L’Arsenale di Verona si avvia a diventare spazio pubblico fruibile

Tre colpi di ruspa e un grande boato. È così che, in pochi minuti, è stata demolita la prima costruzione non soggetta a vincolo architettonico all’ex arsenale, sgretolandosi in cocci di muro e polvere.

Ora i lavori non si fermeranno più. La tabella di marcia è ben definita, si procede su più livelli per completare la riqualificazione del compendio il prima possibile. Da una parte le demolizioni delle palazzine non vincolate, che lasceranno il posto al grande polmone verde che sorgerà sull’area; dall’altra il restauro e la messa in sicurezza delle coperture, che partiranno a breve dopo l’affidamento dei lavori alla ditta appaltatrice. Nel frattempo va avanti speditamente la parte progettuale, in particolare quella relativa alla Corte Ovest che sarà la prima ad essere restaurata. Qui, infatti, si trasferirà l’Accademia di Belle Arti, e proprio dalla scuola sono in arrivo i dettagli definitivi che andranno ad integrare e completare la proposta elaborata dallo studio di progettazione Politecnica, che ha vinto la gara per il primo lotto di recupero conservativo dell’arsenale.

A breve si saprà il nome della ditta che si aggiudicherà i lavori per il rifacimento dei tetti e il consolidamento statico della Corte Centrale e degli edifici laterali, quelli cioè per i quali l’intervento sulle coperture è indispensabile per mettere in sicurezza gli immobili e permettere l’esecuzione del lavori successivi. Sono i tetti più ammalorati, in certi punti addirittura mancanti o danneggiati da grosse infiltrazioni. Si vedranno quindi anche le impalcature, si parte da questi edifici ma l’obiettivo dell’amministrazione è sfruttare un importante ribasso sui costi di progettazione per inserire nel primo lotto di interventi il rifacimento di tutte le coperture dell’Arsenale e non solo di quelle più ammalorate delle Corti centrali, est ed ovest, programmate dall’inizio.

Corte Ovest. Come detto, sarà la prima ad essere riqualificata e ad entrare in funzione, con il trasferimento delle attività dell’Accademia di Belle Arti. Ciò per effetto dell’iter avviato dal Comune con il bando per la vendita di Palazzo Verità Montanari, attuale sede dell’Accademia, che fornirà le risorse necessarie a restaurare gli spazi della Corte Ovest e ad adeguarli alle esigenze di studenti e corpo docenti. Il valore di vendita di Palazzo Montanari è stimato in circa 10 milioni di euro.

Corte Est. Il progetto definitivo assegna a questa quota di compendio una destinazione a mercato alimentare coperto. Già studiati e definiti i dettagli tecnici relativi agli accessi, al carico/scarico delle merci, alla logistica per l’approvvigionamento. I progettisti si stanno confrontando con i proprietari del mercato coperto di Modena, le cui caratteristiche e finalità corrispondono a quelle pensate per la struttura veronese. La palazzina antistante diventerà uno spazio per eventi.

Palazzina di Comando. Per il cuore del compendio è stata privilegiata la destinazione culturale e museale, collegata direttamente con il Museo di Castelvecchio. Buona parte degli spazi saranno infatti a disposizione dei Musei civici e delle loro esigenze, di archivio ma anche di attività e laboratori.

Corte Centrale. Vi si concentreranno i servizi e le funzioni destinate ai giovani, spazi per gli anziani e le famiglie, luoghi per l’innovazione e la tecnologia, l’arte e la creatività, la sostenibilità e l’ambiente.

L’iter dal 2017 ad oggi. La data di inizio del processo di riqualificazione dell’ex arsenale è il 30 settembre 2017, con la revoca in Consiglio comunale del project financing approvato dall’Amministrazione precedente. Da allora, la macchina comunale incaricata di portare aventi l’iter non si è mai fermata, nemmeno durante il lockdown e il difficile periodo legato alla pandemia.

Nel 2018 è stata avviata la concertazione con la città e i principali stake holders per raccogliere le indicazioni sulle funzioni dell’area che fosse il più condiviso possibile e, soprattutto, che rimanesse di proprietà pubblica. Priorità, questa, non solo del sindaco e della giunta, ma anche della popolazione, come emerso dal confronto portato avanti in più e diverse modalità e che si è concretizzato con l’istituzione dell’apposita commissione Arsenale.

Sempre nel 2018 gli uffici comunali hanno predisposto il progetto preliminare relativo al recupero complessivo del compendio; è stata adottata la variante urbanistica e sono stati effettuati i lavori per mettere in sicurezza i tetti delle palazzine più ammalorate, propedeutici ai lavori conservativi.

Nel 2019 è stato completato il progetto esecutivo per il rifacimento delle coperture di tutto il compendio, è stata avviata la campagna di bonifica di tutta l’area ed è stata indetta la gara europea per la progettazione definitiva dell’ex Arsenale nel suo complesso. Nel 2020, nonostante l’emergenza sanitaria, l’iter è andato avanti spedito, raggiungendo gli obiettivi prefissati dal cronoprogramma. La progettazione definitiva è stata assegnata allo studio Politecnica di Modena, che ha vinto la gara europea. Al progetto sta lavorando un pool di 60 professionisti. È stato presentato il progetto esecutivo del primo lotto, quello per le nuove coperture e delle demolizioni autorizzate dalla Regione. Durante l’estate è stata inaugurata la prima porzione di area verde che andrà a formare il parco pubblico. Si tratta del parco archeologico ricavato sopra il park Arsenale, la cui lavorazione ha portato alla luce una serie di reperti archeologici tra cui i resto di un mulino romano, elementi già visibili al pubblico e che aggiungono ulteriore valore all’area e al suo recupero. In autunno è stata fatta la gara per per appaltare i lavori del primo lotto. Realizzate le opere impiantistiche propedeutiche alle demolizioni, che sono iniziate oggi.

Roberto Bolis

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