“Contemplazioni” a cura di Vittorio Sgarbi al MuSa di Salò

Luigi Serafini “Persephone C.”

Resterà aperta fino al prossimo 8 dicembre, presso il MuSa di Salò (Via Brunati, 9) la mostra curata da Vittorio Sbarbi “Contemplazioni”, un viaggio nell’arte italiana della seconda metà del Novecento, attraverso opere, ad esempio, di Gino De Dominicis e Domenico Gnoli. Opere di grandi dimensioni e di grande impatto emotivo, che devono appunto essere contemplate con curiosità e fiducia. La curiosità di chi va a scoprire una parte di Sé attraverso l’arte che ha interpretato il reale e il momento storico, e la fiducia in chi ha selezionato le opere in mostra per ottenere un percorso che arricchisca l’animo. Tutte sensazioni ed emozioni di cui il presente ha assoluto bisogno. Gnoli utilizzava grandi tele perché affermava che l’ordinarietà ingrandita dall’attenzione rende gli oggetti più belli, più cupi, più astratti, come se fossero fantasie. E sembrano infatti tali, tanto risultano astratte le cose dipinte, scelte per la mostra al MuSa.

Per esempio, ho trovato bellissimo il “Galeone familiare napoletano”, un penna e acquerello su carta del 1957, prestato dalla Fondazione Cavallini Sgarbi. Una sorta di romanzo incorniciato, in cui non manca niente dell’immaginario partenopeo. Come inchiostro su carta è la “Donna vitruviana” di Gaetano Pesce, che sembra fare da contraltare alla sua “Up vestita”, installazione colorata che campeggia in mezzo ad una stanza, come sotto lo sguardo di “Palladio da Padova”, in resina. Si cammina poi verso Luigi Serafini e la sua “Persephone C.”, impressionante perché sembra una donna vera, che origina da una carota, dormiente in una sala semibuia. Le opere selezionate stanno bene nel museo salodiano, dato il settore dedicato alla scienza. Un mondo da pensare, come quello proposto da Agostino Arrivabene dall’arte colta ispirata dalla mitologia classica; bellissimo il suo “Athena” che non finisce di stupire e di raccontare più lo si guarda. Oppure “Iera (sacra)”, smalto in oro su legno fossilizzato, come appaiono fossilizzati, mummificati i personaggi di Cesare Inzerillo con la “Classe Morta”, come se la chiave di lettura artistica fosse stata tolta dalla cripta dei Cappuccini di Palermo.

Una mostra da vivere, ritenuta molto interessante dai turisti stranieri, in molti in visita, ma anche da pensare e per pensare. Occasione per visitare il bel museo sulle rive del lago di Garda.

 

Alessia Biasiolo

One thought on ““Contemplazioni” a cura di Vittorio Sgarbi al MuSa di Salò

  1. Emanuela ha detto:

    Interessante!

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