Schermi d’Amore fino al 7 ottobre

 

È ripartito esattamente da dove si era interrotto lo scorso febbraio a causa dell’emergenza Coronavirus, il festival Schermi d’Amore, dedicato al melodramma e al cinema romantico sentimentale.

Fino al 4 ottobre la 16esima edizione del festival sarà ospitata negli ampi spazi del Teatro Ristori, mentre dal 5 al 7 ottobre nella sala Convegni della Gran Guardia.

Nel rispetto dei protocolli sanitari, gli spettatori sono tenuti a indossare la mascherina dall’ingresso in sala fino al raggiungimento del proprio posto e a rimetterla ogniqualvolta si allontanino dallo stesso, incluso il momento dell’uscita. Igienizzanti per le mani saranno disponibili per il pubblico, che dovrà evitare assembramenti sia all’interno sia all’esterno della sala di proiezione.

Per questa edizione sono state selezionate complessivamente una trentina di pellicole, di cui due proiettate a febbraio, che raccontano le sfumature dell’amore declinate secondo la sensibilità di grandi registi. Sei le sezioni tematiche, tra cui una retrospettiva dedicata al regista giapponese Kenji Mizoguchi che propone la proiezione di quattro suoi capolavori e l’allestimento di una mostra con le opere ispirate ai suoi film e realizzate dagli allievi della Scuola del Fumetto. Tra le novità già annunciate a febbraio, la presenza di due giurie, di cui una esclusivamente di giovani, un ricco programma di film d’autore ed una speciale attenzione allo sguardo femminile: oltre la metà dei titoli in gara, infatti, sono diretti da donne.

La 16ª edizione di Schermi d’Amore è realizzata dal Comune e da Verona Film Festival, in collaborazione con il Circolo del Cinema.

“Per noi il festival ‘Schermi d’Amore’ rappresenta davvero una sfida vinta – ha detto l’assessore Briani -. Ecco perché ce l’abbiamo messa tutta per continuare ciò che abbiamo iniziato a febbraio, prima che il Covid prendesse il sopravvento. La rassegna torna quindi tale e quale a come era stata proposta in origine, seppur con nuovi spazi e nuove regole da rispettare. Questa è anche l’ultima edizione del direttore Romano, a cui va sicuramente riconosciuto il merito di aver portato a Verona, più di vent’anni fa, un festival che non c’era ma di cui si sentiva il bisogno, e che negli anni è cresciuto in qualità e gradimento”.

Parla di bilancio positivo il direttore Romano: “Mi occupo del festival da circa venticinque anni, l’ho visto nascere e crescere fino a diventare un’eccellenza nel panorama italiano. Ringrazio il Comune per la stima e la fiducia accordatami. Questa edizione del festival, in particolare – ha aggiunto Romano – permetterà di vedere assolute eccellenze cinematografiche. Abbiamo dedicato a Mizoguchi una retrospettiva con quattro suoi capolavori recentemente restaurati”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

La luna sulla Magliana

La luna sulla Magliana, frutto di una regia collettiva realizzata in soli 5 mesi prima e durante la pandemia nel quartiere Magliana a Roma all’interno del progetto “Apebook. Libri media e cinema in periferia” ha conquistato il Premio come Miglior Short (sezione “Young Talents for Cinema) all’interno del’i-Fest International Film Festival. La Giuria Tecnica Internazionale, presieduta da Giancarlo Zappoli Direttore Responsabile di MYmovies.it, nel corso dell’ultima serata al Castello Aragonese di Castrovillari (CS) ha decretato questo riconoscimento – oltre ad annunciare gli altri vincitori del Contest “Orizzonti” – piacevolmente colpita dall’originalità del progetto e del lavoro, realizzato in un contesto e clima non facile, visto il particolare momento storico che stiamo vivendo. A breve l’opera sarà messa in onda sulla piattaforma di Rai Cinema Channel, partner del festival.

La luna sulla Magliana, scritto  diretto e interpretato a più mani da Serena Ruggiero, Ilham Bazak, Francesca Luciani, Sara Piancastelli, Flavio Civili, Chiara Manalo, Cristina Manzone, Sara Cacciapuoti, Silvia Scipioni e Haiam Talaat, è una co-produzione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e deriva film

Si tratta di un documentario che sperimenta un doppio stile alternando l’uso di mezzi tecnici professionali e di smartphone, consentendo ai protagonisti che si auto-narrano di annullare il filtro tra sé e gli altri. L’incombere improvviso della pandemia non ha fatto che estremizzare il processo già intrapreso, restituendo la periferia romana, le emozioni, le sfide, le paure di un gruppo di adolescenti a ridosso dell’esame di terza media, un attimo prima della linea d’ombra, non ancora privati delle illusioni giovanili.

Prossimamente l’opera sarà proiettata dal vivo, durante la Festa del Cinema di Roma, all’interno di “Aperossa UnArchive”, in programma dal 15 al 20 ottobre negli spazi all’aperto della Centrale Montemartini o, in caso di pioggia), al Teatro Garbatella.

SINOSSI

Serena ha 14 anni, una passione per la luna e l’idea di fare la regista da grande. Per realizzare il suo sogno vuole iscriversi al cineTV Rossellini mentre i genitori e alcuni insegnanti la vorrebbero al liceo classico. Per mettersi alla prova Serena frequenta un corso di cinema nel quartiere Magliana con alcuni compagni di classe e con la loro professo- ressa di Italiano e Storia. Durante il corso i ragazzi si intervistano, intervistano donne straniere e intervistano la professoressa scoprendo mondi e storie inaspettate. Serena conosce Ilham, giovane donna marocchina che vive in un edificio occupato alla Maglia- na con suo marito Abdul e suo figlio di 15 mesi Adam. Ilham vuole portare in Italia l’altro figlio di 7 anni che ha dovuto lasciare con la nonna in Marocco e che non vede da due anni. Ilham cerca un lavoro ma non avendo il permesso di soggiorno nessuno la vuole. Mentre Serena e i suoi compagni stanno preparando l’esame di terza media scoppia l’emergenza Covid-19. Improvvisamente tutti si ritrovano isolati in casa per il lockdown. Durante la quarantena Serena termina la sua opera sulla luna. I ragazzi si afflosciano con la didattica a distanza, le relazioni sono messe a dura prova. Il giorno della consegna ufficiale degli argomenti di esame Serena entra in crisi scoprendo che il suo compagno di classe le ha copiato l’idea della “luna” con la sua poesia preferita di Leopardi.

Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 Serena esce nel quartiere per continuare a filmare, incontra Ilham che sta andando a fare una prova di lavoro presso un’anziana. Forse grazie all’emergenza Covid il governo approverà la legge per regolarizzare gli immigrati irregolari impiegati in agricoltura e in servizi domestici. Forse Ilham otterrà un contratto regolare di lavoro e riavrà con sé in Italia il figlio più grande. Intanto la luna sulla Magliana continua a splendere indifferente e lontanissima.

 

Elisabetta Castiglioni