All’Ex Manifattura Tabacchi di Verona un viaggio tra i progetti che trasformeranno la Zai

La mostra all’ex Manifattura Tabacchi

La ZAI, da Zona Artigianale Industriale a Zona Altamente Innovativa. Un intero quartiere sta per essere rigenerato e diventare, così, luogo di innovazione sia urbanistica che tecnologica, ma anche di incontro e promozione del turismo. A partire dall’ex Manifattura Tabacchi che ha accolto i veronesi, aprendo i suoi cancelli dopo anni, in occasione della presentazione degli ultimi due capitoli del dossier ‘VERONA 2022. La Cultura apre nuovi mondi’. Un cantiere all’interno del quale i cittadini hanno avuto la possibilità di scoprire alcuni dei progetti che sono stati inseriti nel documento per la candidatura a Capitale della Cultura 2022, depositato a fine luglio dall’Amministrazione comunale. Una programmazione che ha disegnato cinque ‘mondi’, eccellenze che, a vario titolo, contribuiscono a valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città.

E di questi cinque, uno mette insieme smart city, nuovi spazi urbani e turismo, perché la cultura si fa spazio in tutti gli ambiti cittadini. Durante l’apertura sono stati illustrati la storia e il progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi, di cui hanno parlato l’architetto Michele De Mori dell’associazione Agile e l’ingegnere Paolo Signoretti della nuova proprietà. Ad accompagnare le loro parole una mostra con foto, bozzetti e disegni di quello che è stata e sarà l’area industriale che si trova tra la fiera e la stazione.
E poi, uno dopo l’altro, i segni della nuova ZAI. Dalle Gallerie Mercatali al Wine museum, di cui ha parlato il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti, al nuovo polo tecnologico universitario con i suoi laboratori, illustrati dal docente Paolo Fiorini dell’Università di Verona. Fino al potenziamento del Consorzio ZAI, e quindi della logistica, con Nicola Boaretti. Idee e progetti del capitolo ‘Smart city, green city – La città nuova per l’ambiente’, ossia sostenibilità, innovazione e rigenerazione urbanistica. Dal centro a Verona Sud, dalla dimensione dell’individuo a quella dell’ambiente che lo circonda, ma anche al nuovo modo di fare urbanistica in chiave green e smart. Soluzioni che trasformeranno il contesto cittadino scaligero in un ambiente dinamico, pulito e a misura d’uomo.

Infine il turismo, con il nuovo Dms –Destination management system che mette in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Una partita che vede in campo la Dmo di Verona, ma anche tante associazioni, come quella delle Strade del Vino Valpolicella, rappresentata da Miriam Magnani. Il capitolo ‘Verona Beyond – La città fra turismo e territorio’ mette, infatti, in rete una progettualità che supera i confini urbani per raggiungere il mondo che si trova al di fuori delle mura scaligere.

All’appuntamento erano presenti il sindaco Federico Sboarina e gli assessori all’Urbanistica Ilaria Segala e alla Cultura Francesca Briani.

“Abbiamo tracciato la strada di una nuova Verona, ora non resta che percorrerla – ha detto il sindaco -. La crescita culturale della città deve andare di pari passo con uno sviluppo urbanistico sostenibile e a misura d’uomo, specialmente in quest’area, fin troppo martoriata negli anni passati. Per come la vediamo noi, invece, la Zai sarà baricentrica, una fucina di idee e progetti a vantaggio di tutta Verona. Stiamo parlando di rigenerazione, nuovi spazi verdi, collegamenti che cambieranno il volto urbano, non idee visionarie ma realtà. E nei prossimi anni potremo ammirarle con i nostri occhi. Stiamo disegnando una città nuova, proiettata nel futuro, grazie alla collaborazione di istituzioni, privati, associazioni. Abbiamo voluto mettere insieme l’eccellenza, creare un sistema Verona in grado di far confluire forze, competenze e risorse per far crescere la città. Siamo già capitale della Cultura, nessuno ci potrà mai togliere il nostro patrimonio storico e artistico, ma questo percorso ci ha permesso di fare squadra e di camminare insieme, per progettare a lungo termine”.

“Cultura e urbanistica devono viaggiare insieme – ha aggiunto Segala -. Questo luogo industriale abbandonato, nei prossimi anni, non solo verrà riqualificato ma diventerà un fermento di progetti e idee. Aperto alla e sulla città, grazie all’abbattimento del muro che oggi crea una netta separazione. Dopo tanto tempo i veronesi torneranno ad appropriarsi di spazi che, in molti, non hanno mai nemmeno visto. E la prima occasione è proprio questa. Abbiamo fortemente voluto presentare alla cittadinanza il dossier in quelli che saranno i cantieri che cambieranno il volto di Verona. Un’opportunità colta da molti che si concluderà settimana prossima a Castel San Pietro”.

“Un unico grande progetto che ha visto lavorare insieme tante realtà diverse – ha concluso Briani -. Anche per quanto riguarda il turismo, grazie al lavoro della Dmo Verona, è stato possibile aderire alla piattaforma regionale che metterà in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Un grande passo avanti per promuovere il nostro territorio e le sue eccellenze, facendo squadra per crescere assieme. Ecco che fare cultura significa programmare e progettare a 360 gradi lo sviluppo e il futuro di una intera città. È quello che stiamo facendo e che continueremo a fare anche dopo la corsa per la candidatura a Capitale della cultura 2022”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

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