Sulla tua Parola getterò le reti

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – LUCA 5,1-11
In quel tempo, 1. mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennésaret, Il Vangelo riporta il fatto della pesca miracolosa e la chiamata dei primi discepoli. Luca utilizza il materiale che già si trova nel Vangelo di Marco, ma lo elabora con originalità. Il luogo dell’evento è la città costiera di Cafarnao, che si trova lungo il mare (lago) di Galilea (o di Tiberiade), dove Gesù è ospite di Simone, nella sua casa. La folla fa ressa attorno a Gesù, tanto da opprimerlo. È espressione del mondo che riconosce il suo bisogno di salvezza ed è assetato della Parola di Dio.
2. vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Quello di oggi è un brano parallelo a quello di Marco 1,16-20, però si differenzia perché i pescatori non riparano le reti: non si sono lacerate, perché non hanno pescato nulla.
3. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e
insegnava alle folle dalla barca. Gesù sale sulla barca di Simone (colui che sarà Pietro), si fa trasportare al largo dalla riva. Gesù si fida di Simone. Salire sulla barca è segno di vicinanza e di volontà di stabilire un rapporto, di offrire la propria presenza rassicurante.
Egli è sempre sulla barca della Chiesa, anche in mezzo ai pericoli delle tempeste. Il Signore è con lei e, dal suo interno, proclama la Parola di Dio.
Gesù sale anche sulla barca della nostra vita, se noi siamo disponibili ad accoglierlo.
“Lo pregò di scostarsi un poco da terra”: lo stratagemma di andare al largo consente a Gesù di farsi ascoltare dalla gente assiepata sulla riva.
4. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Gesù impartisce un ordine inconsueto a Pietro: gettare le reti in pieno giorno è assolutamente inopportuno perché i pesci non abboccano con la luce. I pescatori hanno lavorato tutta la notte, hanno sperimentato la vanità dei loro sforzi e ora hanno bisogno del loro riposo. Gesù, invece, ordina di gettare le reti, anche se sono già stanchi e anche se è giorno.
5. Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
Pietro fa resistenza: da pescatore esperto sa che non si pesca di giorno e che il falegname Gesù non ha nulla da insegnargli riguardo al suo mestiere. Tuttavia fa un grande atto di fede, si abbandona ad un comando umanamente irragionevole e si fida. È il primo atto di fede da parte di Pietro e il primo presentato dall’evangelista Luca nel suo racconto.
“Sulla tua parola getterò le reti”: Pietro fa un grande atto di fede. Obbedisce a un ordine assurdo perché si fida di Gesù. La fede è andare oltre alla razionalità, la supera con la fiducia nella Parola di Dio. Quando Dio ordina qualche cosa sa dove vuole guidare il suo interlocutore e lo sostiene con la sua Grazia.
Crediamo a Gesù anche quando nulla ci farebbe pensare che Egli abbia ragione. Affidarsi a Lui è il segno più grande della nostra fiducia e della nostra confidenza. Abbandonarsi alla sua azione è fonte di pace e lievito che fa fruttificare la nostra vita, che rende abbondante la nostra “pesca”, che rende fruttuoso il nostro lavoro.

6. Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
La fede di Pietro ha contagiato anche i compagni di lavoro. Il risultato è strabiliante, la pesca è abbondantissima, le reti si lacerano per l’enorme quantità di pesci, tanto che sono necessari i rinforzi. Pietro dirige il lavoro, altri compagni lo aiutano, altri ancora vengono chiamati successivamente.
La Chiesa è formata da persone con compiti diversi, ma con l’unica vocazione che è quella di seguire Gesù. Solo insieme possiamo testimoniare la fedeltà di Dio alle sue promesse e godere della sua Presenza. Sull’esempio di Pietro, anche noi dobbiamo essere sicuri che insieme con Gesù diventiamo invincibili e che Egli rende possibile l’impossibile.
8. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». 9. Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto. In parallelo possiamo leggere l’esperienza di Mosè al Sinai. Egli si prostra quando Dio si manifesta nel roveto ardente, che arde e non brucia. È l’atteggiamento dell’orante che si trova di fronte a una
straordinaria presenza divina. Di fronte alla pesca miracolosa, Pietro capisce la distanza che esiste tra Dio e la creatura, tra Gesù e lui, povero pescatore di Galilea. “Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù”: Pietro riconosce la straordinarietà dell’evento e si
getta ai piedi di Gesù per ringraziarlo e, soprattutto, per dichiarare che Lui è l’inviato di Dio. Il suo intervento sovrasta ogni possibilità umana, pertanto riconosce è Gesù è il Signore. “Sono un peccatore”: non significa che Pietro sia un uomo moralmente traviato, ma vuol dire che sente tutto l’abisso della sua debolezza nei confronti della potenza di Dio.
Gesù sceglie Pietro per la fiducia che ha dimostrato. In Pietro sceglie ciascuno di noi. Ci chiede di confidare in Lui e di appoggiarci alla sua forza. Colui che ci chiama è anche Colui che ci sostiene nella missione che ci affida. Sua è la Chiesa, suo è il mondo, suoi siamo noi e Lui è il nostro Tutto. Non sono le qualità umane che ci fanno grandi davanti a Dio, ma la nostra fede in Lui. Evitiamo di sentirci autosufficienti, di basarci sulla nostra intelligenza, di crederci sapienti: in Gesù tutte le categorie umane sono capovolte. Egli può farci ottenere una grande pesca anche dopo una notte infruttuosa. Fidiamoci e, come Pietro, adoriamo in ginocchio il nostro Salvatore.
10. così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Rispetto al Vangelo di Marco, in Luca manca la figura di Andrea. Gesù si rivolge a Simone e gli dà l’incarico di sottrarre gli uomini dal male, di “pescarli” per dare loro la vita. Mentre i pesci fuori
dall’acqua muoiono, gli uomini, fuori dai flutti del peccato, si salvano e vivono. Ecco la missione, che inizia con il mandato: “Non temere!”. Da questo momento la vita di Pietro cambia totalmente. Quando Gesù ci afferra, dobbiamo voltare pagina: non siamo più quelli di prima! Gesù “tira fuori” Pietro e i discepoli da una pesca fallimentare che li scoraggia e li deprime. Successivamente ordina loro di fare altrettanto: “tirare fuori” gli uomini da situazioni di angoscia per portarli alla salvezza. Dopo aver sperimentato la Misericordia, Pietro e gli altri discepoli sono pronti ad annunciarla, a dire che non è tutto perduto quando nella vita si tocca con mano la propria fragilità e/o il proprio peccato. Con Dio possiamo sempre “voltare pagina” e ricominciare una vita nuova. Toccati dalla Misericordia, dobbiamo diventare misericordiosi.

11. E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. È avvenuto l’incontro di Gesù con Pietro. È avvenuta la trasformazione. Da questo versetto, però, sappiamo che anche gli altri discepoli vengono affascinati dal Signore, al punto che abbandonano tutto per seguire il Maestro. Non sappiamo dopo quanto tempo hanno lasciato tutto; forse hanno
compiuto un processo di discernimento. Quello che importa è che i discepoli hanno avuto
un’esperienza forte nella loro esistenza e dall’incontro con Cristo tutto è cambiato.
Seguire Cristo senza condizioni è possibile quando ci si sente profondamente amati da Lui, quando si ascolta in profondità la Sua Voce che parla nella coscienza. Questa esperienza fa maturare una decisione forte di perseverare fino alla morte nella scelta del Signore, a costo di lasciare le proprie sicurezze, le proprie certezze, le proprie opinioni, la propria cultura. Amati da Cristo, oggetto del suo amore senza misura, crediamo su di Lui, per sempre, con un abbandono totale, frutto di una fede provata, alimentata dalla preghiera e cementata da scelte operative conseguenti al “sì” iniziale.
Pietro ci dice che vale la pena essere tutti di Dio e di gettare sempre la rete anche quando sembra assurdo, perché, sulla parola di Gesù, il risultato è assicurato. E saremo “pescatori di uomini”, saremo persone che trasmettono la salvezza di Dio, perché ne abbiamo fatto l’esperienza, perché abbiamo ottenuto misericordia. Raccontiamo a tutti le meraviglie che ha compiuto in noi!
Suor Emanuela Biasiolo

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