla stupidità. Esiste in tutti i campi dello scibile umano: dalla politica alla religione, dalla filosofia alla letteratura e all’arte, dalla vita sociale a quella quotidiana. Ne parla il matematico, logico e saggista Piergiorgio Odifreddi.

LO SPAZIO DELLA SCIENZA

Con il fisico del CERN Guido Tonelli ripercorriamo la nascita dello spazio e del tempo: comprenderne l’origine vuol dire ricostruire i meccanismi attraverso i quali l’universo ha acquistato le caratteristiche materiali che ci sono familiari e, forse, conoscere qualcosa della sua fine.

L’immunologo Alberto Mantovani, il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale, spiega le connessioni tra il sistema immunitario e quello nervoso centrale. L’analisi di queste connessioni costituisce una delle frontiere nello studio delle difese immunitarie.

C’è vita solo sul nostro pianeta? Non sembra, risponde l’astrofisico Giovanni Bignami: abbiamo trovato materia nobile – quella che compone stelle e pianeti – in cielo e nelle comete, manca poco per capire che i marziani siamo noi.

La scoperta dei neuroni specchio, da parte di Giacomo Rizzolatti, avvenne quasi casualmente mentre il neuroscienziato studiava il sistema motorio di una scimmia, ma ha rivoluzionato l’idea che abbiamo della mente umana, affascinando non solo scienziati ma anche psicologi e filosofi. Nel dialogo con il giornalista Antonio Gnoli ne ripercorre la scoperta e le sue implicazioni.

LO SPAZIO DELLA MENTE

Di “Nuovi maschi: adolescenza, coppia, paternità” si parla con la psicoanalista Simona Argentieri, lo psicoterapeuta Stefano Gastaldi e la psicologa Giovanna Montinari, per analizzare lo sviluppo di un “maschile” che si confronta con nuovi stimoli e nuove aperture (sezione approfonditaMente).

La ribellione non è suscitata dalla rabbia: è invece una nobile attività della ragione per opporsi allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. La ragione, afferma il neurobiologo Lamberto Maffei, non vuole rivoluzioni, ma rispetto dei diritti fondamentali, quali istruzione, sanità e giustizia uguali per tutti.

Gli psichiatri Paolo Boccara, Paola Carbone e Giuseppe Riefolo esplorano le analogie tra la stanza di analisi e la sala cinematografica. Il cinema piace tantissimo ai giovani, è per loro l’occasione di dare forma alle emozioni; per gli adulti è invece la possibilità di immergersi in storie da ragazzi e così ritrovare l’intimità vivificante con l’adolescenza (sezione approfonditaMente).

Le persone con autismo ad alto funzionamento, o Asperger, hanno una mente straordinaria, che permette un’osservazione privilegiata sui mondi della percezione sensoriale, dell’elaborazione del pensiero e delle emozioni. La diversità sfida la nostra società, perché solo da essa nascono modi di pensare ricchi e propositivi: un talk show su quanto potente, stupefacente e ancora ignota sia la mente umana è quello condotto dal medico Paolo Cornaglia Ferraris, lo scrittore e poeta Giorgio Gazzolo, il compositore Nicola Gomirato, il neurologo Gianvito Martino, lo psichiatra Luca Pani e il filosofo Enrico Valtellina che si occupa di disability studies (sezione approfonditaMente).

LO SPAZIO DELL’ARTE E DELLA RAPPRESENTAZIONE

Lo spazio è insieme collettivo e individuale: all’interno di questa relazione complessa l’architetto interviene con il suo progetto. Ma come è possibile parlare il linguaggio del presente, sapendo che lo spazio che ci è dato proviene dal passato, mentre è sempre di più il futuro prossimo a dettare le regole del gioco? Si confrontano su questo tema l’architetto Cino Zucchi e il teorico dell’arte e del design Aldo Colonetti.

La storica dell’arte Anna Ottani Cavina ci parla delle origini del dipingere en plein air. Gli artisti abbandonarono gli atelier per immergersi nella natura: ciò accadde essenzialmente in Italia e gli artisti inglesi, francesi, tedeschi, danesi interpretarono e dipinsero il nostro paesaggio, rendendolo memorabile.

Dovunque nel mondo proliferano graffiti e murales. C’è chi li vuole cancellare – i difensori del candore delle pareti e della pulizia murale – e c’è chi li vuole proteggere perché potrebbero avere un valore di mercato. Qual è la posta in gioco di questa guerra? Rispondono il sociologo Alessandro Dal Lago, l’illustratrice Serena Giordano e l’autore di murales mariani Ex Voto (sezione approfonditaMente).

Attraverso disegni e parole il saggista e scrittore Marco Belpoliti racconta l’idea della casa come guscio e ci guida alla scoperta di spazi che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, partendo dalle pagine del poeta Gaston Bachelard e consultando scritti di autori del Novecento e contemporanei.

Alberto Casiraghy e Josef Weiss sono veri e propri artisti del libro, che stampano ancora con caratteri mobili. Il regista Silvio Soldini in un film dal titolo “Il fiume non sbaglia mai” racconta il loro lavoro, che sembra vivere in un mondo a parte, lontano dalla frenesia contemporanea (sezione approfonditaMente).

LO SPAZIO DEL VIAGGIO

Cosa resta di un viaggio nei deserti americani? Ottomila chilometri costellati di imprevisti e digressioni attraverso California, Arizona, Nevada, Texas e Louisiana: il pubblico può ripercorrerli con il fotografo Ramak Fazel, lo scrittore Giorgio Vasta e il giornalista Michele Lupi.

Come è fatto il nostro mondo e con quali strumenti possiamo misurarlo? E dopo averlo misurato, come possiamo rappresentarlo per condividerlo con gli altri o riprodurlo in differenti scale? Dalle unità aristoteliche di tempo, azione e luogo, alle unità di misura: il fisico e matematico Claudio Bartocci e la scrittrice Chiara Valerio spiegano come la matematica racconta il mondo e fino a dove ci ha portati, con e senza mappe.

La proiezione immaginativa è uno degli aspetti fondamentali del viaggio: lo scrittore Attilio Brilli racconta come le grandi mete di viaggi siano sempre prima immaginate e poi esperite.

LE TRILOGIE

Due le trilogie proposte quest’anno dal festival: la prima con lo studioso del pensiero antico Matteo Nucci, al Canale Lunense. Venerdì 2 settembre Nucci affronta i miti e i personaggi dei poemi omerici ne “Lo spazio della parola”, focalizzandosi sull’abilità oratoria di Elena e Odisseo; sabato 3 è la volta de “Lo spazio dell’assenza”, dedicato a Patroclo e Andromaca e domenica 4 de “Lo spazio del sogno” su Penelope e Achille. I tre incontri sono accompagnati da letture dell’attrice Valentina Carnelutti.

Come ogni anno, lo storico Alessandro Barbero chiude ciascuna delle serate della manifestazione con una lezione in piazza Matteotti su “Lo spazio della guerra”, ripercorrendo le tre Guerre d’Indipendenza che portarono all’unificazione dell’Italia.

GLI SPETTACOLI

La creatività non si ferma di notte: il Festival della Mente si riconferma palcoscenico di anteprime.

In anteprima italiana il nuovo spettacolo di Igudesman & Joo, “Play it again”: uno show sottosopra, capovolto, che parte dall’invocazione del pubblico di “suonarla di nuovo” e offre maestria e divertimento.

Gli artisti Nada Malanima e Fausto Mesolella portano in scena un racconto in parole e musica delle vicende di Leonida, una donna che scopre se stessa e il proprio posto nel mondo quando ormai la vita sembra esserle già alle spalle.

“La voce della strada. Parole, suoni e immagini raccolti lungo la via Appia” è un racconto di viaggio in cui lo scrittore Paolo Rumiz rievoca l’avventura magnifica e terribile vissuta lungo la più antica via europea, assieme all’autore Alessandro Scillitani che descrive gli spazi attraversati con montaggi visuali e sonori, accompagnati dal vivo dalle musiche da lui composte lungo il cammino.

Dall’antica Grecia fino a oggi il coro è sempre stato il fondamento del teatro. Da questa considerazione prende avvio la lezione di teatro del drammaturgo e regista Marco Martinelli, che attraverso il canto e la danza con un gruppo di ragazzi del territorio spezzino – incontrati la sera stessa – illustra come può essere fecondo il rapporto tra il teatro e la società, tra la scena e la vita.

Giuseppe Cederna omaggia la memoria di Gianmaria Testa con la lettura di brani di Da questa parte del mare, un libro nato dal concept album di Testa sulle migrazioni moderne.

LA COLLANA «I LIBRI DEL FESTIVAL DELLA MENTE»

Prosegue con grande successo la pubblicazione de i Libri del Festival della Mente: la collana è curata da Benedetta Marietti, promossa dalla Fondazione Carispezia ed edita da Laterza.

Il Festival della Mente è divenuto nel tempo un vero e proprio produttore di contenuti editoriali: saggi che grandi nomi della scienza, delle arti, della filosofia e della letteratura, del teatro e del cinema, della psicoanalisi hanno appositamente elaborato sui temi da loro proposti alla manifestazione. Sono 24 i titoli pubblicati sinora e circa 195.000 le copie vendute. In occasione della tredicesima edizione del festival, uscirà a fine agosto un nuovo volume: Gli africani siamo noi di Guido Barbujani. Un viaggio nella storia dell’umanità e delle sue migrazioni, dal Paleolitico alle grandi scoperte della genetica del Novecento, per rispondere alle domande sollevate dai movimenti migratori che investono oggi il pianeta: come combattere la xenofobia, il razzismo, il rifiuto del diverso.

Biglietti: € 3,50 incontri per adulti e per bambini (gratuita la lezione inaugurale); € 7,00 spettacoli e approfonditaMente (lezioni-laboratorio a numero chiuso, della durata di circa 120 minuti).

 

Delos

The Floating Piers. Da non perdere: gli ultimi giorni

Visitare The Floating Piers sul lago d’Iseo? Affrontare le code causate da migliaia di persone? Per un’impresa fluttuante ritenuta da alcuni inutile e da altri neanche tanto artistica? Assolutamente sì. Da non perdere l’ultimo fine settimana con la possibilità di raggiungere la bellissima Montisola a piedi. Senz’altro uno degli aspetti che non ho voluto perdermi. Spesso a Sulzano, Iseo, Sale Marasino, Marone, come avrei potuto non approfittare dell’occasione unica e irripetibile di camminare letteralmente per arrivare all’isola in mezzo al lago? Per evitare la possibilità di code, sia automobilistiche, che agli imbarchi delle navette o dei traghetti, partendo da Brescia ho raggiunto direttamente Sulzano in auto “dall’alto”, quindi da Polaveno.

SAM_2773La strada, parzialmente in un bosco, consente di vedere The Floating Piers da un panorama mozzafiato. E già con camminatori fluttuanti alle 6.30 del mattino. I colori in questi giorni sono stupendi, come da cartolina: il verde intenso della natura circostante, l’azzurro-verde del lago e il giallo cangiante della passerella che, al sole, acquista riflessi arancioni traslucidi che esaltano l’intorno. Parcheggiata l’auto in uno dei parcheggi autorizzati (il costo è elevato, ma per tutta la giornata), la passeggiata a piedi verso il lago è comunque bella, sia seguendo la strada asfaltata che le scorciatoie. Quindi si raggiunge la stazione ferroviaria di Sulzano, poi il porticciolo. SAM_2774Sin dal mattino presto i controlli sono molti e tanti gli addetti agli attraversamenti, agli incroci, ovunque. Nel giro di poco tempo, l’uscita della tangenziale verso il paese da dove la passerella parte dalla terraferma era già chiusa per non congestionare il traffico. A Sulzano, infatti, si deve arrivare per poter accedere al ponte fluttuante sull’acqua dalla terraferma verso Montisola. Le navette giungono da Iseo o da Sale Marasino, oppure si può arrivare in traghetto, così come si può cercare di andare (se si trovano i biglietti) direttamente a Montisola (Peschiera Maraglio ad esempio) per cominciare a passeggiare sulla striscia giallo-arancione da lì. Tornando al mio percorso, verso le sette del mattino ho potuto accedere alla passerella direttamente, senza attese. Sorvegliata da decine di steward gentilissimi, è accessibile davvero a tutti. Persone a passeggio, con stampelle, in sedia a rotelle; ai passeggini, ai cani al guinzaglio, ai bambini con famiglie o dei grest (a frotte di decine e decine tutti insieme, davvero bellissimi). Fluttua un po’, soprattutto in alcuni punti di maggiore corrente, oppure se transitano mezzi a motore sul lago, ma un ondeggiamento assolutamente sopportabile (e questo fa capire come, per motivi di sicurezza, in caso di vento e/o di maltempo viene vietato l’accesso). La passerella è sufficientemente larga per consentire il cammino e la sosta per i selfi o per un momento di riposo, in questo caso soltanto fino a quando non ci sono troppe persone in arrivo, altrimenti gli addetti, con megafono, chiedono di alzarsi per evitare congestionamenti pericolosi per l’incolumità di chi cammina e di chi è fermo. In poco tempo, anche senza correre, si arriva a Montisola, dopo essersi goduti il lago a pelo d’acqua: un’esperienza unica, perché ripetibile soltanto con barche, gommoni, traghetti o, se proprio si vuole, a nuoto, ma di certo non a piedi. Montisola accoglie i visitatori con la sua semplice bellezza, carica di posti attrezzati organizzati per la sosta. Il cammino continua, sempre sul magico telo giallo, lungo il marciapiede e poi si può scegliere se proseguire sulla terraferma oppure se riprendere il Ponte verso l’isoletta, privata, di San Paolo.

SAM_2806La scelta di molti è quella di togliere le scarpe e di camminare, soprattutto sul ponte, a piedi scalzi per avvertire meglio la sensazione di movimento. Il risultato non cambia (niente tacchi per maggiore comodità) anche se si si tengono le calzature ai piedi: The Floating Piers è bellissimo! Con un’altra passeggiata si raggiunge l’isoletta di San Paolo, si scattano centinaia di fotografie, mentre molte persone commentano che sarà un peccato vedere la passerella smontata e non poter provare più un’esperienza simile, visitata già da oltre un milione di persone, tra cui molti stranieri. E quando ti ricapita? L’isoletta minore del lago d’Iseo si gira in pochissimo tempo e poi si riprende il percorso. Le persone alle 9 del mattino sono già talmente tante da intensificare i controllo di Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Sommozzatori in gommone, motovedetta, moto d’acqua. Davvero un controllo capillare per evitare incidenti e intervenire subito in caso di comportamenti apparentemente banali, ma possibili di pericolo (come cercare di mettere i piedi in acqua dalla passerella). Dal lago arrivano anche cigni e germani che si godono questa insolita notorietà: certo, sono abituati ai turisti soprattutto estivi, ma la striscia gialla nell’acqua porta la gente così vicina a loro che diventano visitatori con noi. Raggiunta nuovamente la terraferma, di rito la sosta ad uno dei posti allestiti per l’occasione, in questo caso uno stand di bollicine di Franciacorta che, però, mi consente di bere un caffè davvero ottimo. Devo dire che, passeggiando, ho sentito solo commenti positivi all’opera di Christo. Da chi, arrabbiata, urla che non ne può più di ricevere telefonate da amici e conoscenti per sapere com’è la passerella (e spegnere il telefonino no?!), a chi, invece, afferra il telefono e, in coda per il bagno, chiama ogni numero chiamabile per suggerire di lasciare il lavoro un’ora prima, prendere la navetta e correre a vederlo, il ponte delle meraviglie. Possibili i campeggi/pranzi al sacco a Montisola, almeno finché c’è posto, alcuni gruppi di turisti venivano guidati addirittura da un ombrellone, portato per cercare riparo dal sole che già verso le 10 del mattino comincia a diventare insopportabile. I prezzi direi che sono più che accessibili per la bottiglietta d’acqua (1,50 euro), il panino (dai 3 euro), il krapfen (80 centesimi/1 euro); menù pranzo variabile dai 9 euro ai 14 per un pasto più che decente, con tutte le varietà se si vuole spendere meno o di più. Le postazioni di spiedo bresciano, cosciotto, costine alla griglia, hamburger, eccetera non mancano, accanto alle birre alla spina e a molto, molto altro. Finisco la mia passeggiata sull’opera dell’artista di fama internazionale quando già la folla dei visitatori viene fermata per l’accesso a gruppi, onde evitare l’affollamento eccessivo. Gentilissimi poliziotti e vigili ai quali centinaia di persone chiedono informazioni continuativamente e molti gli addetti volontari della Protezione Civile agli attraversamenti pedonali o alle attese. Già lunghe le code per attendere le navette e i traghetti, e sono solo le 11.30 del mattino. Tornare al parcheggio? In salita? Ci sono le navette anche per quello e, per tornare più rapidamente a Brescia, la tangenziale è aperta, senza code. Bellissima visita e da non perdere. Gli ultimi due giorni saranno densi di ulteriori visitatori, magari per festeggiare di nuovo (ci auguriamo) la vittoria della nazionale di calcio dalla passerella più famosa d’Italia in questi giorni. Di certo ci mancherà, e mancherà anche ai residenti che stanno soffrendo i maggiori disagi, perché di certo disagi ce ne sono soprattutto per loro. Anche se sono protagonisti di un evento che non ci dimenticheremo facilmente.

Alessia Biasiolo

 

La visita ufficiale del Presidente del Costa Rica in Italia

In occasione della sua prima visita ufficiale in Italia, il presidente del Costa Rica Luis Guillermo Solís Rivera ha incontrato a Roma gli imprenditori italiani per potenziare le opportunità di investimento in questo Paese, considerato tra i più competitivi nelle operazioni dei servizi corporativi.

La diversità, qualità ed innovazione della fornitura esportabile del Costa Rica e le opportunità offerte dal Paese in materia di investimenti erano le questioni fondamentali illustrate da una  delegazione guidata dal Presidente e composta dal Ministro degli Affari Esteri Manuel A. González Sanz e dal Ministro del Commercio Estero e Presidente del Consiglio di Amministrazione di PROCOMER Alexander Mora, alla presenza di almeno 100 aziende italiane in settori quali aeronautica, cibo, servizi, industria, infrastrutture, camera di commercio, università e istituzioni.

Nel suo discorso, Solìs Rivera ha affermato che i legami storici di amicizia, di rispetto, di scambio e di cooperazione con la Repubblica italiana sono fondamentali per lo sviluppo di opportunità di business tra i due paesi. “Il Costa Rica ha condizioni ottimali di concorrenza attraverso azioni concrete che sono evidenti in un’economia in crescita, i tassi di energia elettrica stabile e l’inflazione a zero lo scorso anno, che si aggiungono al nostro marchio di garanzia di una democrazia solida che investe in pace sociale, istruzione, salute ed occupazione. Queste condizioni sono inoltre incrementate da una credibilità nel mercato internazionale in termini di sicurezza giuridica degli investimenti e nella forza del nostro settore produttivo”.

Da parte sua, il ministro Alexander Mora ha aggiunto che questa visita in Italia è stato un grande vantaggio a livello commerciale, in quanto il paese è stato in grado di ribadire che possiede le condizioni e la giusta competitività per fornire beni e servizi di qualità. “InCosta Rica abbiamo un’offerta di esportazioni diversificate e innovative, col valore aggiunto di misurarci ad alti livelli sui mercati internazionali. È importante che entrambi i Paesi colgano le opportunità individuate per i nostri servizi tecnologici di offerta di esportazioni, piante, fiori e fogliame, prodotti alimentari ad alto valore aggiunto e prodotti freschi. Allo stesso tempo, è importante che il messaggio sia chiaro agli investitori: il nostro Paese offre la certezza del diritto, una posizione geografica strategica ed una forza lavoro che genera la produzione sofisticata e competitiva”.

Il Direttore Generale di PROCOMER, Pedro Beirute Prada, che ha accompagnato il tour presidenziale per promuovere l’offerta di esportazione italiana in Costa Rica, ha aggiunto che, dal momento che l’Italia è il quarto Paese in materia di esportazioni costaricensi nell’Unione Europea, è fondamentale organizzare questo tipo di riunioni per continuare nel lavoro di posizionamento del  Costa Rica in materia di acquirenti e consumatori. “Nel 2015 il valore delle nostre esportazioni di merci ha raggiunto 169 milioni di dollari, concentrati in prodotti agricoli come banane (91,5%), ananas (57,3%), caffè verde (10,8%) e melone (3,1%). Inoltre, ben 156 aziende sono riuscite a fare affari con questo mercato per più di 126 prodotti. Senza embargo, il nostro scopo è quello di aumentare il flusso di esportazioni e ed inviare ogni volta prodotti a più alto valore aggiunto”.

Agli investitori, i delegati costaricensi hanno svelato le caratteristiche che rendono il Paese indicato come l’opzione numero di uno per istituire un centro business globale in America Latina, tra i quali la posizione geografica, la manodopera qualificata, l’innovazione e la certezza del diritto. L’Europa in generale rimane importante per attirare gli investimenti verso il Costa Rica: l’11% delle aziende nel Paese ha infatti la propria sede nel vecchio continente, ragion per cui si mira a generare un clima competitivo per la creazione di più operazioni “business oriented”.

Oltre alla promozione di scambi commerciali, la visita del Presidente del Costa Rica è mirata alla stipula di alcuni accordi bilaterali. Tra questi, rilevante è il trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra i governo della Repubblica italiana ed il governo della Repubblica del Costa Rica. In tale documento, i due Paesi si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, attraverso la ricerca e l’identificazione di persone, la notifica e l’acquisizione di atti relativi ai procedimenti penali, l’esecuzione di indagini e lo scambio di informazioni. L’assistenza giudiziaria può essere prestata anche quando i fatti per i quali è richiesta non costituiscano reato nello Stato richiesto, a eccezione del caso in cui la stessa incida sui diritti fondamentali delle persone. La richiesta deve essere presentata alle Autorità Centrali di ciascuno dei due Stati, mediante il canale diplomatico e secondo le forme e i contenuti stabiliti, e l’Autorità giudiziaria dello Stato Richiesto emette tutti gli atti necessari all’esecuzione della richiesta, in seguito acquisendo e trasmettendo allo Stato Richiedente i documenti indicati.

Laddove necessario, gli Stati possono anche adottare misure per la protezione delle vittime, dei testimoni o di altri partecipanti al procedimento penale. Il trattato si applica ad ogni richiesta presentata dopo la sua entrata in vigore, anche se i relativi reati sono stati commessi prima dell’entrata in vigore dello stesso Il protocollo d’intesa sulla cooperazione in materia di vulnerabilità al cambiamento climatico, gestione del rischio, adattamento e mitigazione, è stato firmato con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare della Repubblica italiana con l’intento di rafforzare la risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico, nel contesto dello sviluppo sostenibile. In particolare, la collaborazione tra i due Paesi consisterà nella raccolta e nell’analisi dei dati rilevanti per l’osservazione dei cambiamenti climatici e la misurazione del loro impatto sul settore economico, e si realizzerà mediante progetti comuni, scambio di informazioni, assistenza supporto e incontri che permettano di promuovere lo sviluppo e l’utilizzo delle energie rinnovabili. Inoltre, al fine di dare concretezza ed effettività al progetto comune, verrà creato un comitato che  supervisioni e supporti le attività di cooperazione e che si occuperà anche di approvare progetti e finanziamenti, esaminando periodicamente i progressi  ed i risultati raggiunti.

Tra gli accordi bilaterali anche l’accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Costa Rica, definito dai due Governi con la finalità di migliorare la reciproca conoscenza del patrimonio culturale e di apportare, attraverso lo scambio di esperienze, dei vantaggi sociali ed economici per ciascuno dei due Paesi.

Italia e Costa Rica si impegneranno a promuovere progetti e attività in collaborazione tra loro, con la possibilità di rivolgersi agli organismi internazionali perché questi possano essere promossi e finanziati. La cooperazione riguarderà l’avvio di intese a carattere scolastico, con particolare attenzione alla formazione e all’integrazione degli studenti, e incoraggerà attività nei settori dello sport e delle esperienze giovanili.  I due Paesi collaboreranno nella protezione congiunta dei propri patrimoni culturali, impegnandosi nell’attuazione degli obblighi stabiliti dalle Convenzioni UNESCO, e favoriranno il reciproco sviluppo scientifico e tecnologico, anche definendo accordi tra università ed enti di ricerca. Infine, l’accordo in materia finanziaria tra Repubblica del Costa Rica e Repubblica Italiana, che ha come obiettivo quello di offrire ai Governi in questione assistenza reciproca attraverso lo scambio di informazioni sulla tassazione, fondamentale nella lotta all’evasione. Le Parti sanciscono la possibilità di presentare e di ottenere dati a carattere fiscale dalle banche o altre istituzioni finanziarie circa le proprietà di imprese, società, fondazioni o persone. Sono definite anche le modalità di formulazione della richiesta, che deve indicare, tra l’altro, l’identità della persona sulla quale si desidera investigare e lo scopo per cui l’informazione è richiesta.

La parte cui è rivolta la richiesta si adopererà in breve tempo a soddisfare la richiesta, potendo anche autorizzare la parte richiedente all’accesso diretto ai registri fiscali della persona oggetto di attenzione.

Elisabetta Castiglioni

The Floating Piers

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È diventato dal 2015 l’evento più atteso di tutti i tempi sul lago d’Iseo: The Floating Piers dell’artista Bulgaro Christo reinterpreta il Lago d’Iseo fino al 3 luglio 2016. È stato realizzato un sistema modulare, 200.000 cubi in polietilene ad alta densità, che compongono pontili galleggianti a pelo d’acqua impacchettati da un telo giallo cangiante.

Grazie a questi pontili percorribili a piedi, si può raggiungere Peschiera Maraglio di Montisola e l’isoletta di San Paolo dalla terraferma. Il percorso pedonale è lungo 3 chilometri e largo 16 metri.

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The Floating Piers è un progetto artistico dei coniugi Christo e Jeanne-Cluade che realizzano in tutto il mondo opere sul larga scala divenendo eccellenti rappresentati della Land Art, una forma artistica nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’60, consistente in interventi di artisti sul territorio naturale incontaminato. Christo nasce in Bulgaria il 13 giugno 1935 e Jeanne-Cluaden in Marocco il 13 giugno 1935. I due si conoscono a Parigi e collaborano per la realizzazione di alcune opere. Dalla loro relazione l’11 maggio 1960 nasce Cyril. Nel 1964 emigrano negli Stati Uniti dove realizzeranno opere intervenedo su Palazzi, Monumenti e luoghi naturali. Purtroppo Jeanne-Cluaden muore nel 2006, ma il progetto iseano porta anche il suo nome perché era stato pensato e progettato in collaborazione con il marito.

Dallo scorso 18 giugno la passerella galleggiante sul lago d’Iseo si può percorrere gratuitamente dal comune di Sulzano, sulla costa orientale del lago. La passerella consente di raggiungere a piedi Montisola e l’isoletta di San Paolo.

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Per raggiungere Sulzano sono state aggiunte corse sulla tratta ferroviaria Brescia Edolo con fermata a Sulzano; inoltre è stato potenziato il servizio dei battelli regionali con bus navetta 24 ore su 24 disponibili da Brescia, la Valtrompia, la Valcamonica, la Franciacorta e molti altri luoghi che si sono organizzati per consentire a quante più persone di raggiungere lo straordinario ponte. Non è infatti consentito raggiungere Iseo in automobile, ma i parcheggi sono comodi e comodamente serviti dalle navette. Sono circa 10mila i posti auto che creati sul lago, in Franciacorta e Val Camonica per questo speciale evento. Iseo ha allestito 8 nuovi parcheggi per circa 1500 posti auto. La visita del ponte è gratuita e, a quanti l’hanno provata, è apparsa un’esperienza straordinaria raggiungere l’isoletta San Paolo, camminare sull’acqua e vedere il lago d’Iseo e le sue bellezze da una prospettiva inusuale e unica nella storia del lago. Sono a pagamento le navette, ma il prezzo è comune. Ci sono anche, ad esempio da Brescia, dei percorsi organizzati che, al prezzo di 19,00 euro (con sconti ed esenzioni, previa informazione e prenotazione) permettono di accedere alla navetta andata e ritorno, di visitare la mostra fotografica che racconta il progetto e poi di accedere al ponte.

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La passerella galleggiante sul lago è un grande pontile galleggiante composto da 200 mila parallelepipedi di polietilene ad alta densità collegati tra loro in modo da formare un sistema modulare galleggiante. Lungo tre chilometri, il Floating Piers è rivestito da un tessuto giallo cangiante, che si anima di fino a 17mila persone contemporaneamente per tutta la lunghezza del pontile. La sicurezza è assicurata da bagnini, sub e steward che controllano 24 ore su 24 che tutto fili liscio e bello come l’impatto visivo che si nota dalle fotografie spedite da amici che hanno effettuato la visita o fornite dall’organizzazione dell’evento.

Un’esperienza da non perdere, non solo per conoscere da vicino le realizzazioni di uno dei maggiori artisti contemporanei, ma anche per conoscere, o riscoprire, le bellezze uniche del lago d’Iseo e dell’incantevole Montisola.

 

La Redazione

 

 

Riaperto a Verona il Museo Archeologico al Teatro Romano

Sindaco_in_un_momento_della_visita museo archeologicoÈ stato riaperto al pubblico lo scorso 28 maggio il Museo Archeologico al Teatro Romano, totalmente rinnovato ed ampliato. A pochi mesi dal recente riallestimento del Museo degli Affreschi un altro importante appuntamento per la città.

L’edificio del Museo sorge dal XV secolo, come convento dei Gesuati, sul fianco del colle di San Pietro a picco sopra il Teatro Romano; a questo è strettamente collegato avendo inglobato alcune parti del complesso architettonico antico. Questa particolarissima collocazione costituisce un elemento fondamentale ed eccezionale della visita all’intero complesso: lo splendido panorama del teatro e della città dall’alto consente infatti di mettere immediatamente in relazione ciò che è esposto nel Museo con il contesto esterno.

Il recente ampliamento e il riallestimento delle sale espositive sono stati realizzati proprio sulla base di uno stretto dialogo con l’intero contesto.

Ciò che veronesi e turisti possono ora finalmente ammirare è un Museo Archeologico di impronta internazionale, ricco non solo di reperti di notevolissimo valore, ma anche di apparati illustrativi adeguati, elegante e innovativo. La visione spettacolare che dal nuovo Museo si gode sull’Adige e sulla città, l’essere dentro il Teatro Romano, la suggestione dei luoghi, la bellezza e l’importanza dei reperti esposti e l’eleganza e funzionalità dell’allestimento, sono fattori che sicuramente faranno del nuovo Museo Archeologico al teatro romano una delle mete imperdibili di Verona.

Il percorso museale

L’accesso al rinnovato Museo Archeologico al Teatro Romano avviene dal rinascimentale palazzetto Fontana sorto sulla struttura scenica del teatro. L’edificio, interamente restaurato, prevede due piani dedicati alla didattica con un allestimento che permette anche attività di laboratorio per le scolaresche.

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Una volta usciti da palazzo Fontana e attraversato il teatro romano, si può scegliere di raggiungere le sale espositive con un ascensore o con una panoramica scalinata che costeggia il teatro (percorso richiesto a scuole e gruppi).

Il percorso museale attraversa tre piani espositivi. Il primo, situato al quinto livello dell’ex convento, è uno spazio quadrato che si affaccia sul Chiostro dei Gesuati; il secondo corrisponde al piano sottostante e si compone del nuovo cortile coperto, dell’ex-refettorio e di una serie di stanze minori tra cui tre celle monastiche; il terzo, ancora inferiore, è costituito dalla sala delle iscrizioni (già portineria del convento).

La struttura del complesso permette percorsi differenti, ma quello privilegiato inizia dal piano superiore del convento, con una sintetica introduzione alla Verona romana e alle residenze che vi si trovavano, spesso dotate di arredi lussuosi, come la pregiata fontanella in marmo ornata da teste di Tritoni. I visitatori sono via via condotti nella quotidianità della Verona di due millenni orsono, illustrata nelle sezioni: “Abitare a Verona”, “Le necropoli”, e “Gli edifici pubblici”. In questa ultima sezione sono descritti gli edifici di maggior importanza dell’epoca romana veronese. “L’Arco dei Gavi” e “L’Anfiteatro romano” (Arena), rappresentati da due straordinari plastici rispettivamente ottocentesco e settecentesco accompagnati da varia documentazione.

Completa la sezione dedicata agli edifici pubblici la presentazione de “Il Teatro romano” nei suoi vari aspetti: la struttura architettonica, i documenti sugli spettacoli e i reperti dagli scavi, le sculture che celebravano personaggi eminenti; poi la grande varietà di raffinate sculture decorative, destinate in parte alla sospensione in parte a integrare l’architettura. Conclude il percorso al piano superiore una sezione dedicata al Santuario di Iside e Serapide luogo di culto situato nella zona del complesso teatrale dove erano venerate le due divinità di origine egizia.

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Scendendo al piano sottostante, attraverso la curva dell’elegante scalone in pietra che ricalca in parte un percorso romano, si entra nel nuovo cortile coperto, dove si ammirano sculture in pietra e bronzo che ornavano i luoghi pubblici della città. Le troviamo all’interno delle grandi vetrine passanti che dividono la corte coperta dalla sala affacciata sul teatro. Si entra quindi nel refettorio, dedicato alle grandi sculture romane rinvenute a Verona, per poi accedere alla sezione riservata alla “Scultura di collezione” testimonianza del gusto, della passione per l’antico e dell’amore per la propria città di personaggi veronesi eminenti, come i Giusti, Jacopo Muselli, Gaetano Pinali. Sul corridoio di collegamento si aprono tre celle monastiche in cui sono esposti oggetti di piccole dimensioni, provenienti dal territorio e di collezione: bronzetti preromani e romani, di grande valore scientifico per lo studio dei culti antichi e per la conoscenza degli arredi delle domus (il Museo possiede una raccolta di bronzi fra le maggiori dell’Italia settentrionale); oggetti legati alla vita quotidiana, come vetri dai meravigliosi colori, lucerne, recipienti.

Una sezione della sala verso il teatro è destinata alle esposizioni temporanee e in occasione della riapertura al pubblico è presentata la mostra L’Egitto a Verona. La visita prosegue nel chiostro del Museo dove sono state risistemate iscrizioni e stele, con numerosi esempi di scultura funeraria, opera di botteghe di lapicidi che in epoca romana lavoravano il calcare locale, tratto dalle cave site in Valpolicella. Dal chiostro si entra nella chiesa del convento (con affreschi e un pregevole soffitto ligneo cinquecentesco), che ospita la sezione dedicata ai mosaici, in bianco e nero e policromi, da Verona e dai dintorni. Dalla chiesa si passa alla Grande Terrazza, riaperta al pubblico nel 2002 con un allestimento che è rimasto invariato; vi sono esposte, all’aperto, lapidi funerarie (nell’area verso il colle) ed elementi architettonici (nell’area verso il teatro), a integrazione di quanto visto all’interno del Museo. La visita termina con la sala al piano inferiore, che accoglie are e lapidi dedicate agli dei romani venerati nel Veronese ed elementi architettonici di grande raffinatezza.

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L’intervento di restauro e ampliamento

Il nuovo Museo Archeologico è situato in un edificio che ingloba parte dei resti del teatro romano ed è quindi frutto di sovrapposizioni e riedificazioni andate stratificandosi nei secoli. I livelli  dell’edificio si dilatano progressivamente salendo di quota occupando, via via, superfici sempre più consistenti dell’invaso conico del colle. L’intervento sul complesso è stato preceduto da un’intensa attività diagnostica ed è stato volto ad assicurarne la statica, oltre che ad ampliare le superfici espositive.

Il nuovo allestimento

Data l’estrema eterogeneità dei reperti esposti, dalla grande statuaria a testimonianze importanti ma minute, nel progetto di allestimento si è scelto di non interferire con la loro lettura utilizzando per ampi fondali e grandi basi il bianco e il grigio chiaro. Per la grafica e per alcuni supporti puntuali, ispirandosi ai colori dei tetti veronesi dei quali si può godere una vista spettacolare dalle finestre del museo, è utilizzato il colore rosso mattone associato al più contemporaneo rosso “ciliegia” per alcuni testi.

Come per i colori anche per i materiali si è percorsa la linea della semplicità e pulizia utilizzando legno laccato e per l’interno delle vetrine esclusivamente acciaio verniciato e cristallo.

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Il progetto di riqualificazione dell’area del Colle di San Pietro

Il progetto di riqualificazione complessiva di questa vasta area verde, ricchissima di testimonianze archeologiche e storiche, è un impegno che vede unite l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Cariverona. La scelta è stata dettata dalla volontà di uniformare gli interventi nel più ampio e articolato obiettivo di rivitalizzazione del colle di San Pietro attraverso l’attivazione di una serie di funzioni culturali in sinergia tra pubblico e privato e di interventi complessi per il recupero e l’ammodernamento delle strutture esistenti, tale da rendere il Museo Archeologico al Teatro Romano in linea con gli standard internazionali.

Nel progetto complessivo rientra anche la rifunzionalizzazione della ex Caserma di San Pietro che prevede l’inserimento di un ascensore (ex funicolare) per agevolare la salita al colle.

La spesa per la parte del grande progetto relativa al Museo Archeologico è stata di poco inferiore ai 5 milioni di euro, coperti da un contributo regionale di € 3.499.860, mentre Fondazione Cariverona si è fatta carico della maggior parte dei costi restanti (€ 1.199.940,00) e ha designato alla redazione della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’intervento lo Studio Grisdainese di Padova, professionisti già incaricati del nuovo polo museale a Castel San Pietro, fornendo all’amministrazione il progetto per l’appalto. L’Amministrazione Comunale ha integrato il finanziamento per la parte mancante (€ 300.000), elaborato il programma museologico dell’intervento, coordinato tutte le conseguenti procedure tecnico-amministrative, ivi compresa la Direzione Lavori, e fornito il progetto scientifico per l’allestimento, oltre all’assistenza in ogni fase del complesso intervento, che ha comportato fra l’altro lo svuotamento di quasi tutto il Museo, effettuato nel 2013.

Museo Archeologico al Teatro Romano, Regaste Redentore, 2 – Verona

tel. +39 045 8062611 museoarcheologico@comune.verona.it; ww.museoarcheologicoverona.it

Orari

lunedì 13,30 – 19,30

da martedì a domenica 8,30 – 19,30

la biglietteria chiude alle ore 18.45

Biglietti

biglietto intero euro 4,50

biglietto ridotto euro 3,00:

biglietto ridotto scuole euro 1,00:

ingresso gratuito:

Fino al 30 giugno 2016 per festeggiare la riapertura del Museo tariffa unica euro 1,00.

Roberto Bolis (che ha fornito anche le fotografie)

 

Inaugurata a Kiev la mostra con le tele rapinate a Castelvecchio

 

Mostra Kiev dipinti Castelvecchio

Alla presenza del Sindaco Flavio Tosi, del presidente ucraino Petro Poroshenko e dell’ambasciatore italiano Fabrizio Romano, è stata inaugurata a Kiev, al museo Khanenko (meglio conosciuto come Museum of western and oriental art), la mostra con le 17 tele rapinate a Castelvecchio nel novembre scorso e recuperate in Ucraina.

“È con grande gioia che oggi, a nome della città di Verona – ha detto Tosi – ringrazio il presidente dell’Ucraina per essersi occupato personalmente di dirigere le operazioni che hanno portato al ritrovamento delle opere, in collaborazione con le forze dell’ordine e le Procure di più Paesi. Per questo consegniamo, come segno di riconoscenza, l’attestato di conferimento al presidente Poroshenko della cittadinanza onoraria veronese e ricordo che abbiamo previsto che tutti i cittadini ucraini possano entrare gratuitamente, fino alla fine di quest’anno, nei musei di Verona, terza città turistica d’Italia. L’augurio è che possa consolidarsi la cooperazione tra le nostre realtà, dal punto di vista economico, turistico, sociale ed istituzionale. Ora aspettiamo il rientro delle opere a Castelvecchio, operazione che dovrebbe concludersi nell’arco di qualche settimana”.

“Quello di oggi è un evento simbolico -ha detto Poroshenko- perché non si tratta di un caso di restituzione chiuso nelle stanze del potere: le opere sono diventate pubbliche e molti cittadini potranno ora apprezzarle. Ringrazio il Sindaco Tosi -ha proseguito il presidente ucraino- per aver dato la possibilità ai cittadini di Kiev di ammirare questi straordinari capolavori. Questa mostra simboleggia quindi l’impegno dell’Ucraina per la conservazione del patrimonio artistico locale e mondiale. Il mio auspicio è che i rapporti di amicizia fra i nostri due territori possano ora rinforzarsi ulteriormente”.

Con l’occasione il Sindaco Tosi ha consegnato nelle mani del presidente ucraino la pergamena con la cittadinanza onoraria. Tosi ha anche chiesto a Poroshenko di valutare la possibilità di accompagnare personalmente le opere d’arte a Verona, quando rientreranno al Museo di Castelvecchio.

 

Roberto Bolis

Restaurato l’affresco sopra il ponte levatoio di Castelvecchio a Verona

Affresco Castelvecchio restaurato

Alla presenza del consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi, al termine dei lavori di restauro, si è svolta l’inaugurazione dell’affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano che si trova nella lunetta sopra il ponte levatoio di Castelvecchio, a Verona.

Presenti alla cerimonia la direttrice dei Musei Civici Margherita Bolla e l’architetto Pierdomenico Mazza del Centro Studi Città Popolare di Verona, ideatore e promotore del progetto di restauro. L’opera è del pittore veronese Serafino Serafini ed è risalente al 1574. Il restauro, eseguito da Flavia Maria Benato e Adriana Benetti, con la supervisione di Maristella Vecchiato della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, è stato reso possibile dal Centro Studi Città Popolare di Verona, grazie al finanziamento di Fondazione Cattolica Assicurazioni e di Inner Wheel Club di Verona. “L’affresco – sottolinea Pavesi – torna oggi a mostrarsi alla città al suo meglio, grazie ad un intervento di restauro che ha riguardato la ripulitura dell’intera superficie dipinta, il fissaggio di alcune parti sfaldate dell’intonaco e del colore ed alcuni accorgimenti per evitare il ristagno dell’acqua piovana alla base”. I santi Rocco e Sebastiano, sono conosciuti per la loro specializzazione come protettori contro la peste. L’affresco sulla porta d’accesso al castello costituiva quindi un auspicio di protezione della fortezza dalla malattia, i cui focolai imperversavano allora in Italia settentrionale. Il pittore Serafino Serafini apparteneva ad una famiglia di artisti attivi a Verona già nel XV secolo. Le sue opere sono per lo più disperse: conosciamo un quadro con Crocifissione e santi nella chiesa parrocchiale di Zimella, datato 1588. Seguendo uno stile vicino a quello di Francesco Torbido e di Battista del Moro, Serafini dipinse l’immagine votiva di Castelvecchio in modo didascalico e comunicativo.

 

Roberto Bolis

Arche Scaligere aperte a Verona

Anche quest’anno, grazie ad una convenzione fra il Comune di Verona e Legambiente, le Arche Scaligere saranno aperte al pubblico durante il periodo estivo, a partire da mercoledì 1 giugno fino al 30 settembre. A garantire l’apertura e un punto informazioni sul monumento, uno fra i più importanti esempi di arte gotica in Italia, saranno i volontari di Legambiente Verona.
Le Arche Scaligere saranno visitabili da martedì a domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; giorno di chiusura lunedì. Il prezzo del biglietto è di 1 euro; l’ingresso è gratuito per i possessori della Verona Card.
L’ingresso nel recinto delle tombe monumentali della famiglia Della Scala, che esercitò la signoria su Verona dal 1277 al 1387, consente al visitatore un punto di vista inedito sulla bellezza gotica delle grandi arche di Mastino II della Scala (morto nel 1351) e del figlio Cansignorio della Scala (morto nel 1375), e sui significati delle sculture che le compongono, figure che glorificano i defunti della dinastia, raccontando la loro accoglienza privilegiata nel paradiso cristiano. Le statue equestri sulla sommità delle architetture troncopiramidali trasfigurano i signori di Verona in cavalieri mistici a protezione della città. 
Nel recinto si possono ammirare anche i sarcofagi degli scaligeri più antichi, arche semplici, ornate di stemmi. Si distingue la tomba attribuita a Bartolomeo della Scala, con lo stemma a forma di scudo ornato dell’aquila imperiale che sormonta una scala: si tratta dello stemma scaligero più vicino a quello descritto da Dante Alighieri nel canto XVII del Paradiso. 
Sul retro dell’abside di Santa Maria Antica si trova la prima tomba di Cangrande I della Scala, morto nel 1329: lo scaligero è raffigurato a cavallo tra Maria Maddalena e Giacomo apostolo, i santi celebrati nel giorno della morte del condottiero (22 luglio) e della sua sepoltura (24 luglio). L’arca funebre definitiva di Cangrande fu commissionata dal nipote, Mastino II della Scala, tra gli anni trenta e quaranta del Trecento sopra la porta della chiesa di Santa Maria Antica, in una posizione di assoluto privilegio.
Applicata alla parete della sacrestia di Santa Maria Antica vi è la tomba monumentale di Giovanni della Scala, cugino di Mastino II, proveniente dalla chiesa di San Fermo al Ponte, trasferita nel recinto delle Arche Scaligere nel 1831. 
L’arca di Cansignorio della Scala è stata restaurata tra il 2006 e il 2011 a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali delle province di Verona Vicenza e Rovigo. Questo intervento ha consentito di apprezzare la bellezza dei marmi scolpiti e le tracce del colore presenti sulle statue. 
Di recente, grazie a una sponsorizzazione del gruppo Louis Vuitton, sono state realizzate le copie delle quattro statue del recinto che erano state tolte dai pilastri e musealizzate per ragioni conservative nel 1967. Le statue rappresentano figure allegoriche femminili: la Temperanza e la Giustizia (effigiata come Giuditta con la testa di Oloferne) su via Arche Scaligere; e le personificazioni di Verona e di Vicenza, le due città dell’ultimo regno scaligero, su via santa Maria Antica.

Roberto Bolis

Festival della Comunicazione. Terza edizione a Camogli

Dopo le prime due edizioni che lo hanno affermato come uno degli appuntamenti culturali più importanti e apprezzati in Italia, tornerà a Camogli da giovedì 8 a domenica 11 settembre il Festival della Comunicazione. La manifestazione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e organizzata dal Comune di Camogli e da Frame, in collaborazione con la Regione Liguria.

Quattro giornate, ricche di incontri, laboratori, spettacoli, mostre ed escursioni con oltre 120 ospiti provenienti dal mondo della comunicazione, della letteratura, della scienza, delle imprese, della medicina e della psicologia, dell’arte, dei social network, del diritto, della filosofia. Il macrotema individuato per questa terza edizione da Umberto Eco: il world wide web. «Aveva già scelto il titolo della sua lectio Pro e contro il web» spiegano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer «voleva, nelle giornate del festival, analizzare tutte le implicazioni sociali, culturali, politiche, educative che questa rivoluzione ha comportato. E noi, con gli ospiti che hanno accettato il nostro invito, porteremo avanti il suo auspicio».

Venticinque anni fa il ricercatore del CERN Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web, dando il via a una delle più grandi rivoluzioni della comunicazione, che ha investito ogni aspetto della vita quotidiana e ha costretto tutti noi a ripensare i comportamenti personali, i modelli di business e di relazione, il lavoro, l’informazione, il tempo libero, l’educazione.

Gli ospiti che si incontreranno a Camogli – storici volti del Festival o nuovi compagni di viaggio – discuteranno le opportunità e le potenzialità di questo straordinario strumento, immaginando gli scenari futuri e le vie da seguire.

Al Festival verrà consegnato per la prima volta il premio Comunicazione, per celebrare una personalità che si sia particolarmente distinta nel mondo della cultura. «Con Umberto Eco» dicono Rosangela Bonsignorio e Danco Singer «avevamo deciso di consegnarlo a Roberto Benigni che ha accettato con grande piacere e verrà personalmente a ritirarlo».

In occasione della manifestazione sarà inaugurata la mostra di Tullio Pericoli “Quanti ritratti, caro Umberto”. In esposizione i disegni, gli schizzi, i giochi, scambi di ritratti e lettere in cui, nel corso degli anni e di una lunga amicizia, l’artista ha raffigurato il grande semiologo, ispiratore del Festival sin dall’inizio. La mostra, allestita nella Sala Consiliare del Comune di Camogli, sarà aperta fino ai primi di dicembre.

Gli incontri si articoleranno in sette grandi aree intorno al web, con personaggi di grande prestigio, tra i più autorevoli protagonisti del mondo della comunicazione, della cultura, e dell’economia.

Web e Scrittura: gli scrittori Pietrangelo Buttafuoco, Donato Carrisi, Andrea De Carlo, Luca Doninelli, Alessia Gazzola, Paolo Giordano e Claudio Magris; i giornalisti Annalisa Bruchi, Aldo Cazzullo, Massimo Gramellini, David Parenzo e Davide Paolini; gli storici Alessandro Barbero e Massimo Montanari.

Web e Scienze: il giornalista Piero Angela; lo psicologo Maurizio Arduino; il matematico Claudio Bartocci; gli psicoterapeuti Andrée Bella e Giorgio Nardone; lo psichiatra Paolo Crepet; l’astronauta Samantha Cristoforetti; il fisico del CERN Marco Delmastro; il direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia Alberto Diaspro; il geologo Mario Tozzi; lo scienziato Claudio Tuniz con l’economista Patrizia Tiberi Vipraio.

Web, Arte e spettacolo: gli attori Roberto Benigni e Claudio Bisio; James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera; il fisarmonicista Gianni Coscia; i giornalisti Roberto Cotroneo e Gad Lerner; l’architetto Massimiliano Fuksas; l’autrice di graphic novel Cinzia Leone; il pittore e disegnatore Tullio Pericoli; lo chef Fabio Picchi.

Web e Comunicazione: i giornalisti Mario Calabresi, Furio Colombo, Ferruccio de Bortoli, Massimo Russo, Carola Frediani, Aldo Grasso, Pierluigi Pardo, Federico Rampini, Gianni Riotta, Carlo Rognoni, Michele Serra, Beppe Severgnini con Stefania Chiale, Marco Travaglio; il car designer Chris Bangle; Paolo Barberis, Consigliere per l’Innovazione; l’assessore alla Comunicazione, Formazione, Politiche giovanili e Culturali della Regione Liguria Ilaria Cavo, il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani; il direttore del centro di ricerca IBM di Zurigo Alessandro Curioni; da Facebook Italia, Luca Colombo country manager; il semiologo Paolo Fabbri; i filosofi Riccardo Fedriga, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio e Gianni Vattimo; l’autore televisivo Carlo Freccero; Mariangela Marseglia, responsabile europea di Amazon Prime Now; da Twitter Italia Salvatore Ippolito, country manager; il sociologo Evgenij Morozov; il docente di Giornalismo alla New York University Charles Seife; Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’informazione Rai.

Web e Imprese: l’amministratore delegato di Horizons Unlimited Giulio Blasi; gli economisti Julia Cagé, Salvatore Bragantini, Lucrezia Reichlin, Severino Salvemini; il Vice president corporate marketing di Costa Crociere Luca Casaura; Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio; Oscar Farinetti, fondatore di Eataly; il direttore di Wired Federico Ferrazza; Annalisa Galardi di Wingage; Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali; Edoardo Garrone, presidente del Gruppo ERG; Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; il direttore dell’Ente Parco di Portofino Alberto Girani; il dirigente Luigi Gubitosi; Monica Maggioni, presidente della Rai; Alessandro Magno, direttore dell’Area Digital di GeMS; Renato Mazzoncini, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane; l’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti; Giovanni Parapini, direttore Comunicazione RAI; Alessandra Perrazzelli, country manager di Barclays Italia; Francesco Profumo, presidente di IREN; il responsabile contenuti de ilLibraio.it Antonio Prudenzano; Marco Sala, amministratore delegato di Gtech; Domenico Siniscalco, presidente di Morgan Stanley Italia; il vice presidente di Condé Nast Fedele Usai.

Web e Cultura digitale: il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla; l’enigmista e saggista Stefano Bartezzaghi; i blogger Matteo Bordone e Anna Venere; i semiologi Giovanna Cosenza, Gianfranco Marrone, Valentina Pisanty e Lucio Spaziante; il giornalista Luca De Biase; Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli dell’Enciclopedia delle donne; gli youtuber Daniele Doesn’t Matter, Rick DuFer, The Pills; il preside Pierpaolo Eramo; il cofondatore di Storyfactory Andrea Fontana; la filosofa Luna Orlando; Alessandro Rimassa, direttore e cofondatore di TAG Innovation School; il professore Gino Ruozzi; l’esperto di sicurezza informatica Andrea Stroppa.

Web e Diritti: il giurista Sabino Cassese; l’ex magistrato Gherardo Colombo; Paolo Comanducci, rettore dell’Università di Genova; gli avvocati Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini; Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile comunicazione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Interverranno inoltre Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Stefania Giannini, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

MOSTRE

Oltre alla mostra di Tullio Pericoli, realizzata grazie anche al contributo di Costa Crociere e Lottomatica, durante i giorni della manifestazione sarà visitabile “La rete dell’arte nella rete della vita”, che presenterà un’ampia selezione di opere della Collezione Remotti.

SPETTACOLI E CINEMA

Le giornate di giovedì, venerdì e sabato saranno chiuse, come è tradizione del Festival, da uno spettacolo: teatro e musica per un ulteriore e inedito sguardo sul mondo della comunicazione. Con Gianni Coscia, Andrea De Carlo (“Parole e musica”), Claudio Bisio e Michele Serra.

Infine, una notte a teatro con “Amletoconcepito e diretto da Michael Margotta in collaborazione con Margherita Remotti, e, per gli appassionati di film, le serate di cinema sotto le stelle.

DIALOGHI CON LA RETE

Un dialogo costante tra pubblico presente al Festival e pubblico del web sarà possibile attraverso i social network e il sito della manifestazione, dove saranno disponibili contenuti e interviste. Novità di quest’anno è il contest su Twitter “Dall’aforisma al tweet”. Per celebrare i 70 anni di Longanesi sarà promossa dal Festival della Comunicazione di Camogli, da Longanesi e da Il Libraio un’attività di comunicazione dedicata agli aforismi di Leo Longanesi. L’attività avrà inizio a luglio, per proseguire fino al giorni del Festival di Camogli. Partendo da aree tematiche su cui Leo Longanesi si è espresso con la sua ampia produzione di aforismi (Cultura e libri, Cialtronismo, Amore, Italia) si chiederà al pubblico della Rete di “giocare” e competere con il grande giornalista ed editore attraverso le armi della sagacia e della brevità.

LABORATORI E WORKSHOP

Come tutti gli anni, oltre alle conferenze sono in programma laboratori, workshop e attività collaterali, studiati per le diverse fasce d’età.

Per ragazzi e adulti, le proposte spaziano dalla letteratura alla scienza, alla formazione e alla tecnologia:

Workshop dedicati alla scrittura “Grandi classici scritti nell’era di Internet”, con Alessia Gazzola e Donato Carrisi che lavoreranno rispettivamente su Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e Psycho di Robert Bloch. In collaborazione con il Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Virtual Reality Lab: un laboratorio interattivo che mostrerà i vari aspetti della realtà virtuale ed aumentata e darà la possibilità di provare dispositivi quali Oculus Rift, Google Glass e Cardboard. Dalle applicazioni ludiche ed educative all’utilizzo in ambito professionale, questo appuntamento offrirà una visione di insieme delle possibilità espressive consentite dalle nuove tecnologie. In collaborazione con il Talent Garden di Genova.

Dinamiche evolutive dell’apprendimento con le nuove tecnologie: attività per docenti delle primarie e delle secondarie di primo grado (con attestato di partecipazione) sul tema delle nuove tecnologie applicate alla didattica. In collaborazione con FME Education.

Grande attenzione anche al pubblico più giovane, cui sono dedicati sei appuntamenti:

ComunicAnimali (6-10 anni)

L’attività consta di una prima fase conoscitiva, nella quale i bambini, divisi in squadre per ambienti naturali, scopriranno quali animali popolano il Parco di Portofino partendo dal riconoscimento del loro verso. Nella seconda fase, più deduttiva, ogni gruppo dovrà stabilire se gli animali riconosciuti appartengono o meno all’ambiente assegnato al gruppo, sulla base dell’osservazione delle caratteristiche degli animali e dell’ambiente. I bambini coloreranno le sagome di alcuni animali per poi poterle nascondere nel proprio habitat naturale, appositamente ricreato, in maniera che scompaiano magicamente alla vista.

RisiKomunicazione a Portofino (8-12 anni)

Un risiko per ricreare le strategie di comunicazione al tempo della seconda guerra mondiale tra i boschi del Parco di Portofino. I soldati continuano a pattugliare il versante occidentale del Parco in cerca degli abitanti del luogo per sottrarre loro i beni di prima necessità come il carbone, l’acqua, il pesce e l’olio. I residenti, che portano avanti i mestieri antichi del monte, devono riuscire a nascondersi nella vegetazione per non farsi trovare dalle truppe.

Coderdojo (7-14 anni)

Per imparare a realizzare videogiochi attraverso l’impiego della piattaforma Scratch. In collaborazione con il Talent Garden di Genova.

Gioca e impara online (5 – 13 anni)

Un laboratorio multimediale per stimolare l’apprendimento in modo divertente attraverso attività coinvolgenti da svolgere on line. Un ambiente virtuale, un luogo di fantasia dove si potrà viaggiare

alla ricerca di missioni segrete, giochi di logica e attività interattive. In collaborazione con FME Education.

Il gioco dell’equilibrio degli ecosistemi marini (8-13 anni)

I partecipanti potranno apprendere informazioni sulle condizioni che regolano gli equilibri naturali, con particolare riferimento agli ambienti marini. Il gioco dell’isola, il tappetone della biodiversità o il twister dei mestieri del mare: rispondendo alle domande su ambienti e animali, ci si potrà misurare con il proprio equilibrio in avvincenti sfide per acquisire un comportamento responsabile nei confronti dell’ambiente. In collaborazione con l’Acquario di Genova.

Bits&Chips (7-15 anni)

Anche i robot possono essere artisti… avete mai visto delle macchine “scribacchianti”? Ognuna diversa e personalizzabile, tutte capaci di realizzare variopinti disegni astratti: un misto di meccanica, meccatronica, programmazione e tanta creatività. Autonome ed erratiche, oppure programmabili e interattive, ci aiutano a capire i principi con cui vengono programmati i loro fratelli maggiori: i robot con cui un giorno condivideremo il nostro quotidiano.

Le attività saranno suddivise per fasce d’età: con i più piccoli (7-12 anni) si costruiranno i robot “artisti” a partire da semplici componenti (batterie, motori), mentre con i più grandi (+ 12 anni) verrà introdotto qualche elemento di interattività e programmazione (con Scratch) usando anche altri robot, pre-costruiti, che i ragazzi avranno l’opportunità di programmare. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Pensati per tutte le fasce d’età sono invece i seguenti appuntamenti:

Officina robotica: Il futuro che verrà, dalla robotica all’internet delle cose: le connessioni fisiche e telematiche ci restituiscono l’immagine del futuro che verrà. Le avanguardie tecnologiche sono ormai pronte a irrompere nel quotidiano: robot che interagiscono con gli umani, tecnologie stampabili e circuiti elettronici integrabili in materiali avveniristici. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Sala degli Abissi: Tutti i partecipanti al Festival della Comunicazione potranno provare in esclusiva l’esperienza del viaggio nelle profondità degli abissi grazie a un’applicazione VR e al filmato immersivo a 360° in speciale trasferta dalla nuova sala VR “Abissi” dell’Acquario di Genova. Il tutto è fruibile indossando i Cardboard VR, visori di realtà virtuale, realizzati appositamente da ETT, azienda ligure specializzata in innovazione tecnologica e partner dell’Acquario di Genova. Un viaggio della durata di circa 3 minuti nelle profondità marine per conoscere da vicino le specie che popolano il mare. In collaborazione con l’Acquario di Genova.

ESCURSIONI IN MARE E SUL MONTE DI PORTOFINO

Tornano le escursioni alla scoperta del patrimonio naturale dell’Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino e del Monte di Portofino.

Oltre alla consueta uscita in mare aperto per avvistare i cetacei e conoscere la vita subacquea, quest’anno c’è la possibilità di partecipare a un giro in barca in notturna per osservare il cielo stellato dall’oscurità di Cala dell’Oro e imparare a riconoscere il cosiddetto triangolo estivo formato dalle tre bellissime stelle Vega, Deneb e Altar e alcune costellazioni come il Cigno, la Lira, l’Aquila, Ercole, il Delfino. Grazie alla collaborazione con l’Acquario di Genova, durante un’escursione in barca, sarà anche possibile esplorare virtualmente gli abissi marini. Indossando i Cardboard VR, visori di realtà virtuale realizzati appositamente da ETT, i partecipanti effettueranno un viaggio nelle profondità marine per conoscere da vicino le specie che popolano il mare.

Nelle passeggiate tra natura, storia e cultura nel parco di Portofino, si segnalano in particolare la passeggiata filosofica “E il mare chiacchiera: Linguaggio della natura e meraviglia filosofica” con la psicologa-filosofa Andrée Bella, una gita serale alle Batterie che porterà i partecipanti a studiare da vicino il mondo dei pipistrelli e, in collaborazione con IREN, una escursione guidata sulle tracce dell’antico acquedotto che serviva Camogli, dove saranno raccontate la storia e le tecniche di approvvigionamento dell’acqua potabile nel territorio.

Il Festival della Comunicazione è organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, l’Ente Parco di Portofino, l’Area Marina Protetta di Portofino, il Talent Garden di Genova, l’Università degli Studi di Genova, il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, FME Education.

La grande risonanza dell’evento è assicurata dalla media partnership con la RAI, TGR, RAI Cultura, RAI News 24, La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, Twitter Italia, Facebook Italia, WIRED, Illibraio.it.

Tutte le iniziative del Festival sono gratuite e aperte al pubblico fino a esaurimento posti.

Sarà possibile prenotare online l’accesso agli eventi a partire dalla fine di agosto.

 

Delos

Ritrovati i dipinti della rapina di Castelvecchio

IMG_3684 Tosi e presidente ucraino“Un sentito ringraziamento da parte di tutta la città di Verona al presidente ucraino Petro Poroshenko per quanto è stato fatto per consentire il ritrovamento delle 17 opere rubate nel novembre scorso dal Museo di Castelvecchio”: lo ha detto il Sindaco di Verona Flavio Tosi durante un incontro privato avvenuto a Roma con l’Ambasciatore dell’Ucraina in Italia Yevgen Perelygin.

Modalità del ritrovamento delle opere, iter tecnico-burocratico per il loro rientro in Italia e futuri rapporti di amicizia e collaborazione tra Verona e l’Ucraina sono i temi trattati durante il colloquio. “Per quanto riguarda i fatti avvenuti – ha sottolineato Tosi – l’Ambasciatore ha riferito che i quadri sono stati spostati in Ucraina nascosti all’interno di scatole per il trasporto di televisori e che l’individuazione delle opere è stata possibile attraverso il lavoro investigativo dell’intelligence ucraina – polizia di frontiera, una forza di controllo speciale dedicata al contrasto del fenomeno del contrabbando di merce, particolarmente attivo sul territorio ucraino in quanto punto di collegamento tra l’Unione Europea e la Russia. Dalla notizia di un possibile compratore ceceno intenzionato ad acquistare uno dei quadri trafugati gli investigatori sono riusciti a risalire al luogo in cui erano state nascoste tutte le 17 opere: un lungo lavoro di pedinamento e controllo conclusosi solo nel momento in cui vi è stata la certezza del ritrovamento e del possibile fermo di tutti i soggetti coinvolti nel reato. Per quanto riguarda la procedura per il recupero da parte dell’Italia delle opere ci troviamo di fronte ad un fatto senza precedenti (l’unico episodio analogo è quello avvenuto nel 2005 con il furto di opere dal museo olandese di Hoorn); in primis si dovrà infatti stabilire chi dall’Italia andrà in Ucraina per identificare le opere – e di questo abbiamo parlato con il pm dr. Gennaro Ottaviano, coordinatore dell’inchiesta – per capire se è competenza del Ministero degli Esteri o della procura di Verona o del Museo di Castelvecchio o se si tratta di un’operazione che dovranno attivare tutti insieme; successivamente si dovrà stabilire la procedura effettiva per la loro restituzione. Si tratta infatti per l’Italia di merce rubata, quindi di un corpo di reato, che andrà recuperata attraverso i rapporti internazionali che intercorrono fra il nostro Paese e l’Ucraina: una questione delicata che andrà definita con le corrette modalità. Infine occorrerà programmare l’evento nazionale con il quale sarà ufficializzata la restituzione definitiva delle opere”. Tra i punti dell’incontro il Sindaco Tosi ha infine ricordato “la volontà espressa dall’Ambasciatore di accrescere il rapporto di collaborazione tra Verona e l’Ucraina per intensificare i rapporti in ambito turistico, culturale e commerciale (l’Ambasciatore ha portato ad esempio l’azienda Pedrollo), con la possibilità di realizzare in futuro una mostra di opere d’arte custodite a Verona nel loro Paese ed un gemellaggio tra una loro città e Verona; ipotesi da subito apprezzate e condivise dalla città scaligera”.

Roberto Bolis