Museo della Grande Guerra di Canove. Una visita da non perdere

Canove è una delle sei frazioni di Roana, una cittadina tra i boschi di conifere dell’Altopiano di Asiago. Ospita, presso la sede dell’ex stazione ferroviaria, un museo dedicato alla prima guerra mondiale che è un vero gioiello per organizzazione e modalità espositiva e per la preziosità dei reperti che ospita. Voluto nel 1972 da alcuni abitanti del posto che volevano diffondere la storia della prima guerra mondiale combattuta sull’Altopiano di Asiago, è un museo di ottimo pregio, che raccoglie una gran quantità di reperti molto belli, sia che si tratti di oggetti che di armi che di fotografie e carte topografiche: il museo è una visita da non perdere non soltanto per ricordare il centenario della Grande Guerra, ma per avere una visione chiara del conflitto non soltanto dal punto di vista italiano.

Il confine con l’Austria era molto vicino, infatti, e molti dei reperti esposti nelle teche provengono da ciò che è stato trovato in quota, che è stato donato dalle famiglie e dalla gente che ha sopportato il peso immane di una vera e propria tragedia. Il Ministero della Difesa ha poi donato due cannoni, vari fucili ed armi. Le fotografie sono originali, accanto a mappe, pagine di quotidiani dell’epoca e una vasta serie di riproduzioni delle tavole dell’artista Beltrame, edite da “Domenica del Corriere” in occasione del cinquantenario dall’ingresso in guerra dell’Italia.

Interessanti i ramponi da ghiaccio, le some e i basti dei muli, le racchette da neve per gli animali, sci e chiodi da alpinismo, un proiettile da 420 mm, il più grande calibro austro-ungarico usato in questa zona, alto 160 centimetri e contenente 70 chili di esplosivo. Ci sono le pompe per l’acqua potabile in trincea, fornelli, completi per cucina da campo, autopompe dei vigili del fuoco, materiali da medicazione sul campo, slitte anche con le coperte di pelliccia, divise, effetti personali come piastrine di riconoscimento, medagliette votive, lettere, pipe, monete, cartoline. Non mancano molte armi, elmetti di vario tipo e di varie appartenenze militari, circa duemila fotografie che permettono di capire l’organizzazione sul campo, la volontà aggressiva dei nostri nemici e la difficoltà di difesa, pur tuttavia eroica e riuscita da parte italiana.

Un museo altamente didattico, adatto ad essere visitato dagli studenti, ma visto con attenzione anche da molti turisti, italiani e stranieri, e da molti bambini, coadiuvati nella comprensione dai genitori.

Davvero un museo utile, ben fatto, con pezzi difficilmente trovabili altrove, ma organizzato come testimonianza viva, che parla attraverso oggetti veri, realmente usati dai protagonisti di quella che è diventata l’Europa unita.

 

Alessia Biasiolo

 

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