Write for Rights 2018

Da ormai sedici anni, Amnesty International Italia, insieme a numerose altre sezioni dell’organizzazione nel mondo, si mobilita per far sentire la voce di prigionieri di coscienza, difensori dei diritti umani, vittime di sparizione forzata, condannati a morte e persone che hanno subìto e ancora subiscono processi iniqui, torture, sgomberi forzati o in favore di chi non ha accesso ai diritti fondamentali.
Ogni anno, gli attivisti, le scuole amiche dei diritti umani e i sostenitori di Amnesty International in tutto il mondo scrivono milioni di lettere, o raccolgono milioni di firme, per coloro i cui diritti umani vengono minacciati. Fino al 21 dicembre 2018 si potrà partecipare, insieme a milioni di persone di oltre 80 paesi nel mondo, alla maratona globale di raccolta firme e invio di appelli in favore di donne che si battono (o si sono battute) per i diritti umani.
In ogni parte del mondo, le donne che difendono i diritti umani affrontano abusi, minacce, intimidazioni e violenza senza precedenti. Quando le donne denunciano e reclamano i loro diritti o i diritti di altri gruppi e minoranze corrono dei seri pericoli perché sfidano i pregiudizi culturali e sociali e rappresentano una minaccia per i poteri forti. Le donne che difendono i diritti umani sono prese di mira dai membri delle comunità, dalle organizzazioni politiche o da gruppi religiosi e talvolta dai governi stessi, perché sostengono posizioni diverse. Nonostante i rischi che sono costrette ad affrontare, le donne si rifiutano di rimanere in silenzio e continuano a essere in prima linea nella battaglia per i diritti umani.
Quest’anno le attivazioni della “Write for Rights” riguardano:
Atena Daemi, condannata a 7 anni di carcere in Iran, per essersi opposta alla pena di morte nel suo Paese;
Nawal Benaissa, una tra le voci principali del movimento popolare hirak in Marocco, minacciata per la sua campagna online in favore del cambiamento;
Nonhle Mbuthuma, che in Sudafrica si oppone allo sfruttamento della sua terra da parte di un’azienda estrattiva;
Valquiria, separata alla frontiera con gli Stati Uniti da suo figlio Abel senza alcun motivo.
Inoltre continueremo a chiedere al governo del Brasile “chi ha ucciso Marielle Franco?”, impegnata da sempre nella difesa dei più deboli nelle favelas di Rio de Janeiro e a quello di Malta giustizia per la giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa per aver denunciato la corruzione delle più alte cariche di governo nel suo Paese.
Anche i più piccoli potranno partecipare alla “Write for rights”, scrivendo messaggi di solidarietà e inviando disegni per Gulzar Duishenova, una giovane donna Kirghisa che si batte per i diritti delle persone con disabilità.
Nell’ambito di questa iniziativa, Amnesty International Italia ospiterà due speaking tour, il primo dal 1° al 7 dicembre vedrà la partecipazione di Ahmed Abdallah, esponente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, che fornisce consulenza legale alla famiglia di Giulio Regeni e il secondo, dal 10 al 19 dicembre, ospiterà Shackelia Jackson e Sandra Linton che, in Giamaica, conducono campagne per la verità e la giustizia in favore di vittime di violazioni da parte delle forze di polizia.
É possibile partecipare alla campagna di raccolta firme “Write for Rights 2018” su amnesty.it

Amnesty International Italia

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