Passeggiata per santuari 2

La cattedrale è la chiesa principale di Bari, in pieno centro della città vecchia e sede dell’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, a poche centinaia di metri dalla basilica di San Nicola. La cattedrale sorge sul luogo di un antico duomo bizantino distrutto nel 1156 dal re di Sicilia Guglielmo I il Malo, che rase al suolo la città risparmiando solo la basilica di San Nicola. Sotto gli Svevi, nel 1171, il vescovo Rainaldo fece costruire, sulle rovine del duomo, la cattedrale attuale, consacrata a Santa Maria Assunta il 4 ottobre 1292. Il nome abituale con il quale viene chiamata la chiesa è Duomo di San Sabino. All’interno è stato riportato l’aspetto romanico originario dopo un imponente restauro degli anni Sessanta.

La navata è retta da colonne bizantine; il ciborio sopra l’altare maggiore è del 1233, opera di Alfano da Termoli. Il fonte battesimale è in pietra antica. Nella cattedrale viene venerata l’icona bizantina della Madonna Odegitria (dal greco “la madre che indica la via della salvezza”), sull’altare maggiore della cripta dove venne incoronata il 26 febbraio 1984 da papa Giovanni Paolo II; nella cripta sono conservate anche le reliquie di san Sabino, vescovo di Canosa, traslate nel 950 a Bari.

Sotto la navata centrale si trova il sito archeologico sistemato nel 2009: si tratta di un’antica chiesa paleocristiana del V secolo, con il cosiddetto mosaico di Timoteo del V-Vi secolo. Vicino si può visitare il Museo della Cattedrale.

La Madonna è venerata anche a Pompei, nel santuario della Beata Vergine del Rosario, l’immagine della quale viene supplicata due volte l’anno sul sagrato della chiesa per dare la possibilità a tutti i fedeli arrivati da tutta la Campania di assistere alla preghiera. La prima pietra della chiesa venne messa l’8 maggio del 1887 grazie a Bortolo Longo che sentì, ad un certo punto della propria vita, una voce dirgli: “Se vuoi la salvezza propaga il Rosario. Chi lo fa si salva”. Il primo miracolo avvenne nel 1876, quando una bambina di dodici anni di Napoli guarisce dall’epilessia; poi la costruzione del santuario, al quale guardano fedeli di tutto il mondo, e di molte opere di carità che vi gravitano attorno.

Secondo la tradizione, poi, la casa della Vergine è in Italia. Infatti, nel maggio 1291, per salvarla dalla conquista dei turchi, gli angeli trasportano la casa di Maria da Nazareth a Tersatto, in Croazia. Da lì, prese il volo il 9 dicembre 1296 per arrivare vicino a Recanati, su un colle ricco di alloro e per questo chiamato Loreto. Recenti studi confermano che i mattoni delle pareti della casa e la malta che li tiene uniti, provengono dalla zona di Nazareth e gli storici ritengono che l’edificio potrebbe essere stato davvero la casa di Maria, forse smontata e trasportata via nave per sottrarla all’arrivo dei turchi in Terrasanta.

È per questo che la festa della Vergine lauretana è anticipata dalla cosiddetta “Venuta” che si celebra nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, per una tradizione molto antica che si fa risalire al 1617, quando il cappuccino Tommaso da Ancona promosse l’accensione di falò in tutte le campagne delle Marche e limitrofi per salutare l’arrivo della Santa Casa, tradizione che permane tuttora.

La basilica-santuario pensata per custodire la Santa Casa è iniziata nel ‘400 in stile gotico per finire in stile cinquecentesco con una facciata rinascimentale: contiene al suo interno, sotto la cupola costruita tra il 1499 e il 1500 da Giuliano da Maiano e Giuliano da Sangallo (al tempo la seconda cupola più grande del mondo dopo quella di Brunelleschi del duomo di Firenze), un secondo santuario cuore della devozione lauretana, la Santa Casa di Maria trasportata da Nazareth; essa è rivestita da un involucro architettonico di marmo progettato da Donato Bramante nel 1509 per volere di papa Giulio II e realizzato da Andrea Sansovino. Le pareti originarie della casa misurano 9 metri per 4; sull’altare c’è la statua della Vergine di Loreto con in braccio Gesù Bambino che sostituisce l’originale del XIV secolo distrutta da un incendio; è stata scolpita in legno del Libano proveniente dai giardini vaticani e donato da papa Pio XI. È la patrona dei viaggiatori in aereo, come venne proclamata da Benedetto XV il 24 marzo 1920, e la principale patrona delle Marche.

(continua)

Alessia Biasiolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.