Progetto “Accoglienza invernale” a Verona. I risultati

Nel periodo dal 1 dicembre 2016 al 31 marzo 2017 il Comune di Verona e la rete territoriale di associazioni ed enti che si prendono cura delle persone senza fissa dimora, hanno messo a disposizione 55 posti letto aggiuntivi ai 110 ordinariamente disponibili. L’accoglienza è stata suddivisa tra maschi e femmine ed è stata effettuata in 9 strutture diverse per numero di ospiti e per la loro tipologia e problematicità. Tutti gli accessi, rinnovi e dimissioni sono avvenute tramite lo Sportello Unico Accoglienza in concerto con l’Ufficio Accoglienza del Comune di Verona.

“Con soddisfazione posso dire che, grazie alla lunga esperienza dei nostri uffici e alla collaborazione delle organizzazioni del sociale a Verona, il progetto ‘Accoglienza invernale’ viene costantemente implementato – spiega l’assessore ai Servizi sociali Anna Leso – si tratta di un intervento umanitario e in quanto tale prevede criteri di accesso meno rigidi rispetto agli ordinari interventi di accoglienza. A Verona nessuno viene lasciato solo e gli interventi sociali, di per se tutti emergenziali, sono invece il più possibile pensati e programmati. Trattandosi di un intervento umanitario sono stati sospesi in questo periodo i criteri di accoglienza in vigore durante il resto dell’anno, mantenendo solo quello identificativo della persona. Le strutture sono state, per quanto possibile, differenziate negli invii, al fine di valorizzare le loro peculiarità.”

Tre sono state le novità importanti sperimentate nel corso del periodo invernale 2016/2017: l’accoglienza di persone convalescenti, l’apertura anche diurna nel periodo più freddo (dal 23 gennaio al 26 febbraio) e la disponibilità di alcune parrocchie per accogliere e seguire le persone aiutate. Casa Nostra ha raddoppiato i posti letto a disposizione, che sono passati dai 10 degli anni precedenti ai 15 di dicembre, divenuti 20 a partire da gennaio 2017. Si è anche resa disponibile all’accoglienza di una utenza più variegata e complessa (giovani, irregolari, con dipendenze) rispetto agli anni scorsi. Via Garbini Ronda della Carità anche quest’anno ha messo a disposizione 3 posti letto che sono stati riservati a persone convalescenti, di cui una inviata da Medici per la Pace e una dimessa direttamente dall’ospedale. Via Spagnolo, appartamento del Comune di Verona gestito dal Samaritano per l’emergenza freddo, ha iniziato l’accoglienza a fine dicembre e si è rivelato una esperienza positiva anche per il coinvolgimento della parrocchia con le visite del parroco e la presenza di volontari parrocchiali tra gli operatori della notte.

Protezione della Giovane ha messo a disposizione 2 posti in più rispetto agli anni precedenti – da 3 a 5 posti – e una accoglienza differenziata a seconda delle necessità (possibilità di residenzialità). Tutti i posti, residenziali e non, sono stati occupati da una utenza particolarmente vulnerabile per condizioni sanitarie (convalescenza post ricovero, gravidanze, patologie gravi) e sociali, che si rivelano ogni anno più numerose e complesse (idem Via Molise).

Casa San Vincenzo anche quest’anno ha messo a disposizione 2 posti residenziali per persone con vulnerabilità o necessità particolari selezionate direttamente dall’Ufficio Accoglienza.

Le parrocchie del Saval e di Castiglione hanno accolto rispettivamente 3 e 2 ospiti seguiti dal Samaritano che ha proseguito l’intervento di accompagnamento in collaborazione con le comunità parrocchiali ospitanti. Anche i posti disponibili nelle strutture ordinarie (Camploy, Samaritano) sono stati utilizzati, quando è stato necessario per mancanza di posti o per complessità del caso, per l’Accoglienza Invernale.

Via Molise ha sempre svolto funzione di prima accoglienza ed osservazione dei casi prima del loro trasferimento presso la Protezione della Giovane. Il turn over delle accoglienze è stato attivato solo in caso di necessità ed ha tenuto conto, oltre che al tempo di permanenza, soprattutto di elementi qualitativi come l’età, il genere, la condizione sanitaria, il legame con il territorio etc.

Da segnalare il notevole aumento delle persone irregolari tra le accoglienze invernali con una presenza, nuova per lo Sportello, di giovani e molto giovani provenienti dal Marocco e che sono in Italia da periodi differenti (alcuni anche anni) senza mai essersi regolarizzati. Si è trattato di una utenza (poco meno di una decina) particolarmente difficile da gestire sia per il comportamento che per l’abuso di alcool e che si è conclusa con l’allontanamento in quasi la totalità dei casi.

Attiva anche l’Unità di strada della Comunità dei Giovani su incarico del Comune, intervento sociale urbano contro la marginalità estrema nella città di Verona. La funzione degli operatori in questo caso è mirata a monitorare il fenomeno, ad individuare situazioni di grave problematicità e ad accompagnare le persone in percorsi di assistenza ed accoglienza. Da gennaio a marzo 2017 l’Unità è intervenuta 74 volte e le persone contattate direttamente in strada sono state 57; gli accompagnamenti volti all’assistenza presso servizi sanitari, specialistici e di accoglienza sono stati 38; le persone che hanno accettato l’offerta di accoglienza sono state 22.

 Roberto Bolis

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