L’amante alchimista

Interessante il romanzo di Isabella della Spina, edito da Piemme, dal titolo “L’amante alchimista”. La storia narrata, ambientata nel Cinquecento d’oro italiano, racconta con incedere elegante, tra molti flashback e alcune prolessi, la storia romanzata di un’Italia che si costruiva tra intrighi e giochi di corte, artisti celebri, rivalità pontificie e nobiliari per accaparrarsi il pittore o l’architetto più in voga, guerre, assassinii, vedovanze celeberrime, reggenze in bilico e, soprattutto, la dedizione ad un’arte che tanto veniva censurata quanto veniva tenuta in considerazione per cercare di capire se le proprie scelte, o non scelte, avrebbero portato ai benefici sperati. Ogni personaggio in vista o di qualche conto, infatti, interrogava gli arcani, i tarocchi, gli indovini, chiunque ci sapesse fare con la predizione del futuro. Tra momenti di pace e tanti conflitti, ecco che risalta la figura di un’esperta delle arti occulte, Margherida de’ Tolomei, figlia di quel Cornelio che l’aveva avviata all’arte del sapere per eccellenza. Amica di Isabella d’Este, al galoppo tra le corti di Ferrara e di Mantova, con amicizie alla corte degli Sforza e dei papi, Margherida si innamorerà di Pico della Mirandola e vivrà le congiure per l’assassinio di Lorenzo il Magnifico, dopo aver visto morire suo padre e il padre della sua migliore amica. Il racconto si snoda all’arrivo delle truppe lanzichenecche di Carlo V, con sullo sfondo quella riforma luterana di cui ricorre un importante anniversario quest’anno. Siamo, infatti, al Sacco di Roma del 1527 e, mentre è tenuta prigioniera a Castel Sant’Angelo dopo che l’amica Isabella l’ha di fatto venduta al “nemico” in cambio della berretta cardinalizia per il figlio, e del potere collegato per il suo casato, Margherida ricorda avvenimenti che sono in parte storici e in parte abilmente architettati, in una trama che avvince e non annoia mai, tra amori e dissapori, incendi, morti, distruzione e rinascita, da Isabella della Spina. Nome dietro al quale si celano due scrittrici, Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Margherida è depositaria di saperi antichi, imparati tra esperimenti e confronto con sapienti. È una donna, una di quelle che dovevano morire sul rogo come streghe, ma se potesse risolvere i problemi papali in quello scorcio del 1527, tramutando qualsiasi cosa in oro, verrebbe di certo perdonata per il suo voler essere autonoma, emancipata, capace di capire quello che nemmeno gli artefici del potere più studiato al tavolino delle congiure capivano. L’Italia che si stava stabilizzando, tra signorie potenti capaci di determinarsi come ago della bilancia in un Paese conteso per la sua posizione strategica, i suoi porti, le sue bellezze, la sua influenza nel Mediterraneo in cui ancora la presenza politica araba, e il timore delle nuove rotte atlantiche, doveva essere circoscritta con l’idea di nuove crociate che avevano l’unico scopo di cercare di limitare il potere di altri in Europa e non. Quell’Italia che sembrava sempre alla mercé altrui, ma che in fondo sapeva tenere in scacco l’imperatore, le terre di nuova scoperta, l’affanno dei poveri in quasi perenne carestia e la sete di potere di tutti; anche di un papato che non nascondeva i figli dei papi e i nipoti da sistemare al soglio cardinalizio. Conoscere le debolezze, vizi e virtù umani, era il compito dei regnanti e in molti casi fanno bella mostra di sé delle donne come Isabella d’Este o Caterina Sforza. Coloro che, a dispetto dell’idea maschile, spesso dei mariti, di tenerle soggiogate a ruolo subalterno dopo averle sposate per interessi di famiglia, si trovano a tramare per avere nuove terre, maggiore peso politico, più potere. Per farlo sfoderano le arti femminili della bellezza e della seduzione, ma tirano anche di spada, si fanno rispettare dimostrando la bassezza e la piccolezza dei propri consorti, oppure affiancandoli nel tessere tele di concreto amministrare. Insomma, un romanzo intrigante e capace di soddisfare molti tipi di amanti della lettura.

Isabella della Spina: “L’amante alchimista”, Piemme, Milano, pagg. 410; euro 18,50.

 

Alessia Biasiolo

 

 

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