Bentornato Presidente!

Ogni tanto tornano. E stavolta per fortuna. Il nuovo film con Claudio Bisio protagonista, l’ho trovato di certo migliore del precedente “Benvenuto Presidente”. Molto veritiero, ispirato alla nuova politica del dialogo tra le parti, del compromesso (la politica non è questo?) ma che spesso compromesso non è, assomigliando un po’ allo scontro titanico, alla voglia di fare a botte fino a quando non è ora della merenda per la quale tutti si diventa buoni, per tornare a quasi azzuffarsi, o forse no, di certo influenzati dai sondaggi, le app, il parere espresso, nel senso di rapido più di un caffè (e talvolta ahimè -ahimè davvero dato che sono un’amante dei viaggi in treno- dei treni espressi che ho scoperto esistono ancora), la “bolla”. Insomma, davvero un lunghissimo periodo che non dovrebbe nemmeno avere la punteggiatura, in modo da sembrare sul serio un racconto tutto d’un fiato, ma anche clamorosamente svelto: il tempo passa in fretta e i problemi (così sembra alla maggior parte degli italiani, che per questo dimenticano anche di usare il telefonino) sembrano non risolversi mai. Dunque? Dunque serve un Presidente del Consiglio super partes, per tutti (nel film) abbastanza tonto da non fare ombra (l’ombra in politica, si sa, è peggio di un cazzotto in faccia), ma abbastanza capace per mettere d’accordo tutti (ergo i due “premier” che si sentono sempre in pectore). Bisio ha dichiarato in un’intervista che il film è stato ispirato dalla realtà italiana di qualche tempo fa, quando si doveva scegliere e decidere il nome del capo del Governo e poi è uscito dal cappello a cilindro il bravo Conte. Nel film “Bentornato Presidente!” nelle sale dallo scorso 28 marzo con già ottimi risultati al botteghino (terzo in classifica con un indice di gradimento superiore al 70 per cento), si vedono “caricature” divertenti, bonarie e azzeccate di Di Maio, Salvini, Renzi, Mattarella, tra gli altri. Il film fila via liscio e divertente, meno scontato del precedente, ma sempre in grado di fare ridere e sorridere, non soltanto quando evidentemente fa il verso ai politici, come da antica usanza che ha originato la satira, ma anche quando il presidente del Consiglio trovato nella pellicola, l’ex Presidente della Repubblica Giuseppe Garibaldi, trova l’unica, vera, geniale soluzione ai problemi dell’Italia. Bisogna pagare le tasse. Bellissimo quando si vedono i risultati di ciò che comporta l’evasione o il mancato versamento dei tributi, e forse solo un film può fare veramente riflettere su questo. Così come le parole di Bisio/Garibaldi che non fanno altro che ripetere la realtà che conosciamo molto bene: solo quando lo vogliono gli Italiani lavorano insieme e sono bravi, bravissimi, sorprendenti a trovare una soluzione ai loro mali. Non reggono i sondaggi, la “bolla”, le fake news: gli Italiani devono volere smettere di girare intorno ai problemi e darsi davvero da fare. Con l’estro e la genialità che ci sono propri. Non servono i confronti con l’estero, prendere esempio dagli altri. Quando il Paese Italia si ricorda di essere Paese, sbaraglia tutti. Questo il messaggio: giusto, condivisibile e per questo anche risibile (tanto ridiamo di noi stessi); per questo le “caricature” dei politici ricalcano i vari tipi di italiano che cerca di scaricare la colpa su qualcun altro, che elegge qualcun altro con il quale prendersela, ma che alla fine si deve rendere conto che è sempre lui/lei a doverci mettere motivazione, lavoro, il classico tirare su le maniche e smetterla di lamentarsi. Il film prende in giro anche la mitica, oscura “rete” e ancora quasi ciascuno di noi alle prese con i vari whatsapp o social. Deride e riflette su chi vuole (nella sceneggiatura) risolvere il problema del leader di un movimento politico creandone ben 54, così tutti e 54 i proponenti un’idea saranno premier. Insomma, una risata unica sull’Italia di tutti i giorni e davvero ce n’era bisogno. Soprattutto quando la lezione la dà una bambina di otto anni che si chiama Guevara, la figlia di Giuseppe Garibaldi e Janis.

Per la regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, accanto a Claudio Bisio troviamo la brava Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi.

Nelle sale cinematografiche.

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

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