Da oggi al 9 settembre a Melbourne Sol d’Oro Emisfero Sud 2016

Il primo albero di ulivo fu piantato nel giardino botanico di Sydney nel 1800. Da allora, l’Australia è diventata terra di produzione e consumo di olio extravergine, con uno sviluppo più convinto e deciso dagli Anni Sessanta del secolo scorso.

Ed è proprio il sesto paese al mondo per estensione e il primo dell’Oceania ad ospitare da oggi 5 al 9 settembre a Melbourne l’edizione 2016 di Sol d’Oro Emisfero Sud, la competizione che Veronafiere dedica agli oli extravergine di oliva prodotti nei Paesi a sud dell’equatore, che potranno partecipare con due etichette differenti.

Nato nel 2014 dallo sdoppiamento di Sol d’Oro, il più importante concorso mondiale dedicato agli oli extravergine di qualità, come evento itinerante tra i Paesi nuovi produttori (Argentina, Cile, Peru, Brasile, Uruguay, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica) e in contro stagione rispetto al bacino del Mediterraneo dove invece l’olivicoltura è diffusa da millenni, Sol d’Oro Emisfero Sud è stato ospitato nelle due prime edizioni da Cile e Sudafrica.

Sponsor e sostenitore dell’iniziativa in Australia è il Governo del Victoria (Vic Gov), che vede in Sol d’Oro Emisfero Sud un incentivo alla crescita qualitativa del settore dell’olio d’oliva locale e la sua promozione a livello internazionale. Proprio alle opportunità di mercato sono dedicati due focus economici in programma nella giornata conclusiva dei lavori, dopo la proclamazione dei vincitori e la degustazione guidata degli oli premiati.

L’evento si svolge con il patrocinio del Consolato Italiano ed è organizzato con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana a Melbourne.

La giuria, composta da panelist internazionali e guidata da Marino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro fin dalla prima edizione del 2002 allo scopo di mantenere l’uniformità e il rigore di giudizio che da sempre caratterizzano la competizione, assegnerà i premi attraverso selezioni successive degli oli, in modalità “blind tasting”. Tre le categorie in concorso: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso.

Gli oli vincitori di Sol d’Oro Emisfero Sud potranno fregiarsi del “bollino di qualità” Sol d’Oro, Sol d’Argento e Sol di Bronzo; inoltre insieme a quelli di Sol d’Oro Emisfero Nord in programma a febbraio 2017, saranno presentati ai buyer internazionali all’interno dell’Oil Bar durante la prossima edizione di Sol&Agrifood – Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità (9-12 aprile 2017) e inseriti nella guida «Le stelle del Sol d’Oro» edita annualmente da Veronafiere e distribuita ai buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Veronafiere, attivo dal 1898, è oggi il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia e secondo per fatturato, e ai vertici in Europa. È leader nel settore agricolo e agroalimentare in Italia, con una quota delle manifestazioni fieristiche relative al comparto pari al 45%. Nel corso degli anni ha sviluppato nuove aree di interesse quali l’edilizia, le costruzioni e i trasporti, l’arredamento, lo sport, il turismo, la formazione universitaria e professionale. Tra le principali fiere internazionali realizzate da Veronafiere ci sono Vinitaly, il più grande Salone al mondo dedicato al vino, e Sol&Agrifood (Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità con un’ampia sezione dedicata all’olio extravergine di oliva) ed Enolitech (Salone Internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie), che si svolgono in contemporanea ogni anno tra marzo e aprile. L’ultima edizione di Sol&Agrifood è stata visitata da 56.000 visitatori professionali, dei quali il 25% esteri da 82 Paesi.

Sol d’Oro è il concorso oleario internazionale più importante al mondo. L’impegno di Veronafiere in nome della qualità inizia nei primi anni ‘90 con il Leone d’Oro e prosegue dal 2002 con Sol d’Oro. Nel 2014 le edizioni di Sol d’Oro diventano due: Sol d’Oro Emisfero Nord, a Verona a febbraio come anteprima di Sol&Agrifood, e Sol d’Oro Emisfero Sud, itinerante tra i Paesi produttori dell’emisfero australe. Obiettivi del concorso sono la valorizzazione dei migliori oli extravergine e la promozione del miglioramento della qualità nella produzione.

 

Veronafiere

 

 

Cinemadivino: i film si degustano in cantina

MAT_3061b1-cinemadivinoL’idea è originale: portare il cinema direttamente nelle cantine e nelle aie delle aziende vinicole. L’obiettivo: valorizzare il territorio e i prodotti enogastronomici tipici di alcune delle più importanti aree enologiche d’Italia portando gli appassionati di vino, ma anche di cinema, direttamente in cantina; far conoscere il lavoro dei produttori attraverso i loro racconti, la loro storia e la loro passione; diffondere la cultura del bere bene e della convivialità.

Questo in sintesi “Cinemadivino – I grandi film si gustano in cantina”: la rassegna cinematografica itinerante che porterà il grande schermo direttamente nei luoghi dove nasce e si produce il vino. Dopo le anteprime di giugno in Emilia Romagna – dove la rassegna è stata ideata ed è nata oramai 13 anni or sono – per tutto luglio, agosto e fino ai primi di settembre si snoderà un intenso calendario di appuntamenti in diverse regioni d’Italia (da Nord a Sud): Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia oltre ovviamente l’Emilia Romagna. In totale saranno oltre 90 serate. Tutto il programma, in continuo aggiornamento, su www.cinemadivino.net.

“Cinemadivino” NON è una “semplice” rassegna cinematografica. “Cinemadivino” è convivialità, piacere di stare insieme e soprattutto scoperta del territorio, di alcune sue eccellenze enogastronomiche, a partire ovviamente dal vino, e di quelle persone che con impegno e dedizione tengono alto il nome dell’enologia locale, e non solo. Infatti, la formula vincente di “Cinemadivino” è quella di presentare sul grande schermo i film sorseggiando un calice di vino e gustando alcuni piatti tipici. Piatti preparati nello spazio gastronomico gestito direttamente dalle aziende, oppure proposti dal “Food Truck” di Cinemadivino: il furgone viaggiante che poterà nelle cantine i piatti pensati in collaborazione con importanti chef per uno “street food” di qualità.

Con un calice di buon vino in mano, sotto un cielo stellato e con i vigneti a fare da sfondo, gli spettatori non assisteranno “solamente” a un film – selezionati principalmente fra quelli più interessanti dell’ultima stagione, come “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, “Woman in Gold” di Simon Curtis e “Dio esiste e vive a Bruxelles” di Jaco Van Dormael, anche se non mancheranno alcuni capolavori come “La Famiglia” di Ettore Scola ancora in 35 mm, pellicole originali come “Fiore del deserto” di Sherry Hormann e “Brooklyn” di John Crowley, e l’immancabile “Sideways” di Alexander Payne per tutti gli amanti del vino – ma vivranno un’esperienza. Perché con Cinemadivino ogni serata è unica: cambiano i protagonisti, cambiano i vini degustati, cambiano i film e naturalmente cambiano gli scenari paesaggistici che connotano la nostra bella Italia.

«Da 13 anni a questa parte Cinemadivino sta portando avanti un viaggio che definire rassegna cinematografica non rende merito alla reale proposta– spiega Carlo Catani, Presidente della Cinemadivino s.r.l. e anima della rassegna assieme ai tanti produttori coinvolti – Cinemadivino, infatti, realizza una vera e propria azione di marketing territoriale attraverso la sua capacità di far conoscere produttori, vini, eccellenze gastronomiche, territori e contribuisce a diffondere la cultura del bere bene. Questo non solo nelle cantine, ma anche in altre straordinarie realtà produttive come il Consorzio del Parmigiano Reggiano, i Musei e alcune location in cui si ripropone la magia dei Drive-in sempre in abbinamento al vino».

Le aziende saranno pronte a ospitare gli spettatori dalle ore 19.30 con le degustazioni, mentre dalle ore 20 sarà possibile effettuare anche una visita guidata delle cantine. L’inizio delle proiezioni è fissato verso le 21.30 e i film saranno anticipati dalla proiezione di un cortometraggio (con prevalente tema enogastronomico). Per chi lo desidera, dalle 19.30 è anche possibile cenare in cantina. Il costo del biglietto d’ingresso è di 12 euro intero e comprende la visione del film, la visita guidata alla cantina e l’assaggio di 3 calici di vino in degustazione.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 366 5925251.

 

Pierluigi Papi

Al sud lo sviluppo del goji italiano

Quindici ettari e 30 produttori fra Calabria, Basilicata, Sicilia e Puglia e una produzione complessiva di 30 tonnellate, destinata a raddoppiare già da quest’anno e a conquistare anche la Sardegna. È la filiera del goji italiano, bacca di origine tibetana molto diffusa in oriente e che sta conquistando i consumatori occidentali per le proprietà antiossidanti e anti-age. Fra le opportunità per il Made in Italy nel comparto ortofrutticolo sta suscitando attenzione da parte degli imprenditori agricoli dell’area mediterranea una nuova solanacea, della famiglia del peperone, della melanzana e del pomodoro: il goji italiano.

«Il brand Goji italiano è nato nel 2015 ed è costituito da una rete di 30 imprese denominata Lykion, dal nome del Lycium barbarum, varietà di bacca rossa – spiega l’agronomo Rosario Previtera, presidente dell’associazione -. Coltiviamo con metodo biologico e con certificazioni Vegan Ok e Marchio unico nazionale (Mun), che attesta l’italianità del prodotto, e abbiamo in corso la certificazione sociale per una filiera equa e solidale».

A differenza di quanto normalmente si trova nei punti vendita, vale a dire una bacca essiccata, per lo più di provenienza cinese, il prodotto commercializzato da «Goji italiano» è fresco. Si tratta di frutti in vaschetta raccolti direttamente dalla pianta o di confettura.

La rete del Goji italiano offre assistenza tecnica in campo, compresa la realizzazione degli impianti di coltivazione a spalliera (simile al vigneto), il posizionamento dei sistemi di irrigazione a goccia, fino alla commercializzazione del prodotto. «Buona parte della produzione del 2015 è stata commercializzata nei canali di Conad e Simply – dice Previtera – ma la richiesta è particolarmente interessante anche dall’estero, con i consumatori del Centro-Nord Europa fra i principali interessati».

Per ogni ettaro, mediamente, sono coltivate circa 4.000 piante di goji e la produzione media si aggira sulle due tonnellate per ettaro nel primo anno, che sale a cinque tonnellate il secondo anno e si assesta sulle 10 tonnellate dal terzo anno. La pianta di goji viene potata a gennaio, mentre la raccolta delle bacche si prolunga da giugno ai primi di novembre.

I costi di produzione complessivi non superano mediamente i 5.000 euro l’ettaro, mentre i ricavi si aggirano intorno ai 20 euro al chilogrammo. «Già dal primo anno – calcola Previtera – si intascano dalla vendita 40.000 euro ad ettaro».

Tra le proprietà benefiche riconosciute al goji il controllo della pressione arteriosa, la diminuzione del colesterolo «cattivo», una presenza di vitamine, sali minerali e oligoelementi superiori rispetto alla maggior parte di altri frutti.

La rete del goji italiano è oggetto di ricerca da parte di un pollo di università, fra le quali Salerno, Napoli, Reggio Calabria e Urbino.

 

Veronafiere

L’olio extra vergine italiano raccontato ai consumatori internazionali

La fiducia dei consumatori internazionali si conquista con trasparenza e verità ma i mercati si conquistano con l’identità. È quanto emerso dal convegno “I consumatori internazionali sempre più agguerriti: buono, pulito e giusto è sufficiente?” organizzato da Teatro Naturale in collaborazione con Veronafiere.

“È falso affermare che i consumatori cerchino solo il prezzo più basso – ha detto Matteo Pennacchia, responsabile agroalimentare di Codici, il Centro per i Diritti del Cittadino – il problema semmai è un deficit di conoscenza sulle differenze esistenti tra i vari oli extra vergini di oliva che si trovano a scaffale”.

La voglia di qualità e di Italia è palpabile e facilmente percepibile. Si ritrova anche nei numeri con un’accelerazione delle vendite di olio nazionale negli Usa, +10% solo a novembre secondo l’Istat, in questi primi mesi della campagna olearia. “L’immagine dell’olio italiano negli Stati Uniti – ha affermato Ylenia Granitto, reporter dell’Olive Oil Times – è ancora molto forte, nonostante gli scandali. Gli americani associano la qualità all’Italia ed è ovvio che siano arrabbiati se questa loro speranza viene delusa da inchieste o scandali”.

Scandali e inchieste non sembrano infatti fermare la corsa del Made in Italy. Secondo i dati della Camera di Commercio Italiana in Germania il 40% dei tedeschi vuole mettere in tavola alimenti italiani.

“Il peggior nemico dell’Italia non è solo l’Italian sounding – ha affermato Gigi Mozzi di MediaeMarketing – ma anche l’Italian lifting, ovvero le piccole operazioni di maquillage che seguono ogni scandalo. Non dobbiamo aver paura della concorrenza estera o dell’olio tunisino. Dobbiamo aver paura del futuro solo se non saremo in grado di spiegare cos’è l’extra vergine italiano al mondo. E se non saremo in grado di difenderlo da chi lo crede una commodity”.

Verità e trasparenza, insomma, non bastano a conquistare nuovi mercati, come quelli in crescita del Middle East (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita) e asiatici che sanno a mala pena cos’è l’olio extra vergine d’oliva.

“Buono, pulito e giusto sono requisiti necessari ma non sufficienti per il nostro Made in Italy – ha affermato Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia – poiché noi dobbiamo vendere anche le nostre varietà di olivo, le nostre tradizioni e la nostra storia. L’olio italiano non rischia di scomparire ma la sua identità sì, è questa la ragione per cui abbiamo voluto proteggerla con un Presidio”.

Saper raccontare l’olio italiano al mondo, anche a costo zero attraverso i social newtork, venendo incontro al desiderio di sapere e non solo di mangiare dei consumatori internazionali, affamati di Made in Italy.

 

Veronafiere

 

Salmone al gambero

Ingredienti

200 g di salmone affumicato a fette

20 g di burro

250 g di polpa di gambero

12 punte di asparagi

250 g di salsa Bernese

Preparazione

Mettete i filetti di salmone in una teglia da forno. Spennellate con il burro ammorbidito a temperatura ambiente e infornate in forno caldo a 180 gradi per 10 minuti.

Togliete il salmone dal forno e accedete il grill.

Coprite ogni filetto di salmone con la polpa di granchio, 4 punte di asparagi e la salsa e rimettete in forno per pochi minuti a gratinare.

Servite caldo.

Vino consigliato: Franciacorta Bollicine Extra Brut

 

Renato Hagman

 

Premio Qualità Italia 2016: concorso enologico nazionale

Scalda il motore la seconda edizione del Concorso Enologico Nazionale “Premio Qualità Italia 2016” organizzato dalla Scuola di Alta Formazione e Perfezionamento Leonardo di Città Sant’Angelo, in Abruzzo, con la supervisione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Si tratta di una chiamata a raccolta delle cantine del Nord, del Centro, del Sud Italia, delle Isole e di tutte quelle aziende enologiche che vogliono mettersi in gioco con i loro prodotti: c’è tempo fino al 3 giugno per iscriversi al Concorso – il primo a livello nazionale a essere promosso da una scuola – facendo pervenire uno o più campioni di vino presso la sede della Leonardo, quindi dal 15 giugno scatterà la fase delle degustazioni e infine il 9 luglio sarà la volta delle premiazioni.

La manifestazione vuole: mettere in evidenza la migliore produzione italiana per le categorie dei vini ammessi al concorso; valorizzare le tipicità italiane e regionali; presentare al pubblico le tipologie dei vini caratteristici di ogni regione; premiare lo sforzo delle aziende produttrici e contribuire alla divulgazione del made in Italy nel mondo.

«Il concorso – sottolinea Mauro Pallini, direttore della Scuola e ideatore del Premio Qualità Abruzzo – sta diventando per il settore enologico un irrinunciabile appuntamento nazionale. Siamo convinti che per i produttori partecipanti è un momento utile per tenere alta l’attenzione sul made in Italy».

Come nella passata edizione, sono 6 le categorie di vini, anche biologici, in gara: IGT (Rossi, Bianchi e Rosati), DOC (Rossi annate 2015, 2014, 2013, 2012, 2011 e precedenti, Bianchi annate 2015, 2014 e precedenti, Rosati), DOCG (Rossi e Bianchi e Rosati); Vini Frizzanti (Rossi DOC e IGT, Bianchi DOC e IGT, Rosati DOC e IGT); Vini spumanti (Rossi VSQ, DOC VSQ e IGT VSQ, Bianchi VSQ, DOC VSQ e IGT VSQ, Rosati VSQ, DOC VSQ e IGT VSQ); Vini passiti (DOC, IGT). Il costo dell’iscrizione è di 60 euro più Iva per ciascun campione consegnato.

I vincitori saranno oggetto durante l’anno di particolari azioni promozionali organizzate della Scuola Leonardo.

L’edizione passata ha decretato 46 menzioni a livello nazionale e 68 speciali attestati regionali, ma gli organizzatori si augurano che la pioggia di riconoscimenti sarà quest’anno ancora più ricca e ciò vorrà dire grande partecipazione delle aziende vinicole,  ricerca continua della qualità, desiderio di mettersi alla prova. Perché, come insegna la Scuola, gli esami non finiscono mai, anche e soprattutto in uno dei più sopraffini comparti del Bel Paese, che tutto il mondo ci invidia.

Per informazioni su regolamento, scheda d’iscrizione, categorie di vino a concorso, verbale di prelievo, consultare il sito www.premioqualitaitalia.it, mail concorso@premioqualitaitalia.it tel. 085.21963

 

Pierluigi Papi

 

 

Fieragricola incontra l’Etiopia

Per la prima volta una collettiva di aziende italiane del settore avicolo e delle energie, coordinata da Veronafiere, partecipa alla 9ª edizione di Agrifex – Specialized International Agriculture and Food Exhibition, in programma fino al 16 maggio ad Addis Abeba, in Etiopia.

Nell’arco di una generazione, la nazione africana si è trasformata, da uno dei Paesi più poveri, alla 12ª economia con più rapida crescita a livello mondiale (dati World Bank). Per i prossimi tre anni si prevede un aumento medio annuo del PIL del 7 per cento. L’Etiopia è un paese stabile e sicuro, secondo in Africa per popolazione con oltre 90 milioni di abitanti, sede di organismi internazionali tra cui l’Unione Africana, ricco di fonti energetiche e con un elevato sviluppo delle infrastrutture.

Per questo la Fiera di Verona, in collaborazione con ICE Addis Abeba, ha stretto una partnership con l’organizzatore di Agrifex, la Camera di Commercio di Addis Abeba che rappresenta l’80% delle aziende del Paese. La manifestazione vedrà quest’anno la partecipazione di 80 aziende da sei Paesi.

Il nuovo piano quinquennale Growth and Transformation Plan (GTP) 2016-2020 attribuisce proprio all’agricoltura il ruolo di motore dell’economia etiope, responsabile dell’80% dell’occupazione e del 70% del valore delle esportazioni.

Con l’obiettivo di risolvere le carenze strutturali del settore – prima fra tutte la carenza di meccanizzazione – il Governo etiope sta mettendo in atto diverse iniziative per coinvolgere gli investitori stranieri.

Proprio un focus commerciale sull’Africa è stato al centro dell’ultima edizione della Fieragricola di Verona, nel febbraio scorso, che ha visto in visita delegazioni ufficiali provenienti da Egitto, Mozambico, Angola, Camerun, Sudafrica, Uganda, Etiopia, Zambia.

Un’attenzione che si è poi tradotta nella scelta di accompagnare le imprese italiane del settore primario ad Agrifex, riunite nel Fieragricola Pavilion, alla scoperta delle possibilità offerte dal mercato etiope che potrebbe beneficiare del know how tricolore e dei prodotti di qualità, macchinari in primis.

L’Italia già oggi è il 9° cliente e 5° fornitore dell’Etiopia a livello mondiale; il 2° partner commerciale, 1° fornitore e 3° cliente a livello europeo. Il 45% dell’export made in Italy è costituito da attrezzature e tecnologie, dedicate soprattutto ai comparti agroalimentare e tessile.

Altra filiera in via di sviluppo è quella delle costruzioni. Il comparto è cresciuto, negli ultimi due anni, di oltre il 30% e per il futuro si stima una media annuale di crescita dell’11,6 per cento. Per questo Veronafiere sarà presente con una nuova iniziativa, Building East Africa, in programma, sempre ad Addis Abeba, il 31 agosto e 1 settembre prossimi, dedicata alle aziende dell’edilizia.

Veronafiere

Premio Golosario 2016

Ecco i vincitori del Premio Golosario alle aziende che hanno presentato alla Rassegna Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità i prodotti ritenuti più interessanti, per gusto o innovazione, da una commissione che ha degustato in incognito durante i giorni di manifestazione.

Istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti, il Premio Golosario è un riconoscimento per premiare le eccellenze emergenti dell’agroalimentare in mostra a Sol&Agrifood. I vincitori verranno poi inseriti nella guida Il Golosario.

Dalla bresaola di pecora al vinappeso fatto con il culatello stagionato nell’Amarone e nel Recioto della Valpolicella, dai biscotti salati alla curcuma ai formaggi pecorini, dalla crema al pistacchio però senza glutine e latticini fino al succo di frutta all’uva americana e alla confettura di goji, dai condimenti per la pasta in tubetto per finire con la crema di acciughe, i prodotti premiati sono la punta di diamante di una tradizione agroalimentare capace di evolversi ed essere moderna e al passo con i tempi.

Prossima edizione della Rassegna dell’Agroalimentare di qualità dal 9 al 12 aprile 2017.

I vincitori del Premio Golosario 2016

SALUMI

Re Norcino – San Ginesio (MC) – Campagnola

Allevamento Veneto Ovini Anguillara Veneta (PD) – Bresaola di pecora

Vigneto dei salumi Arbizzano di Negrar (VR) – Vinappeso

PANE E PASTA

Dalla Val – Cà di David (VR) – Crocca in bocca classici

Vannini –  Calenzano (Fi) – Biscotti salati alla curcuma

BIRRE

Timilia – Catania – Red Ale “Timili”

Birrificio Aurelio – Ladispoli (RM) – IGA Filo Bianco

Anima – Roccasparvera (CN) – Dante Birra Rossa

FORMAGGI

Il parco delle bontà – Forenza (Mc) – Pecorino di Forenza

Chironi – Montalcino (SI) – Pecorino di Montalcino

DOLCI

Alicos – Salemi (TP) – Crema di pistacchio senza lattosio e senza glutine

Sirianni – Cittanova (RC) – Confettura extra di goji

Marco Colzani –  Carate Brianza (MB) – Succhi di frutta all’uva americana

SFIZIOSITÀ

Solo Sole – Paterno (CT) – L’amoremio

Figulì – Villorba (TV) – Salsa volume 2

Frantoio Bianco – Pontedassio (IM) – Crema di acciughe U Machettu

 

Veronafiere

 

Italia leader indiscusso dell’olio d’oliva

Italia batte Spagna 11 a 4. I risultati del concorso di oli d’oliva, molti dei quali presentati a Vinitaly, nel padiglione Sol&Agrifood, parla chiaro e questo è un ennesimo invito ai consumatori a scegliere e a pretendere la qualità italiana. In gara 348 campioni contro i 250 dell’anno scorso, provenienti da nove Paesi: Italia, Spagna, Grecia, Slovenia, Croazia, Portogallo, Turchia, Libano e Cile. L’Italia si conferma leader indiscusso per la qualità espressa dai propri oli extravergine di oliva, mentre la Spagna è forte negli oli biologici.

Una lotta all’ultimo olio, con finali al fotofinish e uno spareggio nella categoria fruttato leggero. Tra tutti spiccano tre aziende, due italiane e una spagnola, che in diverse categorie hanno vinto complessivamente quattro Sol d’Oro, uno d’Argento e uno di Bronzo.

Due i vincitori del Sol d’Oro ex aequo nella categoria fruttato leggero: l’azienda Olio Di Dievole di Vagliari in provincia di Siena (Toscana) e la spagnola Explotacion Jame di Villagordo – Jaen. Sol di Bronzo a Villa Santo Stefano di Lucca (Toscana).

Nella categoria fruttato medio, la più numerosa, podio tutto italiano, con Sol d’Oro all’Azienda Agricola Cosmo Di Russo di Gaeta in provincia di Latina (Lazio) e gara molto combattuta per il secondo e terzo posto che si è conclusa con l’assegnazione del Sol d’Argento all’olio dell’Azienda Laura De Parri di Canino in provincia di Viterbo (Lazio) e del Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli in provincia di Chieti (Abruzzo).

Italia ancora in evidenza nella categoria fruttato intenso, la meno numerosa, con il Sol d’Oro assegnato all’Azienda Azienda Ortoplant di Giovinazzo in provincia di Bari (Puglia), Sol d’Argento alla Fattoria Ambrosio di Castelnuovo Cilento in provincia di Salerno (Campania) e Sol di Bronzo all’Azienda Vincenzo Marvulli di Matera (Basilicata).

Rivincita della Spagna nella categoria biologico, con vincitore del Sol d’Oro per distacco all’azienda Castillo de Canena di Canena (Spagna). Sol d’Argento al Frantoio Pruneti di San Polo in Chianti in provincia di Firenze (Toscana) e di nuovo Spagna per il Sol di Bronzo, assegnato a Finca La Torre di Malaga.

Nella categoria monovarietali, anche questa molto numerosa e molto combattuta per l’alto livello qualitativo di tutti i campioni sottoposti a giudizio, il Sol d’Oro è stato assegnato all’Azienda Ortoplant di Giovinazzo in provincia di Bari (Puglia), Sol d’Argento all’Azienda Cosmo Di Russo di Gaeta in provincia di Latina (Lazio) e infine Sol di Bronzo alla spagnola Castillo de Canena di Canena.

In evidenza in questa competizione l’Azienda Ortoplant, vincitrice del Sol d’Oro nelle categorie fruttato intenso e monovarietale, l’Azienda Cosmo Di Russo che ha conquistato un Sol d’Oro nella categoria fruttato medio e un Sol di Bronzo nei monovarietali e la spagnola Castillo de Canena con un Sol d’Oro nella categoria biologico e un Sol di Bronzo nei monovarietali.

Molto impegnativo il lavoro della giuria internazionale coordinata dal capo panelist Marino Giorgetti, sia per la qualità dei campioni in concorso che per il loro numero record.

Come attestato di qualità riconosciuto a livello internazionale, le bottiglie delle partite degli oli vincitori potranno fregiarsi del premio ricevuto (Sol d’Oro, Sol d’Argento, Sol di Bronzo).

 

Veronafiere

 

Dati di vendita del vino nella GDO

Dopo anni di stasi, si registra una crescita più decisa delle vendite di vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione (Gdo), sia in volume che a valore. L’istituto di ricerca IRI ha elaborato, in esclusiva per Veronafiere, i dati sull’andamento di mercato nel 2015.

Le vendite delle bottiglie da 75cl aumentano del 2,8% a volume rispetto al 2014, e le bottiglie da 75cl a denominazione d’origine (Doc, Docg, Igt) del 1,9%. Rispettivamente le vendite a valore crescono del 4,0% e del 3,8%.

“Una crescita doppiamente positiva – ha commentato Virgilio Romano, Client Solutions Director di IRI – perché non è stata stimolata né dalla crescita promozionale né da prezzi in calo. La pressione promozionale, infatti, rimane su livelli alti ma inalterati rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi sono in aumento: i vini a denominazione di origine, ad esempio, hanno prezzi medi in crescita dell’1,9%. Dopo un lustro di assenza, la crescita contemporanea di volumi e valori ci lascia ben sperare per gli anni futuri”.

Risultati positivi anche per gli spumanti venduti in Gdo: + 7,8% a volume e +7,5% a valore, anche se il prezzo medio è leggermente ridimensionato rispetto al 2014. I vini biologici crescono a volume del 13,2% (a valore del 23%), ma i litri venduti sono ancora limitati: un milione e 630 mila.

Il vino più venduto in assoluto nei supermercati italiani rimane il Lambrusco con 12 milioni e 771 mila litri venduti, sempre tallonato dal Chianti, che vince però la classifica a valore.

Al terzo posto sale lo Chardonnay, un bianco di vitigno internazionale, che cresce del 9% a volume. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (+4,6%), del Vermentino che cresce dell’8,5% e del Trebbiano (+5,6%).

Tra i vini “emergenti”, cioè quelli che hanno fatto registrare nel 2015 un maggior tasso di crescita, il primo posto va alla Passerina marchigiana, con una progressione del 34,2% che va a bissare il successo registrato negli anni scorsi dal Pecorino (Marche e Abruzzo), classificatosi stavolta 3°. Due bianchi con prezzi medi a bottiglia di circa 4 euro.

Da notare la seconda posizione del veneto Valpolicella Ripasso e la quarta posizione del piemontese Nebbiolo, che costano mediamente 7,69 euro il primo e 5,91 euro il secondo, a conferma che le crescite si leggono anche su vini importanti in termini di prezzo e di complessità.

 

Marco Fanini