Scienza e sogni: se ne parla alla XVII edizione del Festival della Mente di Sarzana

La XVII edizione del Festival della Mente è dedicata al tema del sogno. E di sogni spesso si parla anche nella scienza medica.

Negli ultimi anni sta diventando realtà il sogno dei padri della medicina: utilizzare le armi del sistema immunitario nella lotta contro il cancro. Le terapie immunologiche si sono affiancate con successo alle strategie tradizionali. Il sogno, ora, è trovare nuove armi sempre più efficaci, ma anche coniugare l’avanzamento tecnologico con la sostenibilità. Un’altra sfida è capire – e plasmare – la risposta immunitaria contro il virus Covid-19. Infine, ma non ultima, la condivisione delle terapie più nuove ed efficaci, a livello mondiale, a beneficio della salute di tutti.

Questo il tema della lectio “Immunità, dal cancro a Covid-19: sogni e sfide” con la quale l’immunologo Alberto Mantovani apre il Festival della Mente di Sarzana oggi, venerdì 4 settembre, alle ore 17.30 in piazza Matteotti.

Alberto Mantovani è professore emerito presso Humanitas University, ateneo dedicato alla medicina e alle scienze della vita, e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti, ed è stato capo del Dipartimento di Immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico sia formulando nuovi paradigmi sia identificando nuove molecole e funzioni. È il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra i suoi saggi divulgativi, I guardiani della vita (Dalai, 2011), Immunità e vaccini (Mondadori, 2016), Non aver paura di sognare. Decalogo per aspiranti scienziati (La Nave di Teseo, 2016), Bersaglio mobile (Mondadori, 2018), I vaccini fanno bene (La Nave di Teseo, 2020), Il fuoco interiore (Mondadori, 2020).

Il sonno è caratterizzato dalla perdita dello stato di coscienza per il venir meno di un appropriato dialogo fra le varie regioni della corteccia cerebrale mentre si intensifica l’eliminazione delle scorie del metabolismo proteico responsabili di malattie neurodegenerative. Senza sonno vi è la morte per il crollo delle difese immunitarie. In assenza di messaggi che provengono dal mondo esterno, il cervello mantiene una determinata comunicazione al suo interno mettendo insieme in maniera frammentata memorie recenti e lontane. Da qui emergono contenuti che si manifestano come sogni, un’attività mentale da mettere sullo stesso piano di quella della veglia, ma in un mondo illogico e stravagante. Da questa riflessione prende avvio l’incontro Sonno e sogni con il neuroscienziato Piergiorgio Strata, al Festival della Mente sabato 5 settembre alle ore 10 in Piazza Matteotti.

Piergiorgio Strata è un neuroscienziato e accademico italiano. Ha svolto attività scientifica presso l’Università di Pisa e in quella di Torino, dove attualmente è professore emerito. Vincitore di numerosi premi, ha lavorato come ricercatore con il premio Nobel John Eccles a Canberra e a Chicago ed è stato professore associato onorario di Neurologia alla Northwestern University di Chicago dal 1967 al 1972. Ha ricoperto il ruolo di presidente dell’Istituto Nazionale di Neuroscienze e di direttore scientifico dell’European Brain Research Institute “Rita Levi Montalcini”. È autore di La strana coppia. Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze (2014) e di Dormire forse sognare (2017), entrambi usciti per Carocci.

Cosa sono i sogni? Quali sono le loro origini? A cosa servono? Sono incidenti dell’evoluzione oppure hanno ragioni profonde? Sidarta Ribeiro, nel suo intervento video L’oracolo della notte disponibile sul sito e sui canali social del Festival della Mente da domenica 6 settembre, si rivolge a uno dei grandi rompicapi dell’umanità e ci guida nella contemplazione della nostra vita interiore, lungo un cammino di secoli e millenni. Illuminare a fondo le funzioni e le ragioni dei sogni significa compiere un lungo viaggio che parte dalla biologia molecolare, dalla neurofisiologia e dalla medicina e arriva alla psicologia, all’antropologia e alla letteratura. Questa è un’avventura nella storia della mente umana per ritrovare un’arte che il mondo contemporaneo rischia di dimenticare: la nostra capacità primigenia di sognare e di narrare.

Sidarta Ribeiro è un neuroscienziato e biologo, famoso per i suoi studi sul sonno, la memoria e i sogni. Suoi ambiti di ricerca sono anche i meccanismi di plasticità sinaptica, la comunicazione vocale tra gli animali, la psichiatria computazionale e le applicazioni educative della neuroscienza. È fondatore e direttore del Brain Institute all’Università Federale del Rio Grande do Norte in Brasile. Ha scritto più di 70 articoli scientifici usciti su riviste internazionali e alcuni libri scientifici. Per Feltrinelli ha pubblicato L’oracolo della notte. Storia e scienza del sogno (2020).

Lo scheletro di una donna uccisa dalla criminalità organizzata perché voleva cambiare vita, le schiere di morti non identificati e dimenticati, le vittime di violenza sessuale, i resti di personaggi storici che rivelano il passato. Il sogno di Cristina Cattaneo, medico legale, è quello di svelare i tanti misteri che si nascondono dietro alla realtà, di restituire un’identità alle vittime e di raccontare le storie di passione e di tenacia dei medici, biologi, archeologi e naturalisti che hanno contribuito ad aiutare la giustizia, a tutelare i diritti umani e a narrare di popolazioni antiche. Ne parlerà, con la giornalista Alessandra Tedesco, durante l’incontro Sogni, corpi e delitti al Festival della Mente domenica 6 alle 18 in piazza D’armi Fortezza Firmafede.

Cristina Cattaneo, medico e antropologo, è professore ordinario di Medicina legale all’Università degli Studi di Milano e direttore del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense, presso la stessa Università. Per Raffaello Cortina ha pubblicato Crimini e farfalle (con M. Maldarella, 2006), Naufraghi senza volto (2018), vincitore del premio Galileo 2019, e Corpi, scheletri e delitti (2019).

Predire il futuro è il nostro sogno sin dall’alba dei tempi. Nelle scienze naturali abbiamo inanellato una lunga storia di successi, ma cosa accadrebbe se questo sogno si avverasse non solo per fenomeni meteorologici, ma per tutta la nostra vita? Le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti che eseguiamo con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra i nostri spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti cinematografici e musicali, fino a conoscere che cosa abbiamo intenzione di votare alle prossime elezioni. Non è più utopico utilizzare questi dati per scrutare il futuro di fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. Ma gli algoritmi non devono diventare oracoli indiscussi, altrimenti il sogno si trasforma in un incubo. Alessandro Vespignani esplorerà il tema durante il video intervento Algoritmi e oracoli, disponibile sul sito e sui canali social del Festival della Mente a partire da domenica 6.

Alessandro Vespignani è professore di Fisica e informatica alla Northeastern University di Boston, dove dirige anche il Network Science Institute. È fellow dell’Institute for Quantitative Social Science alla Harvard University e membro dell’Academia Europaea e del comitato scientifico della Fondazione ISI di Torino. Negli ultimi anni il suo lavoro scientifico si è concentrato sulle reti complesse e l’attività di ricerca e sviluppo di metodi computazionali per la predizione della diffusione delle epidemie e dei fenomeni di contagio sociale. Ha pubblicato monografie e articoli per i maggiori editori e riviste scientifiche internazionali. In italiano ha pubblicato L’algoritmo e l’oracolo (il Saggiatore, 2019).

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