Flash mob scientifico: misura la luminosità notturna del cielo dal balcone di casa

Il Museo civico di Storia naturale di Ferrara aderisce al flash mob scientifico lanciato dal Cnr-Centro nazionale delle ricerche e invita tutti gli appassionati a partecipare e a dare il proprio contributo all’esperimento scientifico collettivo. Il progetto consiste nella rilevazione della luce nel cielo notturno. Per farlo bisogna scaricare sul proprio cellulare una app che misura la luminosità (per Android c’è “Lux Light Meter Free“, per iOS l”Lux Light Meter Pro“, entrambe gratuite) e poi registrare le condizioni di inquinamento luminoso celeste affacciandosi alla propria finestra o posizionandosi sul proprio balcone di casa nelle serate di lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 marzo alle 21. La Luna si troverà infatti al culmine dell’oscurità nella serata di Novilunio di martedì 24 marzo, durante la quale il suo emisfero visibile risulterà completamente in ombra. La rilevazione può essere fatta in tutte e tre le serate, che comunque offrono una situazione ottimale. il risultato della misurazione dovrà essere inviato alla fine di tutte le misurazioni in un’unica volta, utilizzando un apposito modulo che verrà messo a disposizione online nel pomeriggio di lunedì 23 marzo alla pagina web consultabile

all’indirizzo https://sites.google.com/view/scienzasulbalcone/home-page.

Alcune sere fa, molti cittadini si sono dati appuntamento in tutta Italia per rivolgere verso il cielo lo schermo dei propri smartphone, nella convinzione che le luci si potessero vedere dal cielo e potessero essere avvistate dai satelliti.
In realtà, la luce degli smartphone non può essere rilevata dai satelliti, ma il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha preso spunto dall’evento per organizzare un grande esperimento scientifico collettivo teso alla misurazione della luminosità del cielo notturno nel nostro paese.

Il ricercatore Alessandro Farini del Cnr-Ino e l’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri si sono chiesti: perché non dare nuovamente appuntamento a tutti gli italiani alla finestra o sul balcone di casa per misurare con lo smartphone la luce presente nel cielo notturno?

Si tratta di un esperimento di scienza partecipata, un flash mob scientifico a cui tutta la popolazione può dare il proprio contributo direttamente da casa, aiutando così i ricercatori a mappare la situazione dell’inquinamento luminoso lungo tutta la penisola italiana e le isole.

Per partecipare, occorre scaricare sui propri cellulari un’app dagli store Android o iOS: per Android, bisogna scaricare la app “Lux Light Meter Free“, per iOS la app si chiama invece “Lux Light Meter Pro“, entrambe sono ovviamente gratuite.

Le app trasformeranno i cellulari in misuratori di luminosità, grazie ai sensori di luce già presenti nei telefoni.

Alle ore 21, gli smarphone con la app aperta e posizionata sulla voce “LUX” dovranno essere appoggiati su una superficie orizzontale con lo schermo rivolto verso il cielo: quando il valore indicato dal telefono si sarà stabilizzato, bisognerà prenderne nota.

La rilevazione può essere fatta in tutte e tre le serate, sempre alla stessa ora, o anche soltanto in una o due serate. In ogni caso, il risultato della misurazione dovrà essere inviato alla fine di tutte le misurazioni in un’unica volta, utilizzando un apposito modulo online che verrà messo a disposizione nel pomeriggio di lunedì 23 marzo.

I ricercatori spiegano: Perché partecipare?

Perché mappare l’inquinamento luminoso è importante ma non è facile. Servono moltissime misure e molto tempo. Ma con l’aiuto di tutti è possibile raggiungere un risultato valido e scientificamente interessante.
Perché proprio in questi tre giorni, e non i giorni precedenti o seguenti?

Perché il 24 marzo è giornata di Luna Nuova. La Luna non sarà quindi visibile nel cielo, e non influirà sulla luminosità diffusa nel cielo. Il giorno precedente e quello seguente la porzione di Luna visibile sarà trascurabile. Le misure in giorni differenti da questi tre risulterebbero falsate da una maggiore presenza della luce lunare.

Perché proprio alle 21?

Perché alle 21 il cielo sarà buio in tutta Italia. Se però te ne ricordi alle 21.30 o alle 22 o più tardi puoi comunque effettuare la misura. L’importante è non effettuarla prima, perché potresti avere ancora la luce del crepuscolo a falsare la misura.

Perché prendere la stessa misurazione per tre giorni invece che uno o due?
Per avere un po’ più di statistica, intanto, facendo una media di più misurazioni. Ma anche per poter individuare eventuali dati “sballati”, dovuti ad un errore di misurazione, dell’applicazione o anche banalmente alla forte presenza di nubi durante una delle serate. Una fitta coltre di nubi, infatti, aumenterebbe la luminosità diffusa.

Perché non compilare il form di sera in sera, ma farlo una volta sola con tutte e tre le misure?

Perché il form è completamente anonimo. Se quindi una delle tre misurazioni (o addirittura tutte e tre) fossero falsate da uno dei motivi descritti sopra e venissero inviate separatamente, non potremmo mai collegarle al set di misure fatte da una stessa persona e quindi individuare le problematiche. Se invece abbiamo tre misurazioni nello stesso form, possiamo individuare un eventuale dato fortemente differente dagli altri due.

#scienzasulbalcone è un progetto a cura di:
Silvia Mattoni, Luca Balletti, Cecilia Tria e team social Unità
Comunicazione e Relazioni con il Pubblico
Alessandro Farini e Elisabetta Baldanzi, CNR-INO
Luca Perri, astrofisico e divulgatore scientifico. Con il supporto di: Roberto Natalini e Mara Di Berardo, CNR-IAC. In collaborazione con:
CieloBuio, Coordinamento per la protezione del cielo notturno
Grafica a cura di Daniela Gaggero (Unità Comunicazione e Relazioni con il Pubblico)

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

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