Un romanzo per lemienotizie.com – Il nuovo libro di Alessia Biasiolo

Da oggi, lemienotizie.com pubblicherà un nuovo romanzo a puntate, una pagina alla volta. Di ogni pagina sul sito non verrà pubblicato il finale che potrà essere richiesto inviando una e-mail a: lemienotizie.com@libero.it

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Buona lettura. Alessia Biasiolo

Prima pagina.

Gerardo intuì. Preso da una frenesia così tranquilla che a vederlo dal di fuori nessuno avrebbe mai detto che aveva il cuore in gola, e tutto tagliuzzato a pezzettini, cominciò a preparare i bagagli. Ad iniziare da quelli del suo amato. Doveva fuggire. Scappare lontano. E con lui. Subito. Immediatamente. E il più in fretta possibile. Non si curava di cosa avrebbero pensato al lavoro, lui e il suo lavoro fisso, assunzione a tempo indeterminato e buone possibilità di continuare la carriera. Nulla poteva distoglierlo dal solo pensiero che aveva in mente, ora. Scappare. Doveva ricordarsi di prendere tutto quanto gli aveva regalato in quei tre anni idilliaci, durante i quali aveva sperimentato il sapore vero dell’amicizia prima e dell’amore poi. Tutti i regali, dal più utile e forse futile al più prezioso, quello che con vanto gli osservava al collo ogni volta che uscivano insieme. Spiegare perché dovessero fuggire era superfluo per se stesso: il suo istinto poteva bastare, e spesso era anche d’avanzo. Non aveva mai fallito quando si era fidato dei suoi sensi e se anche il suo amore avesse preteso di fermarsi un attimo, pupille nelle pupille, per parlare, comunicandosi i più profondi segreti, avrebbe desistito, negato, non avrebbe voluto alcun confronto. Sarebbero partiti e basta.

Mentre infilava nel suo borsone da viaggio tutti i suoi vestiti piegati il più stretto possibile, rifletteva sulla meta. Se tanto mi dà tanto, pensava tra sé e sé, l’unica è andare in Svizzera. Lì nessuno avrebbe fatto domande e, forse, tutti avrebbero capito. Certo, cosa dire a Milena, la sua migliore amica? Cosa dire a sua madre? Beh, quella si sarebbe accontentata della solita telefonata, più o meno alla stessa ora, e le avrebbe giustificato la sua assenza al pranzo del martedì, la partita a scacchi del giovedì e la cena della domenica sera con i fatidici “impegni di lavoro”. Veri o presunti, mamma non aveva mai fatto domande. Non si era mai stupita, né di Anna, né di Berta e nemmeno del suo amore; le bastava avere suo figlio ogni tanto, lì presente, poi il resto si risolveva con una buona torta in più e qualche cibo speciale se il suo caro lo necessitava. Per il resto, a lui andava bene tutto. Anche quella madre che ogni tipa aveva definito ingombrante, a volte anche un po’ arrogante, specialmente quando cercavano, sostanzialmente tutte, negli anni, di mettere le gambe sotto il sedere quando avevano preso abbastanza confidenza andando da lei con lui, da pensare di poter utilizzare il prezioso divano in pelle fatto su misura dal tappezziere di famiglia senza che la padrona di casa, da sottolineare la padrona di casa, si permettesse di rimproverarle. Tutte le tipe, tranne il suo amore: educato, civile, rispettoso. Mamma non aveva avuto nulla da obiettare su di lui, pertanto se avesse saputo […]

©Alessia Biasiolo per lemienotizie.com. Riproduzione vietata.

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