I due gentiluomini di Verona a Brescia

Continua la bella rassegna del CTB di Brescia con la commedia “Una bestia sulla luna”, in scena al Teatro Santa Chiara cittadino, ma pubblichiamo nuovamente l’articolo su “I due gentiluomini di Verona” che non risulta sul sito per problemi tecnici.

La stagione del CTB, Centro Teatrale Bresciano, riapre con la messa in scena della commedia “I due gentiluomini di Verona”, opera giovanile di William Shakespeare assolutamente contemporanea e adatta al nostro tempo. La scelta del regista Giorgio Sangati è stata quella di studiare il Bardo e di attualizzarlo con giovanotti che sono ora come un tempo carichi di voglia di nuovo, di un pizzico di romanticismo, di “stupidera” come comunemente si chiama e di tanto di nuovo che li fa sembrare assolutamente uguali a quelli di un tempo.

Non sono dunque i telefoni cellulari e i pc che fanno la differenza. Gli adolescenti sono sempre alla ricerca di sé, di un punto di riferimento, di scoprire la vita, di trovare l’anima gemella. Andavano dietro alle donzelle con libri di poesie alla mano nella Verona un po’ provinciale, per trovarsi catapultati d’improvviso a Milano, alla corte del Duca, per volontà paterna di farne degli uomini. Verona dalle alte mura austere, pronte a difenderli e a proteggerli come le gonne della madre o i timori del padre di smarrirli, è tanto diversa dalla Milano dalle luci sfolgoranti, dove alla corte del Duca c’è la bella Silvia di cui non si può fare altro che innamorarsene. I principi inculcati dalla migliore educazione di corte e di credo, si piega ai voleri della carne e della politica e, allora, alla donna bella e fiera, colta e disinvoltamente disinibita si sacrificano l’amor cortese e l’amore fraterno per il migliore amico.

 

Lo scontro non può che essere nella vita, nella ricerca di un perché e di un motivo che faccia uscire dal circolo vizioso delle scelte altrui che, apparentemente, sono i propri sentori; scelte anche poggianti sul tradimento, sull’abbandono dei principi fondanti dell’essere uomo. Dunque ecco che sulla scena compaiono i giullari, quelle comparse che Shakespeare saprà rendere magistrali mano a mano che scriverà commedie e che ora rappresentano quanto di più convincente c’è in teatro a parte… il cane. Secondo Sangati il cane è la vera star, ma tanto la giudica da subito anche il pubblico, perché alla sua apparizione si alza un mormorio inconfondibile di approvazione. Il cane è assolutamente indifferente a quanto accade agli uomini, ai loro giri tortuosi di parole e di sentimenti. È indifferente alla povera Giulia, la fidanzata di uno dei due gentiluomini, Proteo, che raggiungerà a Milano l’amato sotto le mentite spoglie di un ragazzo, unico modo per poter viaggiare sola e poter controllare le gesta di lui. È indifferente agli stessi protagonisti, Proteo e Valentino, legati da profonda amicizia che sfiora il rapporto sentimentale e che sono pronti a uccidersi per Silvia. Il cane porta la vita in teatro anche dal punto di vista stretto del termine, dato che si comporta come se niente e nessuno lo toccasse minimamente: si gratta, si accuccia, osserva indifferente il pubblico e rimane altrettanto immobile durante lo scroscio di applausi a lui rivolti. Immobile come la scelta di fare restare uno dei protagonisti in scena durante l’intervallo, a significare anche con quella performance tanto semplice quanto complessa, che la vita non si ferma mentre tutti vanno a prendersi una pausa caffè.

 

(la compagnia, foto di Umberto Favretto)

La vita continua e prosegue il suo percorso di silenzi, di non detti, di parole e di grida, di sofferenza più o meno silente fino a quando non ci si rende conto di quanto si è perso senza l’amico migliore, senza l’amata, senza l’apporto di chi sembra inferiore o viene trattato come tale: Svelto, Lancillotto, i banditi a cui si lega Valentino. La commedia sperimentale del genio di Stratford-upon-Avon diventa un’ottima produzione del CTB con il Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazione, con un finale tutto meno che scontato. In scena ottimo il cast, anche se alcuni dialoghi avrebbero dovuto essere più snelli, lasciando il lirismo alle movenze. Ottimi i secondi ruoli, soprattutto per la capacità di ciascuno di impersonare un carattere, più che un ruolo.

Da vedere.

(foto di scena fornite dal CTB)

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

 

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