Il romanzo de lemienotizie.com. Pagina due

Ecco la seconda pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. Il finale di pagina può essere richiesto inviando una e-mail a: lemienotizie.com@libero.it

Riceverete la fine di ogni pagina gratuitamente comodamente nella vostra posta elettronica.

Seconda pagina.

Penelope era già un nome che faceva alzare l’arcata sopraccigliare a chiunque lo sentisse, ma pensare bene di comperarsi un cane, maschio, e di chiamarlo Ulisse non era stata una cosa eccentrica soltanto, era stata demenziale. Tutti la deridevano. Del resto, volta più, volta meno, era sempre stata beffata, sin da quando era bambina. Ed ora che aveva compiuto cinquantanove anni non era certo quella che si curava di ascoltate le critiche e i commenti. Per cui, ciccia. Continuava imperterrita con le sue stranezze, in barba al resto del mondo. Aveva voluto comperare al suo cane gli occhiali da sole specchiati? E glieli aveva comperati. Aveva voluto comperarsi un guinzaglietto da mettersi al collo al posto delle catenine del rosario così di moda? E se l’era messo. Aveva la spilla a forma di osso puntata sul bavero del cappotto? L’aveva. E allora? Il suo lavoro lo svolgeva bene, in quel buco di posto di medico condotto, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14: prendeva appuntamenti, puliva, rassettava, annaffiava i fiori, lustrava i vetri anche se non sarebbe stato il suo lavoro, a patto che il dottore la pagasse un po’ di più e non le mettesse tra i piedi una donna delle pulizie; sistemava le ricette nelle buste per i pazienti che passavano a ritirarle; imbucava quelle che erano da imbucare, insomma, un’impiegata modello, da più di vent’anni, quindi lei per le sue cose faceva come voleva. E aveva stabilito che il suo cane non doveva più mangiare carne. Aveva studiato una dieta vegetariana tendente al veganesimo, con soltanto qualche inserimento di pietanze come pesce azzurro, uovo sodo, uno yoghurt al mese, qualche cucchiaino di miele e un pezzetto di prosciutto cotto, e il suo cane era rifiorito. Non sembrava nemmeno che avesse i suoi sedici anni. La gente che lo sapeva commentava, ma a lei non importava niente. Il suo cane faceva quello che diceva lei per l’esterno, mentre di comune accordo avevano stilato la dieta, con Ulisse che diceva sì o no a seconda delle proposte […]

Alessia Biasiolo

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