Vinitaly, da New York all’EXPO

Il 2015 sarà un anno speciale per l’immagine del vino italiano nel mondo, con i riflettori accesi dell’Expo di Milano. Impegnata direttamente nella realizzazione del Padiglione “Vino – A taste of Italy” sull’esperienza vitivinicola italiana, Veronafiere ha riorganizzato e ampliato il suo calendario degli eventi dedicati al vino in Italia e all’estero, per renderli sinergici con il grande appuntamento milanese.

Vinitaly si svolgerà dal 22 al 25 marzo, con un’anticipazione da aprile a marzo che ha fatto ripartire con maggiore impeto i lavori di preparazione dopo le festività natalizie. Le attività per l’organizzazione del più importante Salone internazionale del vino stanno procedendo rapidamente, come pure quelle per Sol&Agrifood ed Enolitech, che si svolgono in contemporanea, e per OperaWine, in programma il 21 marzo.

Cambia anche la programmazione di Vinitaly and the City, il FuoriSalone serale di Vinitaly. L’evento, che si svolgerà per la prima volta all’aperto nelle piazze storiche della città di Verona, è in calendario dal 19 al 24 marzo: sei giorni al posto dei due dello scorso anno, per dare ai winelover e agli operatori in arrivo da tutto il mondo più tempo per scoprire il gusto e la qualità dell’enogastronomia italiana.

Da fine gennaio ripartono Vinitaly International e gli educational della Vinitaly International Academy, a New York il 27 gennaio e il giorno 28 a Toronto in Canada nel corso della prima edizione di Vinitaly Canada. Una esclusiva sessione della VIA si svolgerà dal 16 al 20 marzo a Verona.

Presentazione speciale di Vinitaly a New York il 2 febbraio nel corso dell’Italian Wine Week organizzata dall’ICE, mentre un’altra presentazione di Vinitaly e del Padiglione “Vino – A taste of Italy” verrà fatta il 19 febbraio sempre a New York durante il Gala Italia dell’Italian Wine & Food Institute, di cui Vinitaly è partnership.

Il 19 marzo è in programma il Concorso Internazionale Packaging, dedicato all’abbigliaggio, cioè alla veste grafica delle bottiglie di vini e distillati provenienti da uve, vinacce, mosto o vino. Da quest’anno il concorso apre il giudizio anche alle categorie dei distillati diversi dall’uva (vale a dire gin, rum, whisky), a tutti i liquori e all’ olio extravergine di oliva. Iscrizioni dal 1° febbraio al 10 marzo.

Eccezionalmente, in occasione dell’Esposizione Universale di Milano, il Concorso Enologico Internazionale si svolgerà dopo Vinitaly – dal 12 al 16 aprile -, non prima come tradizione. La competizione enologica più importante e selettiva al mondo, giunta alla 22^ edizione diventa così vetrina per i migliori vini provenienti da tutti i Paesi produttori, mentre i vini italiani vincitori di Gran Medaglie d’Oro e Medaglie d’Oro saranno i protagonisti di speciali degustazioni organizzate durante l’Expo all’interno di Vino – A taste of Italy. Iscrizioni al concorso aperte dal 1° febbraio al 25 marzo.

Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva di qualità, dopo la positiva esperienza del 2014 viene confermato lo sdoppiamento del Concorso Sol d’Oro, con l’edizione dedicata gli oli dell’Emisfero Nord in programma dal 15 al 21 febbraio – chiusura delle iscrizioni il 10 febbraio – e quella per la produzione oleicola dell’Emisfero Sud a settembre.

Veronafiere

 

Giornata della Memoria a Verona

Con l’esposizione in piazza Bra del carro ferroviario utilizzato per le deportazioni nei campi di sterminio, hanno preso avvio venerdì scorso le iniziative dedicate alla Giornata della Memoria, promosse dalla Prefettura e dal Comune di Verona fino al 21 febbraio.

Fino all’1 febbraio, Esposizione in Piazza Bra del “carro della Memoria” carro ferroviario utilizzato dal 1943 al 1945 per le deportazioni nei campi di sterminio. Fino al 30 gennaio, presso il Centro Culturale Polivalente di Santa Maria in Chiavica (via Santa Maria in Chiavica 7, vicino Arche scaligere) mostra documentaria “Oltre quel muro. La Resistenza nel campo di Bolzano 1944-45” a cura di Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi, promossa dalla Fondazione Memoria della Deportazione con l’Alto Patronato del Capo dello Stato e un contributo della Commissione Europea. Aperta al pubblico con ingresso gratuito. Orario 9.30-12.30/15-19.

Sempre fino all’1 febbraio, a cura della Comunità Ebraica di Verona, via Portici 3, sarà visitabile la mostra “1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia”. Orari esposizione: dom. 25/01 e domenica 01/02 dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18; da lun. 26 a ven. 30 dalle 9 alle 13; sabato chiuso.

Martedì 27 gennaio, si terrà la manifestazione istituzionale con la Cerimonia ufficiale in piazza Bra e Palazzo della Gran Guardia per ricordare il 70° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945. La giornata si aprirà alle ore 9 con la deposizione di una corona di alloro al monumento ai Deportati. Successivamente, nell’Auditorium della Gran Guardia, avrà inizio la cerimonia ufficiale: interverranno il Prefetto Perla Stancari, che consegnerà le onorificenze del Governo e il Sindaco Flavio Tosi, che consegnerà le medaglie della città; seguirà l’intervento dell’Oratore Ufficiale della manifestazione Anna Foa, docente di storia all’Università La Sapienza di Roma. Nel pomeriggio, alle ore 14.30, si terrà la cerimonia nel Cimitero Ebraico di via Badile, con la deposizione di una corona di alloro; alle ore 15.45 si terrà la cerimonia al Sacrario del Cimitero Monumentale. La Giornata della Memoria proseguirà nell’Auditorium della Gran Guardia, dove alle 17.30 si terrà la proiezione del film “Kapò” di Gillo Pontecorvo; presentazione a cura di Giancarlo Beltrame. In serata, alle 20.45, nell’aula magna dell’Istituto Aldo Pasoli di via Dalla Corte 15, a cura dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti e dell’Associazione I Musici di Santa Cecilia, si terrà il Concerto, accompagnato da letture e riflessioni, “Non basta Ricordare”, con brani tratti dai requiem kv 626 di Mozart e Ein deutsches di Brahmas; direttore artistico Dorino Signorini.

Mercoledì 28 gennaio, nel Palazzo della Gran Guardia alle ore 18, Sala convegni, si terrà un incontro pubblico per dialogare con i testimoni residenti a Verona sul rischio dell’oblio della Shoah alla scomparsa dell’ultimo testimone. L’incontro sarà condotto da Roberto Israel e Paola Sofia Baghini. Venerdì 30 gennaio, presso il Centro Culturale Polivalente di Santa Maria in Chiavica, a conclusione della mostra, alle ore 17, si terrà la presentazione del libro di Ada Buffulini “Quel tempo terribile e magnifico. Lettere clandestine da San Vittore e dal lager di Bolzano e altri scritti”, a cura di Dario Venegoni. L’iniziativa è promossa da ANED, ANPI, ANPPIA, Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.

Domenica 1 febbraio In piazza Isolo, con inizio alle ore 11, si svolgerà la cerimonia di commemorazione davanti al monumento opera dello scultore Pino Castagna, che raffigura un nodo di filo spinato. Interverranno il Sindaco Flavio Tosi, il vicepresidente del Comitato monumento Dario Basevi, il Rabbino di Verona, il presidente dell’Aned Verona Gino Spiazzi, lo storico Carlo Saletti; seguirà un Canto ebraico eseguito dal tenore Angel Harkatz, accompagnato al violino dal Maestro Andrea Testa.

Presso l’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, in via Cantarane 26, sabato 31 gennaio, alle ore 16.20, Bruno Maida presenta il suo libro “Il mestiere della memoria. Storia dell’Associazione nazionale ex deportati politici 1945-2010”, edizioni Ombre corte 2014, mentre sabato 14 febbraio, alle ore 16.20, Carlo Saletti presenta il libro di Pali Meller “Baci di carta. Lettere di un padre ebreo dalla prigione 1942/43”, Marsilio edizioni 2015. Sabato 21 febbraio, alle ore 16.20, sempre presso l’Istituto avverrà la presentazione della ristampa del volume “Aula IV: tutti i processi del tribunale speciale fascista” a cura dell’ANPPIA.

Roberto Bolis

Nigeria: per Amnesty International una terribile realtà vista dal satellite

Una serie di immagini satellitari diffuse da Amnesty International forniscono la scioccante e inconfutabile prova della dimensione di un attacco portato da Boko haram agli inizi dell’anno sulle città di Baga, a 160 chilometri di distanza da Maiduguri, e Doron Baga (conosciuta anche come Doro Gowon, a due chilometri e mezzo da Baga). Le immagini riprese rispettivamente il 2 e il 7 gennaio, prima e dopo l’attacco, mostrano i terribili effetti dell’attacco di Boko haram, che ha danneggiato o completamente distrutto oltre 3700 strutture. Nello stesso periodo il gruppo armato ha attaccato altri centri abitati. “Queste dettagliate immagini mostrano una devastazione di proporzioni catastrofiche in due città, una delle quali è stata quasi cancellata dalla carta geografica nello spazio di quattro giorni” – ha dichiarato Daniel Eyre, ricercatore di Amnesty International sulla Nigeria. “Di tutti gli attacchi di Boko haram presi in esame da Amnesty International, questo è il più grande e il più distruttivo di sempre, un deliberato attacco contro la popolazione civile le cui case, le cui scuole e i cui ambulatori sanitari sono ormai solo rovine fumanti” – ha aggiunto Eyre. L’analisi delle immagini satellitari riguarda solo due dei molti centri abitati attaccati da Boko haram dal 3 gennaio. A Baga, una città densamente popolata estesa per meno di due chilometri quadrati, circa 620 strutture sono state danneggiate o completamente distrutte dalle fiamme. A Doron Baga oltre 3100 strutture sono state danneggiate o distrutte dal fuoco appiccato nella maggior parte dei quattro chilometri quadrati di superficie della città. Molte delle barche di legno dei pescatori lungo la riva del lago Ciad, visibili nelle immagini del 2 gennaio, non sono più presenti in quelle del 7 gennaio che corroborano le testimonianze di chi è fuggito attraverso le acque del lago. Migliaia di persone sono scappate verso il confine col Ciad o in altre parti della Nigeria, come a Maiduguri, capitale dello stato di Borno, aggiungendosi così alle centinaia di migliaia di profughi interni e di rifugiati che stanno mettendo a dura prova le comunità e i governi che li hanno accolti. Amnesty International ha chiesto ai governi di Nigeria e Ciad di garantire protezione e adeguata assistenza umanitaria a queste persone. La distruzione mostrata dalle immagini satellitari conferma le dichiarazioni già raccolte da Amnesty International: testimoni oculari, rappresentanti del governo e attivisti per i diritti umani parlano di centinaia di civili uccisi da Boko haram. Un uomo di una cinquantina d’anni ha raccontato ad Amnesty International i particolari dell’attacco a Baga: “Hanno ucciso tanta gente. Ho visto un centinaio di corpi, poi sono fuggito nella boscaglia. Mentre fuggivamo, continuavano a uccidere”. L’uomo è stato scoperto in un nascondiglio ed è stato portato a Doron Baga, dove è rimasto nelle mani di Boko haram per quattro giorni. Chi è riuscito a fuggire ha riferito di numerosi cadaveri nella boscaglia. “Non so quanti fossero ma ce n’erano ovunque” – ha riferito una testimone. Secondo un’altra testimonianza, Boko haram ha ucciso indiscriminatamente anche bambini in tenera età e una donna che stava partorendo: “La metà del bambino era già uscita. È morta così”. Boko haram ha ripetutamente preso di mira comunità sospettate di collaborare con le forze di sicurezza. Le città in cui sono state costituite le milizie della Task force civile congiunta, alleate del governo, hanno subito attacchi particolarmente brutali. La Task force era presente a Baga e un alto ufficiale dell’esercito ha confermato confidenzialmente ad Amnesty International che a volte i militari coinvolgevano la milizia civile in operazioni contro le postazioni di Boko haram. Un testimone ha raccontato ad Amnesty International di aver sentito, durante l’attacco a Baga, dei combattenti di Boko haram dire che stavano cercando i membri della Task force e che, con questo obiettivo, hanno eliminato casa per casa gli uomini in età da combattimento. Dopo l’attacco di Baga, i testimoni hanno raccontato che Boko haram è andato alla caccia delle persone fuggite nella boscaglia, catturando uomini, donne e bambini. Una donna che è stata detenuta per quattro giorni ha detto: “Ci hanno preso, eravamo circa 300 donne, e ci hanno portato in una scuola di Baga. Dopo quattro giorni hanno lasciato andare le anziane, le madri e la maggior parte delle bambine ma hanno trattenuto le donne più giovani”. Amnesty International continua a chiedere a Boko haram di porre fine alle uccisioni di civili. La deliberata uccisione di civili e la distruzione delle loro proprietà sono crimini di guerra e crimini contro l’umanità e devono essere doverosamente indagate. Il governo nigeriano deve prendere tutte le misure legittime per riportare sicurezza nel nord-est del paese e assicurare la protezione dei civili. “Fino a oggi, l’isolamento di Baga e il fatto che Boko haram continua a controllare la zona avevano reso estremamente difficile accertare cosa fosse accaduto. Gli abitanti non hanno potuto far ritorno per seppellire i morti, tantomeno contarli. Ma adesso le immagini dal satellite unite alle testimonianze dirette compongono un quadro più chiaro di quello che con ogni probabilità è il peggiore attacco mai portato da Boko haram” – ha commentato Eyre. “In precedenza, nel corso della settimana, il direttore delle informazioni del ministero della Difesa aveva dichiarato che il numero dei morti a Baga, compresi i combattenti di Boko haram, non era superiore a 150. Le immagini e i racconti dei sopravvissuti lasciano credere che il numero finale sarà assai più alto” – ha concluso Eyre. Amnesty International ha chiesto immagini satellitari al fornitore DitigalGlobe a seguito delle prime notizie sull’attacco a Baga.

Dal 2009, Boko haram prende deliberatamente di mira i civili con irruzioni nei centri abitati, rapimenti e attentati, con sempre maggiore frequenza e brutalità. Migliaia di civili sono stati uccisi, centinaia rapiti e centinaia di migliaia costretti a lasciare le loro case. Amnesty International ha più volte espresso preoccupazione per l’assenza di misure di protezione adeguate da parte delle forze di sicurezza. Inoltre, vi sono state poche indagini efficaci e incriminazioni per membri di Boko haram sospettati di aver commesso crimini di diritto internazionale. L’attacco contro Baga dimostra come negli ultimi 12 mesi il conflitto nella Nigeria nord-orientale abbia conosciuto una drammatica escalation. Nel 2014, Boko haram ha ucciso oltre 4000 civili. Secondo quanto riferito il 14 gennaio da Medici senza frontiere, 5000 sopravvissuti all’attacco si trovano in un campo di Maiduguri. Il 9 gennaio l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha dichiarato che circa 7300 rifugiati nigeriani erano arrivati in Ciad.

Amnesty International Italia

 

Questione di libertà, questione di principio

Proprio nei giorni in cui la stampa internazionale si occupava del terribile evento parigino che ha avuto come cuore “Charlie Hebdo”, una bella commedia messa in scena da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Stabile del Veneto al Teatro Sociale di Brescia, focalizza l’attenzione sul concetto di libertà, rispetto dei diritti, discussione in merito a cosa significhino i valori di ieri nella società d’oggi.

Il pretesto scelto da Stefano Massini per il suo “7 minuti” diretto da Alessandro Gassmann è economico, ispirato ad una storia realmente accaduta nel 2012. Una fabbrica tessile di Yssingeaux, nell’Alta Loira, che vede occupate soprattutto donne, è stata venduta dati i contemporanei tempi economici, ad una società straniera. Il Consiglio di Fabbrica composto da undici donne elette, è in trepidante attesa di conoscere le decisioni dei nuovi capi e manda una di loro alla riunione preposta per affrontare le nuove direttive. L’aspettativa di tutte è il licenziamento o l’eventuale trasferimento in altra sede, mentre, dopo quattro interminabili ore di sorrisi e di chiacchierate come tra amici, l’unica comunicazione utile per le operaie fu la necessità di firmare per accettazione di rinunciare a sette minuti di pausa. Tutto ruota intorno a questi miseri sette minuti: dinanzi all’idea di perdere il lavoro, la minima rinuncia sembra accettabile, se non fosse che la rappresentante delle lavoratrici Bianca, impersonata da Ottavia Piccolo, pone l’interrogativo. Perché regalare sette minuti all’azienda? Perché così poco? Avrebbero potuto diminuire lo stipendio, tutte le avrebbero capito e accettato a fronte dell’acquisizione societaria, invece quel simbolo, quel piccolo gesto per “andare incontro” all’azienda, stava a provare la capacità di coesione delle lavoratrici. Ne nasce un dibattito interno al Consiglio di Fabbrica che dura ore ed ore, con l’esternazione di dubbi, di necessità, di astio tra le lavoratrici italiane e l’impiegata dell’est, l’operaia africana e l’altra araba. Necessità e aspirazioni, paure e senso di impotenza si scatenano tutte in una stanza, mentre l’imperativo lanciato dalle più anziane in servizio, quindi più consapevoli dei diritti di fabbrica, delle lotte pregresse eccetera, è la questione di principio. Sette minuti facevano sorridere tutte, mentre pensare che sarebbero state centinaia di ore se moltiplicati per le oltre duecento operaie, comincia a fare venire ulteriori dubbi e sospetti. Sulla scena di Gianluca Amodio si alternano nell’esprimersi le bravissime Eleonora Bolla, Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Balkissa Maiga, Cecilia Di Giuli, Olga Rossi, Stefania Ugomari Di Blas, Arianna Ancarani, Stella Piccioni, Vittoria Corallo, con costumi di Lauretta Salvagnin e videografie molto belle di Marco Schiavoni, sulla musica originale di Pivio&Aldo De Scalzi.

L’atmosfera in teatro era di silenzio attento e partecipato; lunghi gli applausi alla fine. Nessuna delle donne in scena ha prevalso: né Olivia, né Rachele, né Sofia, dall’addetta ai telai, alla cardatura, all’ufficio. Tutte accomunate in volute di fumo di sigarette finite, come i tempi che cambiano come vogliono e se non cambi te, ti costringono a farlo. Al termine, la soluzione non è data: ciascuna cambia idea o la consolida e non è dato dalla commedia dire come va a finire. Si può leggere la storia in un libro, in uscita questo mese, oppure riflettendoci alla prossima messa in scena di Venezia, dal 21 al 25 gennaio al Teatro Goldoni, per poi proseguire per l’Italia fino a Savona, Siena, Terni, Firenze, Foligno, tra le altre.

La questione del lavoro proposta è lucida e netta, con la presa di coscienza di assumersi il carico di responsabilità per sé e per i propri figli, le generazioni future, alle quali non si sa bene che cosa stiamo lasciando in eredità. Massini mette al centro della scena Ottavia Piccolo che collabora con lui da una decina d’anni, mentre incontra per la prima volta Alessandro Gassmann con cui ha subito condiviso l’impegno etico di cui Gassmann ha dato più volte prova in teatro. Da non perdere.

Alessia Biasiolo

 

Sfilata colombiana per i campionati mondiali di parapendio

Con una sfilata alla quale hanno assistito circa diecimila persone, si è aperta la quattordicesima edizione dei campionati del mondo di parapendio a Roldanillo in Colombia. Partecipano 150 piloti in rappresentanza di 49 nazioni. Il team azzurro è formato da Nicole Fedele, campionessa di Gemona del Friuli, dal torinese Davide Cassetta, dai trentini Luca Donini e Aaron Durogati, dagli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard, Joachim Oberhauser e dallo storico CT Alberto Castagna di Monza. Roldanillo si trova a 966 metri d’altitudine affacciata sulla parte ovest della fertile Valle del Cauca, dal nome del fiume omonimo che la percorre, ed ai piedi della Cordigliera Occidentale. La scelta di questa cittadina come sede dei campionati è stata fatta sulla scorta dei risultati di passate competizioni che hanno dimostrato come questo sito offra favorevoli condizioni aerologiche per il volo libero in deltaplano e parapendio, condizioni che diventano ideali nel mese di gennaio. In recenti occasioni è stato possibile assegnare percorsi di gara fino a 120 km effettuati con vele altamente perforanti in grado di sfiorare i 70 km/ora. Unico “motore”, quello ecologico delle correnti d’aria ascensionali che scaturiscono dall’irraggiamento solare del suolo. Il decollo dei piloti avverrà da un vasto pendio posto a 1.900 metri in località Los Tanques. Da qui essi dovranno raggiungere ed aggirare punti salienti del territorio, detti “boe”, scelti dagli organizzatori secondo le condizioni meteo del momento, fino all’atterraggio ufficiale. La corretta esecuzione del percorso di gara è confermata dal GPS che ogni pilota ha in dotazione. Dai dati registrati da ciascun apparecchio e scaricati in un computer si evince la classifica che premia chi ha impiegato minor tempo. La somma dei punteggi ottenuti in ciascun giorno di gara stabilirà le classifiche finali maschile, femminile e per nazioni. La Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) organizzatrice dell’evento proclamerà i vincitori il 25 gennaio, data di chiusura dei mondiali.

Gustavo Vitali
 

Rinviate le frustate di Raif Badawi. Attivati per fermarle!

Secondo informazioni ricevute da Amnesty International, la sessione di 50 frustate ai danni di Raif Badawi prevista oggi in Arabia Saudita non ha avuto luogo per motivi di salute. Questa mattina, Badawi è stato trasferito dalla sua cella alla clinica del carcere per un controllo. Il medico ha verificato che le lacerazioni causate dalle 50 frustate ricevute il 9 gennaio non si erano ancora cicatrizzate e che il detenuto non avrebbe potuto sopportarne un’ulteriore serie. Il medico ha raccomandato che la sessione di frustate sia rinviata almeno di una settimana. Non è chiaro se le autorità saudite si comporteranno di conseguenza. “Non solo questo rinvio per motivi di salute mostra la profonda brutalità di questa punizione, ma ne sottolinea anche l’oltraggiosa inumanità. L’idea che a Badawi sia concesso di riprendersi in modo da poter soffrire di nuovo è macabra e vergognosa” – ha dichiarato Said Boumedouha, vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. “Le frustate sono proibite dal diritto internazionale insieme ad altre forme di pena corporale. La punizione di Badawi pare per il momento sospesa ma non c’è modo di sapere se le autorità saudite accetteranno la raccomandazione del medico. Badawi corre ancora il rischio di essere frustato” – ha sottolineato Boumedouha. Per Raif Badawi si sono mobilitate tantissime persone nel mondo, compresi gli attivisti di Amnesty International. Vi ricordiamo che Amnesty International Italia ha promosso un appello online che può essere firmato all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Arabia_Saudita_attivista_online_apostasia e ogni giovedì manifesterà di fronte all’ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma per chiedere la fine delle frustate e la liberazione di Badawi, che l’organizzazione per i diritti umani considera un prigioniero di coscienza, non avendo fatto uso né istigato all’uso della violenza.

Amnesty International Italia

Due pianoforti e due violoncelli per i capolavori del Novecento

Si potrebbe pensare che un quartetto di due violoncelli e due pianoforti sia non solo raro e insolito, ma perfino bizzarro: non la pensa così Giovanni Sollima, vulcanico compositore e violoncellista nonché direttore e concertatore della Notte della Taranta, che ha avuto quest’idea insieme a Giuseppe Andaloro, uno dei più brillanti pianisti italiani della giovane generazione.

Sollima by Gian Maria Musarra

Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello, eppure per lui suonare non è un’esibizione di bravura, ma un mezzo per comunicare con il mondo. Portando la musica di ogni genere – dalla barocca alla classica contemporanea e alla pizzica – davanti al pubblico variegato e trasversale delle grandi sale da concerto, della “Notte della taranta” e del concerto del primo maggio in piazza San Giovanni, ha conquistato tutti, dagli estimatori di musica colta ai giovani “metallari” e appassionati di rock.

Palermitano come Sollima, Giuseppe Andaloro è uno dei pianisti italiani più apprezzati a livello internazionale e tra le sue qualità ha un’intelligenza e un gusto musicale che gli consentono scelte interpretative molto personali e affascinanti.

Andaloro

Dall’incontro tra questi due musicisti è nato qualcosa di unico e straordinario: coinvolgendo la violoncellista Monika Leskovar e il pianista Ilya Rashkovsky, hanno dato vita a un gruppo strumentale senza precedenti, formato da due violoncelli e due pianoforti. Questo inedito quartetto suonerà sabato 17 gennaio alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza (piazzale Aldo Moro 5) per i concerti della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.

Eseguiranno alcuni dei più grandi capolavori della musica del Novecento: “La Sagra della primavera” di Igor Stravinsky, il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy e “La Valse” di Maurice Ravel. A questi tre brani, presentati nelle trascrizioni degli stessi Sollima e Andaloro, accosteranno le “Variazioni su un tema di Paganini” di Witold Lutoslawski, eseguite nella versione originale per due pianoforti.

La prima rappresentazione del balletto “La sagra della primavera” fu uno dei più grandi scandali della storia della musica: i ritmi violenti e primitivi di questi “quadri della Russia pagana” sembrarono intollerabili al pubblico parigino del 1913, che reagì con fischi e urla, coprendo totalmente la musica dall’inizio alla fine. Ma in poco tempo lo scandalo si trasformò in successo e questa musica divenne talmente popolare da essere inclusa da Walt Disney nel suo film “Fantasia”.

Scritta sette anni dopo la “Sagra”, anche “La Valse” di Ravel è basata su un’esaltazione ritmica che giunge fino all’ossessione, ma in questo caso il risultato è ottenuto non con ritmi barbarici, bensì con la danza tipica dei salotti ottocenteschi, il valzer. “La Valse” è stata trascritta varie volte da Ravel e da altri, tra cui Glenn Gould, e anche della “Sagra della primavera” esiste un adattamento di Stravinsky stesso per due pianoforti, ma queste trascrizioni per due pianoforti e due violoncelli, curate da Giuseppe Andaloro, si distinguono per l’assolutamente insolito impasto strumentale.

Un altro capolavoro degli anni tra fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Debussy, viene eseguito nella trascrizione di Giuseppe Sollima: l’idea di trasferire una musica scritta per orchestra a due soli violoncelli può apparire azzardata ma è geniale, perchè valorizza le sonorità delicate e raffinate del compositore francese, che qui si ispirò a un poemetto del simbolista Stephane Mallarmé.

Le “Variazioni su un tema di Paganini” di Lutoslawski – il maggior compositore polacco del Novecento e un protagonista della musica a livello mondiale tra il 1940 e il 1990 – saranno eseguite nella versione originale per due pianoforti, ma in un certo senso sono anch’esse una trascrizione, perché ricreano sulla tastiera i prodigi violinistici di Paganini, prendendo spunto dal suo ultimo “Capriccio” per violino solo, che ha ispirato tanti grandi musicisti, tra cui Brahms e Rachmaninoff.

L’attività di Giovanni Sollima – in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York nel 1997) – si dispiega fra sedi ufficiali ed ambiti alternativi: Brooklyn Academy of Music, Alice Tully Hall, Knitting Factory e Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Salle Gaveau (Parigi), Accademia di Santa Cecilia (Roma), Teatro alla Scala (Milano), International Music Festival di Istanbul, Cello Biennale (Amsterdam), Summer Festival di Tokyo, Biennale di Venezia, “I Suoni delle Dolomiti”, Expo 2010 (Shanghai). Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007). Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato

Giuseppe Andaloro è stato il primo pianista italiano e finora l’unico ad aggiudicarsi il primo premio al World Piano Competition London, nel 2005 ha trionfato con il primo premio e tutti i premi speciali al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano e, a conclusione di una fulminate ascesa, nel 2011 ha ottenuto la medaglia d’oro al Hong Kong International Piano Competition, con giuria presieduta dal leggendario pianista e direttore d’orchestra Vladimir Ashkenazy. Il primo premio al Sendai International Music Competition – a soli 19 anni – ha segnato l’inizio della sua fortunata carriera in Giappone, dove dal 2001 ad oggi ha compiuto più di venti tournée. Ha suonato nelle sale più illustri e con le più grandi orchestre, dal Festival di Salisburgo alla Scala di Milano, dalla London Philharmonic Orchestra all’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia.

La violoncellista croata Monika Leskovar ha vinto il Concorso Rostropovic e l’Eurovision Grand Prix, ha suonato con la Moscow Philharmonic, la Sendai Philharmonic e altre grandi orchestre e collaborato con musicisti famosi quali Gidon Kremer e Janine Jansen.

Il pianista russo Ilya Rashkovsky si è esibito in alcuni dei più importanti festival pianistici, quali La Roque d’Anthéron in Francia, il Festival Chopin in Polonia e il “Joy of Music” di Hong Kong.

 

Programma

Giovanni Sollima e Monika Leskovar

violoncelli

Giuseppe Andaloro e Ilya Rashkovsky

pianoforti

Stravinsky: La sagra della primavera (trascrizione per due pianoforti e due violoncelli di Giuseppe Andaloro)

Lutoslawski:  Variazioni su un tema di Paganini (versione originale per due pianoforti)

Debussy: Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione per 2 violoncelli di Giovanni Sollima)

Ravel: La Valse (trascrizione per due pianoforti e due violoncelli di Giuseppe Andaloro)

 

Mauro Mariani