Il romanzo de lemienotizie.com. La quarta pagina

Ecco la quarta pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. In questo caso la pagina è completa. Segui nei prossimi giorni la continuazione.

Quarta pagina.

Era sempre stato un fanatico nazista. Forse un perché non avrebbe saputo trovarlo e trovarlo perché, poi. Bastava avere qualcosa in cui credere che lo facesse sentire bene dentro. E nel suo dentro l’idea di essere nazista ci stava bene. Piano piano aveva tagliato i capelli, aveva trovato da mettere mimetiche o completi neri, aveva preso anche un certo modo di fare marziale, meno sciallo di quanto non fosse abituato, con la bottiglia di birra in mano il sabato sera a cazzeggiare da qualche parte senza alcun ideale. Ecco, adesso beveva la stessa birra, sempre dalla bottiglietta, ma l’ideale l’aveva. Aveva conosciuto un sacco di gente come lui, ma anche qualcuno di più tosto: qualcuno che gli aveva detto che doveva leggere, informarsi e formarsi su tutte le fantastiche idee naziste che potevano andare bene anche adesso, oggi. E questo non gli piaceva. Leggere, studiare… Aveva lasciato perdere presto, perché stare seduto tra i banchi e rispettare le regole non era davvero il suo forte. Ma il nazismo era tutta un’altra cosa. Lì le regole ci sono e le rispetti. E soprattutto le fai rispettare agli altri. Adesso c’era il problema di leggere il libro del Capo, un libro grosso, ci avrebbe messo un po’. Ma come dire agli altri che non era capace di leggere bene un libro così importante per la causa? Solo che ogni volta che stava in camera sua, nel caos totale che non aveva niente di simile alle camerate ordinate di un soldato ordinato del nuovo ordine neonazista, non riusciva a concentrarsi per leggere. Si sdraiava sul letto e sentiva il cane abbaiare. Metteva la cuffie con la musica, e sentiva il cane abbaiare. Si spostava sul divano con la tele accesa e sentiva il cane abbaiare. Comunque lui si proponesse di mettersi ad imparare il vangelo nazi, sentiva il cane abbaiare. Porte e finestre aperte o chiuse che fossero, il cane si sentiva abbaiare lo stesso. Sempre. Doveva esserci una soluzione. Doveva eliminarlo. Doveva eliminare tutti i cani che gli impedivano di concentrarsi a leggere il libro fondamentale per la sua formazione personale. Come fare? Probabilmente non si poteva sparare ad un cane o fare qualcosa del genere per eliminarlo. Che poi non sapeva nemmeno dove fosse, si sentiva abbaiare, ma non proprio vicino a casa sua. Quindi avrebbe dovuto cercarlo e trovarlo per toglierlo di torno. Non sapeva bene da che parte cominciare, e trovare la soluzione nel libro non era possibile, perché non riusciva a leggerlo con tutto quel chiasso. Si vergognava anche a chiedere agli altri cosa pensassero, perché l’idea di porre come problema un cane che abbaiava, non gli sembrava molto macho, idoneo all’idea di se stesso che quel tipo di politica gli aiutava ad avere. Sembrava una soluzione senza fine. Ma forse la fine stava arrivando.

©Alessia Biasiolo per lemienotizie.com. Riproduzione vietata.

 

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