Perlasca, il coraggio di dire no” a Monza

La Cappella Espiatoria di Monza (via Matteo da Campione, 7) accoglie martedì 6 settembre, con inizio alle ore 20.30, il sesto e penultimo appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Ad essere messo in scena alla Cappella Espiatoria di Monza è Perlasca, il coraggio di dire no di e con Alessandro Albertin, regia Michela Ottolini, produzione Gli Incamminati, Teatro di Roma, Overlord Teatro. 

In un luogo che rappresenta uno dei grandi conflitti del “secolo breve”, dove un anarchico venuto dall’America, dopo le violentissime repressioni del generale Bava Beccaris, sparò al re d’Italia dando alla sua azione il valore astratto di un teorema (Non ho ucciso Umberto, ho ucciso un re, ho ucciso un principio) ascolteremo una storia di quieta rivolta fattiva. 

Siamo a Budapest, nel 1944. Giorgio Perlasca, un commerciante di carni italiano, è ricercato dalle SS. La sua colpa è quella di non aver aderito alla Repubblica di Salò. Per i tedeschi è un traditore e la deve pagare. In una tasca della sua giacca c’è una lettera firmata dal generale spagnolo Francisco Franco che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. In pochi minuti diventa Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore Sanz Briz per salvare dalla deportazione quanti più ebrei possibile. Quando Sanz Briz, per questioni politiche, è costretto a lasciare Budapest, Perlasca assume indebitamente il ruolo di ambasciatore di Spagna. In soli 45 giorni, sfruttando straordinarie doti diplomatiche e un coraggio da eroe, evita la morte ad almeno 5.200 persone. A guerra conclusa torna in Italia e conduce una vita normalissima, non sentendo mai la necessità di raccontare la sua storia, se non a pochi intimi. Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita.

Voluta da Vittorio Emanuele III per commemorare il luogo in cui il padre Umberto I venne ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci il 29 luglio 1900, la Cappella Espiatoria di Monza è un monumento alto ben 35 metri. Sovrastata da una stele con una croce in alabastro, ospita al suo interno una cripta – ricca di mosaici e di preziosi marmi – e una cappella, anch’essa interamente coperta da decorazioni musive. Realizzata su progetto dell’architetto Giuseppe Sacconi, sorge all’interno di un parco chiuso all’ingresso da una cancellata artistica (opera di Alessandro Mazzucotelli) e sul fondo da un’esedra di imponenti dimensioni, rivestita da un mosaico in ciottoli bicromi.

Il costo del biglietto è di euro 5.00.

Nella location i posti a sedere sono limitati; si consiglia pertanto di portare con sé un telo o un cuscino per sedersi a terra e anche una torcia per illuminare il percorso.

In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nella Sala Picasso – Binario7 a Monza. 

S.E.

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