Il “Cuore di Lucia” compie quindici anni

Il 14 luglio del 2006 volava in cielo Lucia Fiocchetti, una bambina di Schio, in provincia di Vicenza, classe 1997. Con i fratelli e i genitori frequentava il lago di Garda, Padenghe, dove avvenne un tragico incidente nella piscina di un residence: pur essendo una nuotatrice, Lucia rimase impigliata nella griglia di protezione di un pozzetto sul fondo della vasca, senza più riuscire a risalire, malgrado i soccorsi. Uno dei purtroppo tanti incidenti nelle piscine, soprattutto nei mesi estivi, com’è più probabile. Lucia lasciava affranti i genitori e tre fratelli e la storia sarebbe una, ahimè, delle tante, se non avesse generato una delle, per fortuna, tante storie di solidarietà e di aiuto. Come Lucia si è “tuffata tra le braccia del Padre”, così la ONLUS voluta dai suoi genitori porta acqua dove si muore di sete, dove non si può nuotare per divertimento e refrigerio nelle calde giornate estive. L’immenso dolore che ancora si legge negli occhi di mamma Pia e di papà Fabio è diventato un sorriso che si rinnova ogni anno proprio a Padenghe, in estate, poi a Schio e poi il giorno di Santa Lucia, con varie attività di raccolta fondi. Nei giorni scorsi, presso l’abbazia di Maguzzano, gioiello di spiritualità incastonato nelle colline moreniche del Garda, è stata celebrata una santa messa in suffragio di Lucia.

Quindi è stato possibile ascoltare le parole di alcuni dei protagonisti dei progetti nati dalla disgrazia che ha colpito la famiglia, in particolar modo comprendere come portare l’acqua in un villaggio africano consente di lavarsi le mani ai medici che entrano ed escono dalla sala parto di un ospedale, piuttosto che risparmiare 1.600 metri a piedi, in salita, verso il pozzo governativo per poter avere acqua potabile da bere. La canalizzazione dell’acqua verso l’ospedale e verso la scuola di una cittadina, permette di non avere sete e di poter migliorare l’igiene e la salute. L’impegno di frati e suore, di varie congregazioni religiose operanti in loco, consente soprattutto alle bambine di avere un futuro: le scuole che vengono seguite con progetti italiani sono particolarmente per loro, infatti, le più sfortunate e abbandonate in zone difficili del mondo. Ad esempio, partendo diciotto anni fa da una scuola elementare per bambine in Africa seguita da operanti veronesi, si è proseguito con le scuole medie e poi con le superiori ed oggi ci sono delle ragazze universitarie, sia in Economia che in Scienze infermieristiche, che contribuiscono al benessere locale. L’acqua in alcune zone ha consentito di iniziare progetti di orti per la propria sussistenza alimentare, migliorando lo stato di zone a rischio.

Tornando alla famiglia Fiocchetti, due mesi dopo la scomparsa della bimba, la mamma trovò un suo appunto: “Un senso di vita per tutti che è dentro i nostri cuori”. Quel messaggio portò alla riflessione di tramutare il dolore in ricchezza solidale e venne fondata un’associazione destinata a fare ricordare per sempre la piccola Lucia. “Cuore di Lucia” ONLUS segue progetti concreti, piccoli ma fondamentali, che permettono anche il confronto con chi li segue direttamente. A volte arrivano richieste di aiuto per comperare un rubinetto, oppure per poter avere un pezzo di tubo e, appunto, canalizzare l’acqua potabile. Altre volte bastano poche decine di euro al mese per assicurare che un bambino o una bambina vadano a scuola con profitto.

Tra i progetti in corso “L’acqua è vita” per la costruzione di 50 pozzi a Tulear, in modo da garantire l’accesso gratuito all’acqua a circa centomila persone; il progetto è stato avviato nel 2018 e i primi dieci pozzi sono già attivi. Ogni progetto è aperto a tutti e non è confessionale.

Progetti sono stati conclusi in Tanzania, Guinea, Sierra Leone, Ghana, Guinea-Bissau, Etiopia, Costa d’Avorio, Congo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Burundi, Angola, Burkina Faso, ad esempio, ma vengono aiutati anche i Fratelli dell’abbazia di Maguzzano, impegnati in un lavoro di miglioramento del sistema idraulico di un edificio che vanta una storia quasi millenaria.

Alessia Biasiolo

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