“Interminati spazi”: mostra fotografica sui paesaggi della Bassa

Una mostra fotografica dedicata ai paesaggi “defilati” della Bassa ferrarese quella intitolata “Interminati spazi di là da quella. Oltre le mura della città”. Trenta fotografie in bianco e nero realizzate da Enrico Baglioni che saranno esposte a Casa Ariosto (via Ariosto 67, Ferrara). La mostra, a cura di Paola Roncarati per il Garden Club Ferrara, rientra nel filone di recupero dei luoghi cari a Bacchelli e legati al suo romanzo “Il Mulino del Po”. Inaugurazione venerdì 8 novembre alle 16.30. L’esposizione rimarrà visitabile fino al 20 dicembre 2019 negli orari di apertura del museo, dal martedì alla domenica ore 10-12.30 e 16-18. Ingresso libero.
Per info: Casa Ariosto, tel. 0532 244949.

Oggi s’impone un altro modo di fare ‘paesaggio’ in pianura: la mostra è mossa da questa suggestione. L’estetica dello sguardo su un territorio fluviale e agricolo, fotografato in banco e nero dall’artista, è adattata a un nuovo rapporto tra mappa dei luoghi – cura e racconto – eutopia; che sembra essenziale in epoca di sconvolgimenti climatici e sociali. La mostra è in linea con il tema portante che nel 2019 ha perseguito il Garden Club: il recupero di luoghi cari a Bacchelli, riscoprendo le parole del romanzo Il mulino del Po e, con esse, l’antica civiltà fluviale, le radici che il mondo globalizzato rende ormai non riconoscibili, facendo rischiare la conseguente perdita di ‘nomi e cognomi’ (Giorgio Bassani). L’assegnazione del Premio Nazionale del Paesaggio 2019 (istituito dal MIBAC) al Consorzio Uomini di Massenzatica, ovvero ad un territorio agricolo ben condotto e tutelato, muove in direzione del recupero e della rigenerazione di ‘luoghi’; ‘luoghi’ non necessariamente d’eccellenza estetica.

L’esibizione nella mostra – curata da Paola Roncarati – di 30 fotografie in bianco e nero vuol essere un appello a superare la logica della com/prensione, intesa come ‘includere conquistando’ (presupposto di ogni malinteso ‘esteticamente fruibile’ del turismo di massa), per favorire un nuovo modo di ‘connivenza’ con la natura da rispettare e proteggere insieme al senso dell’abitare; nella previsione di un incerto futuro per generazioni senza memorie.
Una sezione fotografica richiama scritti ambientali di Giorgio Bassani, tratti da “Italia da salvare”, raccolta recentemente riedita: le fotografie di Enrico Baglioni erano amate dallo scrittore che ne utilizzò immagini di ‘luoghi ferraresi’ per sue pubblicazioni.

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

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