Il rapporto tra arte e psiche in un volume a cura di Graziano De Giorgio

È stato presentato venerdì scorso a Ferrara il libro curato da Graziano De Giorgio dal titolo ‘Arte e psicoanalisi: il respiro della creatività’.

Le parole, il discorso verbale possono esprimere tutto? O vi sono esperienze che le parole non riescono a veicolare, né a farci sentire? Il contatto con le realtà umane più profonde, ci dice la psicoanalisi, provoca eccitazione ed emozioni che vanno dal piacere al sollievo fino all’angoscia e al terrore. I sogni e le fantasie possono creare uno schermo che protegge dall’incontro ravvicinato con sentimenti troppo intensi e dal perturbante di freudiana memoria. La stessa funzione ce l’hanno le opere d’arte e le produzioni artistiche: dalle arti visive, al cinema, alla parola letteraria, alla musica. La creatività umana prende forma conoscibile e comunicabile nei sogni e nelle fantasie così come nelle rappresentazioni artistiche. Queste costituiscono il respiro della psiche, e permettono l’avvio di un lavoro di elaborazione e di trasformazione dei materiali psichici grezzi perché, come i sogni e le fantasie, sono portatrici di elementi inconsci universali. In virtù della loro struttura dinamica, le produzioni e rappresentazioni artistiche non solo danno voce a sentimenti ed emozioni ma costituiscono il mezzo attraverso cui un osservatore può riconoscere un movimento psichico originario. Sono quindi i linguaggi dell’arte, nelle varie forme espressive, a suggerirci sentieri nuovi per avvicinarci alla lingua segreta della psiche. Nel suo seminario parigino del 1978 Wilfred Bion comparava gli psicoanalisti all’artista ed invitava gli psicoanalisti a riflettere in quale tipo di impresa essi fossero coinvolti: “Che tipo di artista siete voi? Vasai, pittori, musicisti, scrittori? Nella mia esperienza, alcuni psicoanalisti non sanno che tipo di artista essi siano…Se essi non riescono a vedere loro stessi come artisti, essi stanno sbagliando lavoro.”

Contributi di Hugo Aisemberg, Cecilia Alvarez, Simona Argentieri, Stefano Bolognini, Giorgio Callea, Marta Capuano, Domenico Chianese, Giuseppe Civitarese, Philippe Daverio, Graziano De Giorgio, Paola Golinelli, Rita Manfredi Gervasini, Elisabetta Marchiori, Valeria Egidi Morpurgo, Fausto Petrella, Stefano Pozzoli, Cosimo Schinaia.

Graziano De Giorgio, psichiatra e psicoanalista, è Membro Ordinario della SPI e dell’IPA. Collabora con l’European Psychoanalytic Institute. È presidente dell’Associazione Culturale Tristitropici. Vive e lavora a Brescia. Tra i numerosi articoli scientifici di interesse psichiatrico e psicoanalitico: con F. Petrella e S. Vecchio (a cura di), Sogno o son desto? Senso della realtà e vita onirica nella psicoanalisi odierna (Angeli, 2011); con G. Civitarese (a cura di), Le parole e i sogni (Alpes, 2015).

 

Alessandro Zangara

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