“La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” in convegno a Brescia per A.D.I.D.

Il convegno organizzato a Brescia da A.D.I.D. (Associazione Degustatori Italiani Grappa e Distillati) per festeggiare i 15 anni di fondazione, avrà per tema il distillato italiano per eccellenza, la grappa.

La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani sarà il titolo del convegno che si terrà il prossimo 25 novembre, dalle 9 alle 12/12.30 a Brescia, presso il prestigioso Palazzo Martinengo Delle Palle, in Via San Martino della Battaglia 18.

Patrocinato dal Comune di Brescia, dalla Camera di Commercio di Brescia, da Fondazione ASM di Brescia, il convegno vede tra i relatori nomi illustri della distillazione.

Verrà aperto dai saluti istituzionali del Presidente nazionale di A.D.I.D e dell’Amministrazione comunale; quindi la parola passerà all’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Mauro Parolini. Scopo del convegno è fare il punto sul comparto che ha sempre visto la provincia di Brescia al primo posto nel panorama nazionale dove, ancora oggi, rappresenta la capacità di distillare buona parte della vinaccia che arriva in provincia di Brescia da gran parte del territorio nazionale. Il primo intervento di settore sarà affidato al Governatore di A.D.I.D. Brescia, nonché uno degli otto soci fondatori, Renato Hagman che terrà l’intervento dal titolo del convegno stesso. Sarà poi la volta di Fioravante Buttignol, enologo, tecnico degustatore e socio A.D.I.D. che tratterà dell’antica arte del riuso/riciclo che è la grappa stessa. Interverrà Carlo Andreoli, delle Distilleria Peroni Maddalena di Gussago (Brescia) con La produzione di grappa bresciana, italiana e biologica. Prima della pausa caffè, il taglio del nastro della mostra dell’artista Ivo Compagnoni: “La Grappa diventa arte” che resterà aperta una settimana.

Riprenderanno i lavori con il ragionier Luigi Barile, della rinomata Distilleria Artigiana Grappa di Silvano d’Orba, con il suo discorso intorno a L’arte dell’invecchiamento della grappa; Elisa Belvedere Mazzetti, delle Distillerie Mazzetti d’Altavilla di Altavilla Monferrato racconterà 170 anni di Grappa. Un viaggio nel distillato italiano tra passato e futuro. Pierluigi Bosso, della Distilleria Bosso di Cunico, tratterà l’interessante argomento riguardante La I.G. Grappa e l’origine della materia prima per concludere con Grappa andata e ritorno. Distillazione della vinaccia e della frutta nazionale a Km0 a cura di Claudio Tomasi, direttore commerciale della Distilleria Psenner di Termeno. Moderatrice dell’incontro la giornalista Alessia Biasiolo.

Durante il convegno, un momento verrà dedicato ai Soci Fondatori Renato Hagman, Marino Damonti, Marco Pietra, Pietro Scolari, Giovanni Bacchiega, Italico Sana, Renato Paini, Antenore Toscani che appunto 15 anni fa diedero vita al sodalizio.

Partner tecnici della manifestazione sono l’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, la Pasticceria Camera di Brescia, Gandola di Ponte San Marco e Agust, torrefazione di caffè che festeggia i 70 anni. Media partener è lemienotizie.com che aggiornerà sui vari aspetti del convegno e le attività collaterali del fine settimana dedicato ai festeggiamenti A.D.I.D.

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Novembre all’insegna anche dei distillati

E’ quasi tutto pronto a Brescia per i festeggiamenti dei 15 anni di A.D.I.D., Associazione Degustatori Italiani Grappa e Distillati, che ha visto i natali nella città Leonessa d’Italia, dove ha la sede nazionale.

Le celebrazioni dell’importante anniversario inizieranno il prossimo 25 novembre con un convegno sul distillato italiano, la grappa, nell’ambito del quale verrà inaugurata la mostra “La Grappa diventa arte” dell’artista Ivo Compagnoni. L’indomani verrà inaugurato il Museo del Distillato, “omaggio” di A.D.I.D. alla città di Brescia e segno tangibile dell’Associazione che si prefigge il “bere bene” nell’ambito dell’affascinante mondo dei distillati.

Sarà poi la volta della premiazione della decima edizione del premio di Poesia organizzato dall’Associazione “Versi Distillati” che avrà luogo presso il neonato Museo.

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Il CDA di A.D.I.D.

Novembre gustoso sotto i colli di Brisighella

La cittadina di Brisighella, splendido borgo medioevale sulle colline in provincia di Ravenna, si trova nel cuore della verde vallata del Lamone e del Parco Regionale della Vena dei Gessi Romagnola ed è “dominata” da 3 colli di gesso. Su ognuno di essi si trovano: l’imponente Rocca Veneziana, la Torre dell’Orologio e il Santuario della Madonna del Monticino. Ma Brisighella non è nota solo per le sue bellezze architettoniche e naturali. È conosciuta e apprezzata da tutti i buongustai d’Italia per le prelibatezze gastronomiche che la caratterizzano. Ad alcune di esse, nel corso di un intensissimo mese di novembre, sono dedicati eventi ad hoc che compongono una gustosa rassegna, di cui è stata realizzata con successo la prima giornata.

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Ma ecco le prossime, di cui la prima domani. La Sagra della pera volpina e del formaggio stagionato domani 13 novembre, Sagra del tartufo il 20 e Sagra dell’Ulivo e dell’Olio il 27 novembre. Durante le sagre, il sabato sera e la domenica a pranzo lo stand gastronomico e i ristoranti del paese proporranno menù a tema con il prodotto cui è dedicata la sagra. Inoltre, tutte e quattro le domeniche le vie del centro storico saranno percorse da un trenino turistico che farà il giro dei tre colli per ammirare splendidi panorami.

Domenica 13 Novembre – SAGRA DELLA PERA VOLPINA E DEL FORMAGGIO STAGIONATO

La seconda sagra è un originale mercato dei frutti autunnali e dei prodotti tipici della collina, dove la regina e il re della giornata saranno la pera volpina, che si abbina perfettamente con il formaggio stagionato.

Le pere volpine, piccole, tonde e dure erano un prodotto tipico della valle del Lamone. La sagra ha contribuito nel corso degli anni alla riscoperta delle proprietà di questo frutto dimenticato, offrendo la possibilità di riassaporarlo. In piazza Carducci si potrà ammirare come vengono utilizzati questi frutti. Le pere vengono consumate bollite, cotte in acqua o vino, oppure al forno. La ricetta tipica della Romagna vuole che le pere volpine vengano cotte in un buon vino rosso, meglio se Sangiovese, aromatizzato con chiodi di garofano e cannella. La cottura in forno ammorbidisce il frutto e il vino si trasforma in un delizioso sciroppo nel quale inzuppare la polpa dolce e fibrosa. Abbinando il tutto con il formaggio stagionato di Brisighella, un pecorino invecchiato in grotte di gesso con procedimento di antica tradizione locale.

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Domenica 20 Novembre – SAGRA DEL TARTUFO

La terza domenica è dedicata a Sua Maestà il tartufo, uno dei prodotti più ricercati della collina faentina. I tartufai della zona sono abili nel ricercare questo prezioso prodotto del sottosuolo. Durante la sagra, le tipiche bancarelle poste nella piazza di fronte alla suggestiva “Via degli Asini” esporranno la varietà del “bianco autunnale”, che emana un profumo particolarmente intenso, e del tartufo nero. La manifestazione sarà allietata da complessi di musica folk e attrazioni varie.

Domenica 27 Novembre – SAGRA DELL’ULIVO E DELL’OLIO (57^ edizione)

Nell’ultima domenica del mese di novembre si celebra il preziosissimo olio extra vergine d’oliva “Brisighello” DOP, il prodotto enogastronomico principale della Terra di Brisighella. L’Olio extravergine di Oliva di Brisighella è stato il primo ad aver ottenuto, era il 1996, il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta). Un riconoscimento che ha premiato la passione, la cultura, la qualità con la quale è sempre stato ottenuto il prezioso prodotto, poiché la coltivazione dell’ulivo in terra brisighellese risale a tempi antichissimi: già in epoca romana l’ulivo e i suoi prodotti erano conosciuti e apprezzati.

Ad anticipare la sagra, il Consorzio della DOP BRISIGHELLA assieme al Comune di Brisighella organizzano un importante convegno nazionale per ricordare la ricorrenza del 20° anno di DOP; appuntamento sabato 26 novembre. Al convegno, aperto al pubblico, parteciperanno in veste di relatori esperti del settore, produttori, giornalisti e chef che faranno il punto sullo stato dell’arte dell’olio di Brisighella e sulle proprietà salutistiche dell’Olio extravergine d’oliva.

Quella di Brisighella è una delle realtà olivicole più interessanti del Nord Italia. Il 90% del prodotto della zona viene conferito per la trasformazione al frantoio sociale della C.A.B. Qui le olive, raccolte con brucatura a mano, vengono lavorate tramite perforamento a freddo da macine e macchinari di ultima generazione in regola con il disciplinare dell’UE.

La domenica, durante la festa accompagnati dalla musica folk della Banda del Passatore di Brisgihella, si premieranno i primi trenta agricoltori che aderirono al progetto Brisighella DOP e in Piazza Marconi la Coop. Agricola Brisighellese allestirà un piccolo frantoio dove si potrà ammirare il processo di molitura e degustare l’olio nuovo. A completare l’evento anche un mercato dei prodotti tipici autunnali dell’Appennino tosco-romagnolo.

Per informazioni: Pro Loco Brisighella tel. 0546 81166

Pierluigi Papi (che ha fornito anche le immagini)

 

Enologica 2016 a Bologna

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«Quella dell’Emilia Romagna è ancora una filiera vitivinicola e agroalimentare inedita per quanto straordinaria, rispettosa dell’ambiente e attenta alla sostenibilità delle proprie pratiche. L’occasione annuale per approfondirne la conoscenza e apprezzarne il valore è “Enologica”, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna», spiega Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna che promuove e organizza l’evento. Appuntamento a Bologna, dal 19 al 21 novembre 2016 nel centralissimo Palazzo Re Enzo con oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine, seminari e degustazioni tematiche, il “Teatro dei Cuochi” e la premiazione della prima edizione di “Carta Canta”, il premio delle carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini emiliano romagnoli. Attese anche molte presenze dall’estero fra buyer (provenienti da ben 12 nazioni: Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Giappone, Perù, Russia, Singapore, Regno Unito, Polonia, Usa e Germania) e giornalisti di settore (una decina provenienti da Usa, Canada, Cina, Corea, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Polonia).

Quello di Enologica è oramai un format consolidato che non manca, però, di riservare ogni anno delle novità. A partire dal tema portante che quest’anno vedrà protagoniste le maschere, con un originale connubio fra vino e cibo. Infatti, come si legge nell’introduzione del catalogo, scritta dal curatore Giorgio Melandri: “[…] Con Enologica 2016 parliamo dell’identità emiliano romagnola attraverso i personaggi dei burattini, quelli inventati dai burattinai più bravi e quelli che sono eredi della grande tradizione della Commedia dell’Arte. I loro caratteri diventano quelli della gente dell’Emilia Romagna e di conseguenza quelli dei vini e dei prodotti gastronomici. L’identità è ancora una volta la chiave della narrazione del cibo e del vino, l’unico elemento che rende i prodotti riconoscibili e unici. È questa la sfida che ci attende, farci conoscere e collegare il vino e il cibo ai territori e alle comunità che li producono. Ogni personaggio avrà un abbinamento preferito. Un gioco che ci permette di sottolineare come in Emilia Romagna il cibo e il vino siano legati in modo straordinario e indissolubile”. «Vini, cibi e maschere che s’incontrano percorrendo la via Emilia, asse portante che unisce praticamente tutte le province della regione e con esse le diverse tipicità culturali ed enogastronomiche, a partire ovviamente dai vini simbolo di questa regione: Albana e Sangiovese, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia e Gutturnio, senza dimenticare i tanti autoctoni che ci caratterizzano», sottolinea il Presidente Sciolette.

Il tutto sarà raccontato: da oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine che saranno presenti nel Salone Nobile del Palazzo; da giornalisti esperti che terranno i 10 seminari di “Genius Loci”, aperti al pubblico, per raccontare il vino dell’Emilia Romagna – dai principali vitigni ad alcuni autoctoni tutti da scoprire – in dieci monografie; da 13 cuochi (per 11 incontri, sempre aperti al pubblico) che, dope le esperienze itineranti degli anni scorsi nei vari ristoranti del centro storico della città, in questo 2016 racconteranno le proprie storie sempre all’interno di Palazzo Re Enzo, nella Sala del Quadrante, e interpreteranno gli abbinamenti legati al “gioco” dei burattini per un viaggio lungo la via Emilia. Per citarne solo alcuni: Stefano e Andrea Bartolini, abbineranno la romagnola “Saraghina” con Sangiovese e pesce alla brace, Max Poggi abbinerà il bolognese “Dottor Balanzone” con Pignoletto e Mortadella, Giovanni Cuocci abbinerà la modenese “Pulonia” con Lambrusco di Sorbara e cotechino.

Inoltre, lunedì 21, si svolgerà anche la premiazione della prima edizione di “Carta Canta”. Spiega Ambrogio Manzi, Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna: «L’iniziativa promossa a Enologica 2016, in collaborazione con Federazione Italiana Pubblici Esercenti Emilia-Romagna (FIPE), mira ad avvalorare e riconoscere l’impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria Carta dei Vini con specialità della nostra regione. “Carta Canta”, infatti, premia le Carte dei Vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in regione, in Italia o all’estero che propongono un assortimento qualificato di vini dell’Emilia Romagna. Enologica sarà solo l’inizio: per consolidare la preziosa collaborazione e il rapporto con i produttori, il progetto proseguirà in modo continuativo durante l’anno anche in occasione delle principali fiere a cui Enoteca parteciperà, come ad esempio Vinitaly 2017». #premiocartacanta

Per l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli: «Questa diciannovesima edizione di Enologica, la quarta bolognese dopo le quindici edizioni faentine, afferma ancor di più l’importanza di promuovere i vini di qualità regionali in abbinamento con le ricette preparate con i nostri prodotti a qualità regolamentata dai nostri migliori chef. Il nostro Assessorato ha fin dalla prima edizione espresso apprezzamento e sostenuto questa manifestazione poliedrica unica nel suo genere, anche perché si apre alla città e, al contempo, è una vera borsa del vino per gli operatori italiani e stranieri. Anche in questo contesto verrà promossa la APP “Via Emilia Wine and Food” realizzata in sinergia con APT Servizi e in stretta collaborazione con Enoteca Regionale».

 

Orario di apertura: dalle 11 alle 20 tutte e tre le giornate. Ingresso 25 €.

 

Pierluigi Papi

 

Il gusto italiano della gastronomia vegetale

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«Le proteine sono nutrienti fondamentali che ogni giorno ricaviamo dagli alimenti e che servono all’organismo per mantenere le funzioni vitali. Esse si trovano negli alimenti di origine animale (latte, formaggi, carne, salumi, pesce, uova) e in quelli di origine vegetale: cereali (frumento, seitan, farro, mais, kamut, riso, avena, segale, miglio, orzo), legumi (fagioli, fave, lenticchie, lupini, ceci, soia) e patate. Dal punto di vista nutrizionale i cereali e i legumi sono ottimi sostituti degli alimenti di origine animale poiché non contengono colesterolo e grassi saturi. I cereali e i legumi, inoltre, contengono sostanze come le vitamine, i sali minerali, i prebiotici e gli omega 3 che hanno un effetto benefico sulla salute e riducono il rischio di malattia».Con queste parole del Prof. Giancarlo Caletti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Università di Bologna presso l’AUSL di Imola, si apre la nuovissima pubblicazione “Gastronomia vegetale – GUSTO ITALIANO”, edita da Natura Nuova.

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Si tratta di un semplice e agile ricettario pensato sia per chi si avvicina per la prima volta a tofu, seitan e tempeh, sia per chi desidera sperimentare preparazioni più elaborate. All’interno, oltre ad utili suggerimenti di utilizzo, sono illustrate 40 ricette suddivise fra antipasti (6 ricette), primi piatti (8), secondi (17) e dessert (9), in parte create e preparate da alcuni Istituti alberghieri italiani. Tutte le preparazioni sono idonee per diete vegetariane e vegane e sapranno appagare il palato di tutti gli amanti della buona cucina.

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Alcune pietanze proposte all’interno del ricettario: Gnocchi di Tofu con salsa al radicchio e cipolla rossa di cannara e tempeh croccante, Tortello di farina di ceci con tofu e verdure al pomodoro aromatico, Gnocchi di patate viola farciti con Seitan e porcini su crema di ceci, Millefoglie di Parmigiano Reggiano cavolo viola e tagliatelle di Seitan con gocce di saba, Parmigiana di Seitan melanzane e pesto leggero, Millefoglie di Seitan con fonduta di Tofu allo zafferano di Cascia, Tofu croccante e biscotti cuore di Purea di mela e tofu accompagnati da caramello salato, Torta cremosa al Tofu e frutti di bosco.

Oltre alle ricette, il volume contiene anche consigli nutrizionali e suggerimenti sull’uso di prodotti a base tofu, seitan e tempeh.

La pubblicazione (36 pagine) è attualmente disponibile online e scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito www.natura-nuova.com/media/news.

E’ in fase di realizzazione anche la versione cartacea del ricettario che verrà stampata in 5.000 copie.

 

Pierluigi Papi

A Bertinoro una cena speciale per celebrare i migliori “Vini del Tribuno”

Ca’ de Bè, Ca’ de Vèn e Osteria di Piazza Nuova. Queste le Enoteche del Consorzio – location veramente uniche – che ospiteranno le 3 cene speciali, aperte al pubblico, organizzate per celebrare i vini premiati al concorso enologico “Vino del Tribuno 2016”, svoltosi la scorsa primavera.

Organizzate dal Consorzio Vini di Romagna e dal Tribunato di Romagna, le cene sono in programma il 19 ottobre a Bertinoro (ore 20), il 9 novembre a Ravenna e il 23 novembre a Bagnacavallo.

In ognuno dei mercoledì delle cene, saranno in degustazione ben 10 differenti vini premiati al Concorso, abbinati a 5 portate studiate appositamente per esaltare l’abbinamento cibo/vino.

Parteciperanno agli appuntamenti anche i produttori dei vini in degustazione nella serata, per un interessante confronto con chi, da anni, lavora con passione e tenacia per elevare la qualità dei vini romagnoli e il valore del nostro territorio.

Il menù della serata di Bertinoro prevede: Focaccia allo Squacquerone di Romagna DOP “Mambelli” con lonzino di Mora Romagnola abbinato a Pignoletto DOC sottozona Colli d’Imola 2015 di Assirelli Vittorio – Dozza (BO) e Manzoni Bianco Rubicone IGT 2015 “Due Pievi” di Fondo Ca’ Vecja – Imola (BO); Sformatino di patate ai porcini con fonduta al pecorino scoparolo abbinato a Romagna Albana DOCG secco 2015 “Poderi delle Rose” di Agrintesa – Faenza (RA) e Bianco Rubicone IGT 2015 “Clemente I” di Enio Ottaviani – San Giovanni in Marignano (RN); Cappelletti al ragù classico abbinati a Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2011 “Le Armi” di Palazzona di Maggio – Ozzano Emilia (BO) e Romagna Sangiovese Riserva DOC Bertinoro 2013 “Bron e Ruseval” di Celli – Bertinoro (FC); Stinco di vitello arrosto con panache di verdure abbinato a Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2012 di Le Siepi di San Giovanni – Fontanelice (BO) e Ravenna Rosso IGT 2010 Burson etichetta nera di Randi – Fusignano (RA); Sfogliatina con crema chantilly e castagne con riduzione di Albana dolce abbinato a Romagna Albana DOCG dolce 2015 di Stefano Zavalloni – Cesena (FC) e Romagna Albana Spumante DOC 2015 “Tratti d’oro” della Cantina Forlì Predappio – Forlì (FC).

Fra i dieci vini proposti per la serata, merita una particolare menzione il Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2012 di Le Siepi di San Giovanni – Fontanelice (BO) che al concorso “Vino del Tribuno” 2016 si è aggiudicato la prestigiosa “Targa del Tribunato”, per aver ottenuto il punteggio assoluto più alto, e il premio speciale “Il TRIBUNO CHE ACCOMPAGNA!”, avendo ottenuto il punteggio massimo nelle categorie dalla 4 alla 12, a indicare la particolare attitudine in accompagnamento del pasto.

Per informazioni e prenotazioni: Ca’ de Bè tel. Tel 0543 444435 / 342 3511496

Il costo della cena è di 30 Euro

 

 

Pierluigi Papi

 

 

Hostaria, il Festival del Vino a Verona

Si terrà da venerdì 14 a domenica 16 ottobre la seconda edizione di “Hostaria”, il festival del vino di Verona che animerà il centro storico con un fine settimana ricco di attività ed eventi. Il festival è organizzato dall’associazione Culturale “Hostaria Verona” in collaborazione con il Comune di Verona e con il supporto di Amia, Agsm, Acque Veronesi ed Atv. L’evento è stato presentato a palazzo Barbieri dal Sindaco Flavio Tosi e dall’assessore al Tempo libero Alberto Bozza. Presenti, oltre agli organizzatori Leonardo Rebonato ed Enrico Garnero, il presidente dell’associazione culturale Hostaria Verona Alessandro Medici, il presidente di Agec Massimo Galli Righi e il direttore Maria Cristina Motta, il responsabile di area della Banca Popolare Piergiorgio Zingarlini, il direttore di Aci Verona Riccardo Cuomo, il direttore del Consorzio Monte Veronese Paola Giagulli, il presidente dell’associazione River Tommaso Ferrari e il nipote di Francesco Conz, al quale sarà dedicata questa edizione della manifestazione, Nicola Viviani. “Dopo la bella e ben riuscita sperimentazione dello scorso anno – ha sottolineato il Sindaco Tosi – l’evento si ripropone ampliato e arricchito da nuove proposte, continuando a coinvolgere tutto il centro storico, compresi alcuni luoghi significativi ma spesso penalizzati in quanto decentrati come piazza San Zeno. Sarà una festa delle eccellenze del territorio che unirà l’enogastronomia ad appuntamenti culturali, aiutando l’economia della città in un periodo dell’anno in cui di solito il turismo tende a calare”. “Una manifestazione di elevata qualità che – ha dichiarato l’assessore Bozza – già nella sua prima edizione ha saputo conquistare il consenso di tanti cittadini e turisti e che quest’anno vedrà la concomitanza con altri grandi eventi: il Rally Due Valli e ArtVerona. Un ringraziamento va a tutti gli organizzatori che con il loro lavoro hanno saputo coinvolgere le realtà economiche e istituzionali al fine di far fruttare il potenziale cittadino”. Durante le tre giornate i partecipanti potranno assaporare i vini delle migliori cantine veronesi provenienti dalle zone di produzione del Valpolicella, del Custoza, del Bardolino, del Lugana, del Soave e del Durello. Nel percorso, inoltre, sarà possibile gustare le particolarità della gastronomia veronese, con la proposta di assaggi di risotto all’isolana, tortellini di Valeggio e formaggio Monte Veronese. In piazza Bra sarà riproposto il villaggio del Monte Veronese, con un ricco calendario di attività per giovani casari e degustazioni guidate. Durante il Festival saranno coinvolti i ristoranti e le osterie dell’intera provincia di Verona, che per tutto il mese di ottobre proporranno menù tipici accompagnati dai vini delle cantine aderenti in un progetto ad ampio raggio denominato #100MenùDi Hostaria. Molti gli eventi collaterali in programmazione (con conferenze tematiche, esposizioni ed istallazioni di arte moderna, improvvisazioni musicali) tra i quali l’incontro con Tania Cagnotto, Carlo Vanoni e Enrico Ruggeri. Sabato 15 ottobre, inoltre, dopo la chiusura del festival, alla Dogana Veneta Vecchia la festa proseguirà con la serata curata dall’Associazione River e dal Canoa Club. Grazie ad una speciale convenzione con Atv, durante i giorni del festival il pubblico, aggiungendo un euro al costo della prevendita, potrà usufruire del servizio pubblico in tutta la città e la provincia. Il costo del biglietto è di 20 euro, scontato a 15 euro se acquistato in prevendita, e comprende un massimo di 10 degustazioni più il bicchiere celebrativo. L’acquisto del biglietto è possibile tramite la APP ufficiale Hostaria Verona, sul sito del Festival e da Verona Box Office – via Pallone, 16. Tutte le informazioni sul sito http://www.hostariaverona.com. E’ inoltre possibile acquistare l’abbonamento per tutti 3 i giorni del Festival al costo di 30 euro e da quest’anno anche un particolare biglietto di coppia al costo di 20 euro che prevede un esclusivo invito, in collaborazione con Agec, ad una visita alla Torre dei Lamberti.

 

Roberto Bolis

WINE2WINE 2016: focus sul mercato tedesco

Guarda con attenzione alla Germania e alle sue potenzialità di mercato la prossima edizione di wine2wine, in calendario alla fiera di Verona il 6 e il 7 dicembre prossimi. Il Forum sul business del vino, ideato e organizzato da Veronafiere-Vinitaly, in collaborazione con Unione Italiana Vini, Federvini e Ice – Agenzia, analizza anche le potenzialità dello storytelling e le dinamiche di esportazione nei Paesi soggetti a monopolio come la Svezia.

Tra i top speaker dell’edizione 2016 hanno già confermato la loro presenza Hermann Pilz, Jonas Rojerman e Felicity Carter. Ad aprire la sessione plenaria, che detta il focus dell’intera edizione, Hermann Pilz, direttore di Weinwirtschaft – una tra le più affidabili e riconosciute riviste tedesche per gli operatori di settore –, chiamato a fare il punto sul secondo mercato per l’export delle cantine italiane. Nel 2015, la Germania ha importato infatti 5,5 milioni di ettolitri per un controvalore superiore a 960 mila euro (Fonte UIV-ISMEA).

Una delle novità 2016, di cui si sta perfezionando il programma, il Fake Tender dedicato al mercato svedese dove vige il monopolio di Stato. Jonas Rojerman, capo del controllo qualità di Systembolaget, azienda pubblica che detiene in Svezia il monopolio della vendita di bevande con gradazione alcolica superiore a 3,5%, sarà a disposizione dei produttori italiani per aiutarli a comprendere le procedure di selezione per la vendita dei vini in loco.

Come nelle scorse edizioni, wine2wine riserva alcune sessioni al tema della comunicazione e della reputazione nel mondo del web. In particolare Felicity Carter – redattore capo della Meininger Wine Business International, rivista di taglio internazionale in lingua inglese sul business del vino – focalizza l’attenzione sullo storytelling, l’importanza di raccontarsi on line e gli effetti che questa attività può regalare alle aziende che ne sanno fare buon uso.

Wine2wine è nato con l’obiettivo di essere un evento formativo rivolto ai protagonisti del mondo del vino. La partecipazione è a pagamento. 

Tariffe e agevolazioni

Iscrizioni entro il 30 settembre > 195 euro +IVA

Iscrizioni da 1 ottobre > 295 euro +IVA per la prima registrazione e 195 euro +IVA per ulteriori partecipanti della stessa azienda

Altre info sul sito dedicato.

 

Veronafiere

 

Pacchetto latte U.E.

In attesa che siano operativi gli strumenti del Pacchetto Latte anticrisi adottato da Bruxelles, con la dote complessiva di 500 milioni di euro (dei quali 350 nella disponibilità degli Stati Membri e 150 a sostegno della riduzione volontaria delle consegne di latte), gli allevatori italiani chiedono che venga costituita una Organizzazione comune di mercato (Ocm Latte) per sostenere l’export nei Paesi terzi e che il contenimento volontario della produzione lattiera tenga conto dello stato di autoapprovvigionamento dei singoli Paesi dell’Unione europea.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Fieragricola – rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018 – al quale hanno risposto 480 tra allevatori e trasformatori.

In particolare, sarebbero favorevoli alla predisposizione di una Ocm Latte per l’internazionalizzazione nei Paesi terzi il 43,8% degli interessati, seguiti dal 39,6% di quanti chiedono all’Ue di pianificare una riduzione della produzione basata sul reale autoapprovvigionamento. Questo significherebbe che a ridurre maggiormente la produzione lattiera sarebbero le aree del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche e Paesi come l’Irlanda, tutti ampiamenti alle prese con un surplus rispetto alle necessità interne. L’Italia, la cui produzione si colloca al di sotto del 75% del fabbisogno interno, non sarebbe pertanto costretta a diminuire le consegne di latte, così come quasi tutto il Sud Europa, essenzialmente deficitario.

Il 22,9% delle risposte è in linea con quanto disposto dalla Commissione europea, cioè di un piano di riduzione volontaria, ai sensi dell’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Ue fra tutti i Paesi comunitari.

Spostando l’attenzione sulle richieste degli allevatori al Governo, tenuto conto che l’Italia riceverà 20,9 milioni dei 350 milioni del Pacchetto Latte destinati direttamente agli Stati Membri, le risposte al sondaggio si schierano per il rafforzamento della promozione delle Dop casearie (58,3%), per il sostegno all’export nei Paesi terzi (47,9%), per definire incentivi all’innovazione (27,1%) e per rafforzare le organizzazione di produttori (20,8 per cento). La produzione di formaggi a denominazione di origine protetta, in particolare, costituisce un valore aggiunto notevole per il latte italiano e assicura una tipicità particolarmente apprezzata sui mercati domestico e internazionale.

 

Veronafiere                         

 

I gelatieri zoldani al Salone del Gusto di Torino

I012768-maestro-gelatiere_val-di-zoldoDal 22 al 26 settembre a Torino, tra gli ospiti della Compagnia Gelatieri a Terra Madre Salone del Gusto 2016, ci saranno anche i Maestri gelatieri della Val di Zoldo che racconteranno e mostreranno dal vivo come veniva prodotto il gelato alla fine dell’800, con mantecatori azionati a mano e raffreddati a ghiaccio e sale.

Turisti e professionisti del settore provenienti da oltre 160 paesi nel mondo potranno così conoscere la maestria e l’arte degli artigiani del gusto della valle zoldana, una tradizione che si tramanda da oltre due secoli tra i massicci dolomitici del Pelmo e del Civetta in provincia di Belluno. L’incontro con i gelatieri avverrà presso la “Via del Gelato” e venerdì 23 settembre, quando sfileranno per le strade del centro di Torino.

La peculiarità del Gelato Zoldano consiste nell’essere preparato con materie prime genuine e fresche. Il gusto principe è la Crema all’uovo aromatizzata con bacche di vaniglia e scorze di limone, seguendo una ricetta che prevede l’uso di latte fresco, panna fresca, uova fresche e zucchero. La presenza delle uova in quasi tutti i gusti è poi una delle caratteristiche del Gelato Zoldano, che non prevedeva l’uso di alcun tipo di addensante o di altri emulsionanti al di fuori della lecitina naturalmente presente nel tuorlo.

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LA PRODUZIONE DEL GELATO CON I MANTECATORI DELL’800 Prima dell’avvento dell’energia elettrica e dei sistemi di refrigerazione, venivano utilizzati mantecatori manuali (le macchine per produrre il gelato) azionati dalla forza dell’uomo. Il gelato è infatti una miscela liquida che, opportunamente raffreddata e contemporaneamente agitata per incorporare aria, diventa cremosa e non si trasforma in ghiaccio perchè contiene un anticongelante naturale rappresentato dagli zuccheri presenti nella ricetta. Il freddo necessario per il congelamento veniva dato da una miscela eutettica formata da ghiaccio e sale (raggiunge la temperatura di -24°/-25°), che veniva posta in una intercapedine all’interno dalla mastella di legno che costituiva la base del mantecatore.

ATc